5 Maggio Mag 2019 0830 05 maggio 2019

Il femminismo degli Anni '70 rivive in una mostra

Il soggetto imprevisto raccoglie le opere delle artiste militanti di 40 anni fa, eppure estremamente attuali. A Milano fino al 26 maggio.

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Il Soggetto Imprevisto Arte Femminista

Gli Anni '70 sono stati uno snodo cruciale nelle lotte femministe. Il divorzio è arrivato nel 1974, l'aborto nel 1978. Sono passati più di 40 anni e quelli che dovrebbero essere diritti consolidati vengono quotidianamente messi in discussione, ecco perché la memoria è uno strumento importante. Lo spazio Fm Centro d'arte contemporanea di Milano ospita, fino al 26 maggio, una mostra dal titolo Il soggetto imprevisto.1978 Arte e Femminismo in Italia. Al suo interno vi si trovano opere di artiste portatrici e fautrici di un femminismo militante, selezionate dai curatori Marco Scotini e Raffaella Perna. «Questa mostra nasce da un lavoro che svolgo da 10 anni sulle artiste italiane degli Anni '70», ha spiegato a LetteraDonna Raffaella Perna. «Rispetto ai colleghi maschi non tutte hanno avuto un grande successo, molte sono rimaste pesantemente nell'ombra» e recuperarne il lavoro è un'occasione per rivivere quegli anni di battaglie in un'epoca di ritorno del femminismo. «C'è certamente una coincidenza storica con i movimenti sorti in questi anni, da Se non ora quando a Non una di meno, fino al #MeToo. Esistono linee di continuità tra chi ha militato negli Anni '70 e la generazione nostra che ha ereditato quella visione. Io stessa nasco con una storica dell'arte che si chiama Silvia Bordini, una femminista». A rendere il tutto ancora più attuale sono le politiche recenti e la tendenza crescente a voler cancellare le conquiste di quegli anni oggetto della mostra: «Dal punto di vista del linguaggio se una guarda le foto delle manifestazioni di oggi sembra che non siano passati 40 anni, fa un po' effetto», commenta Perna, «abbiamo inaugurato la mostra e due giorni prima c'era stato il Congresso di Verona, tutte le associazioni femminili si sollevano contro il ddl Pillon, a Roma la sindaca Raggi sta cercando di chiudere La Casa delle donne. La militanza politica urge». E quella artistica pure.

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