30 Giugno Giu 2019 0830 30 giugno 2019

'Dimagrire, Porca Miseria!', un decalogo sulla dieta

Un comfort book, un libro cioè in cui ritrovarsi, riconoscersi e forse aggrapparsi quando si avverte la necessità di rimettersi in discussione per provare a migliorarsi, partendo dal proprio corpo.

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Dimagrire In Fretta Libro

Chi ti ama lo riconosci da come ti tratta quando sei a dieta: potrebbe essere riassunta così la riflessione che coinvolge tutti coloro che hanno a che fare, in famiglia, sul lavoro o tra gli amici, con qualcuno che ha deciso di perdere qualche chilo di troppo. Dimagrire, Porca Miseria! di Elisa Origi, edito da Hygeia Press è un piccolo decalogo, o se si preferisce un piccolo galateo della dieta, che potrebbe essere consigliato a chi, mostrando comprensione per i sacrifici altrui, può contribuire al benessere e forse anche alla riuscita di un programma dimagrante. Questo non è infatti un saggio sociologico o un manuale di psicologia: e allora, di che cosa si tratta? La risposta sta proprio nel sottotitolo: un comfort book, un libro cioè in cui ritrovarsi, riconoscersi e forse aggrapparsi quando si avverte la necessità di rimettersi in discussione per provare a migliorarsi, partendo dal proprio corpo ma andando, evidentemente, anche oltre. Dimagrire, porca miseria! è un libro da leggere quando i libri sui metodi più folgoranti per perdere peso, ormai, li si è letti un po’ tutti.

DOBBIAMO DIMAGRIRE. LO SAPPIAMO. PERÒ ADESSO TIRIAMO FIATO!


Dobbiamo dimagrire. Lo sappiamo. O lo sapremmo. Di sicuro, lo vogliamo. Tra le prime cose in cui ci si imbatte, con questo pensiero che ci pulsa nella testa, ci sono formule segrete e fardelli. Alchimie magiche millantate. Prospettive di sacrificio. Insomma, trovi chi ti dice che è facile, basta fare così e cosà. E chi è pronto a giurarci che no, sarà dura, dovrai penare. Illudersi. Scoraggiarsi e soffrire. Ridere e sorridere. Dieta, che parola antipatica! Parlo di tutti noi.

Sgomberiamo il campo. Questo libro non è stato scritto da un dietologo. Né da uno psicologo. Mettiamo allora, da subito, i disclaimer necessari, le frasette nelle quali, coscienziosamente, si precisa che il presente saggio – anzi, il curioso nome individuato per questa pubblicazione è comfort book (fate voi!) – non ha alcuna intenzione di dare indicazioni mediche o arrogarsi la presunzione di potervi fare da guida o supporto psicologico in un processo di dimagrimento.
Ah, bene! Adesso possiamo tirare fiato.
Possiamo sederci. Accomodarci, per davvero. Farci un tè. E chiacchierarcela un po’ con chi è passato da dove siamo passati noi. Tanto lo sappiamo, che ad aver avuto desiderio di perdere peso siamo in tanti, ma proprio in tanti.

Ora, se avete questo libro tra le mani, probabilmente è perché ne avete avuto fin sopra i capelli di dietologi e psicologi. Ben inteso: qualcuno si sa che è più bravo di altri. Non abbiamo proprio nulla contro queste due categorie. Se non fosse che, a quanto pare, la formula segreta pare proprio non averla nessuno da prescrivere.
Insomma, in assenza di bacchette magiche, forse, adesso avete voglia di condividere un po’ del vostro peso con qualche altro comune mortale.

Io, per esempio, sono una che ha provato a farla, la dieta. E che magari, un pochino, ci è anche riuscita, ma poi, però, si è scoraggiata, facendo qualche passo indietro. Così, ha fatto periodi della sua vita in cui è stata un po’ più snella, e altri in cui… lo è stata meno. In ogni caso, ha sofferto. Perché, sì, dai: un po’ si soffre, no? E allora adesso è arrivato il momento non dico di riderci, ma almeno di sorriderci un po’ su! Alt, il primo che alza la mano per dire che tanto non serve verrà costretto a trangugiarsi un bombolone in tre morsi: tutte le calorie del mondo senza il godimento del palato. Siete avvisati!

Sorridiamo, allora. Anche se tutti noi ci siamo sentiti a disagio almeno una volta, nella vita, quando abbiamo deciso di metterci a dieta. Che già quella parola, dicevamo, dieta, un po’ antipatica suona, vero? Fa proprio un rumoraccio, così prescrittivo, severo, così inflessibile, giudicante, punzecchiante. Sa di giorni che diventano più grigi. Sa di un mondo in cui gli altri sono un po’ più felici di noi.

Non parlo ovviamente delle persone con importanti problemi di obesità, né di quelle che – perché ce ne sono, fidatevi, ce ne sono – vorrebbero metter su un po’ di ciccetta per togliersi di dosso quell’aspetto così skinny. Insomma: parlo di tutti noi, dai! Tutti noi che un giorno o l’altro ci siamo detti basta! Basta, lo so che potrei anche sopravvivere con questi (diciamo… otto? dodici?) otto chili di troppo, lo vedo bene che in giro c’è gente messa ben peggio di me e che, se poi mi vesto in quel certo modo, quasi quasi nascondo pure tutto. Certo, in estate le cose si complicano un pochetto. Ma fa niente. Noi, sì! Noi che lo sappiamo che cosa nascondono, forse, quegli otto chili di troppo. Dico bene? Ma sul bisogno che forse abbiamo di conservare un po’ di imperfezione ci torneremo più avanti, se vorrete.

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