SexToGo

24 Settembre Set 2019 1300 24 settembre 2019

Se l'uomo che ami ha una (storica) amica di letto

Lui confessa a Lisa: «Noemi è il mio sex-to-go. Non siamo amici e non è stata mai la mia ragazza. Ci vediamo solo per fare sesso». E lei si rende conto di quanto i sentimenti a volte rovinino le cose.

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Dove eravamo rimasti? Pier mi guarda mentre resto davanti alla porta, sul piede di guerra. Non so per quanto ancora reggerò il confronto e sappiamo tutte che la rabbia d’amore, quando se ne va, lascia spazio alla disperazione totale.

«Mi sono sempre visto con Noemi, Lisa. Anche quando stavo con Alessandra.»

Mi sento confusa. Chi è adesso questa?

«Non capisco», gli dico.

«Noemi è il mio sex-to-go. Non siamo amici e non è stata mai la mia ragazza. Ci vediamo solo per fare sesso, senza passione. Finiamo velocemente, ci diamo appuntamento per la volta successiva e ci salutiamo. Non ho nemmeno il suo numero: il rapporto con lei è un modo goliardico per staccare dalla quotidianità».

Questa volta la realtà supera la fantasia. Uno scenario del genere non l’avrei proprio immaginato. Non capisco come due persone possano andare a letto insieme per così tanto tempo e restare emotivamente distanti. Pier mi sembra freddo mentre parla di lei. Indago.

«Che ne sai che un domani non diventi qualcosa di più?».

«Non ci conosciamo, non sappiamo nulla l’uno dell’altra e non c’è mai stato interesse ad approfondire. Che fai, allora, entri in casa?».

Accetto l’invito e mi siedo sul divano. Ho la schiena irrigidita. Fatico a parlare, quasi mi manca la saliva. Neanche sulle montagne russe avrei una reazione fisica del genere. Cerco di calmarmi: mi ha appena detto di usare Noemi per distrarsi e di non provare niente per lei. Non l’ha neanche conosciuta quando era con me, per cui non ho nulla da rimproverarmi. Eppure mi rode, tanto. Vorrei sapere tutto sulla donna che da prima di me è nella vita di Pier. Chiedo una birra e al primo sorso non riesco più a contenermi.

«Sei proprio una persona riluttante. Ti servi della gente per i tuoi fini e non guardi in faccia nessuno. Posso comprendere il sesso per divertimento ma non lo giustifico più quando hai una ragazza».

Ecco, mi sono appena definita la sua «ragazza». Divento paonazza in volto mentre mi alzo, lo saluto e vado via piangendo. Pier non fa nulla per fermarmi.

Cammino veloce per strada e non ho voglia di sentire nessuno, neanche Ilaria. Non ci sono parole di conforto che possano sollevarmi l’umore, rendermi combattiva, convincermi a dimenticare o farmi sentire meno stupida. A casa tiro dritta verso il letto per sprofondare con la testa nel cuscino, chiudere gli occhi e riflettere.

A cosa serve davvero il sesso? Ripenso a quando l’ho fatto per la prima volta con Pier. Si trattava un gioco, una banalità: anche lui era il mio sex-to-go. Avevo bisogno di qualcuno per togliermi dalla testa il mio ex e assaporare uno stupido senso di vendetta. L’esperienza non mi ha lasciato niente se non un vuoto dentro. Però non avrei potuto farne a meno: il sesso mi serviva più di ogni altra cosa in quel momento. Strana la vita! Oggi condanno qualcuno per lo stesso motivo. Certo, nel caso di Pier sembrerebbe essere più una dipendenza che una semplice fase, dato che lui non riesce a fare a meno di Noemi.

«Tra noi è diverso?», gli scrivo su WhatsApp.

Lui legge e non risponde. Giustamente. Avrei potuto evitare la domanda. So già che tra noi c’è altro: passione, coinvolgimento e vera intimità. Penso a come sarebbe la mia vita senza di lui.

Sono realmente affezionata a questo ragazzo e non so come comportarmi alla luce di quanto scoperto. Potrei tralasciare che abbia fatto - e farà ancora - sesso con un’altra, oppure piantarlo e tornare su Tinder. Paradossalmente ora che tra noi c’è più confidenza, la dimensione fisica non è così rilevante. Non dico che la escluderei dal rapporto, ma potrei darle meno peso. Mi sale la confusione ed entro in un conflitto interiore che solo un doppio spritz puà provare a risolvere. Scrivo a Ilaria che mezzora dopo è già sotto casa.

«Ila, secondo te a cosa serve il sesso?»

«Dipende! Quando sono innamorata, per me passa in secondo piano.»

Vedere che la mia amica la pensa così mi conforta. Soltanto per Pier farlo qua e là è così indispensabile.

«Però siamo tutti diversi e anche le fasi della vita cambiano. Non c’è una risposta univoca né giusta. Non possiamo sperare che Pier cambi per te, se ha questo vizietto.»

«Te lo dico io: il sesso serve a rovinare le cose», concludo brilla per sdrammatizzare.

Facciamo un brindisi e ci salutiamo.

Prima di addormentarmi rifletto su quanto le relazioni siano complicate. Altro che Tinder! Quando passiamo dalla chat allo scambio reale è tutta un’altra cosa, non solo perché arriva il sesso ma soprattutto perché a volte subentra un sentimento. E allora sì che diventa un casino.

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