Sessismo

Sessismo

26 Marzo Mar 2019 1857 26 marzo 2019

La campagna sessista del ministero dei Trasporti tedesco

Una ragazza in reggiseno di pizzo e una parolaccia (shit) nello slogan ufficiale. Doveva promuovere la sicurezza in bicicletta, invece è stata definita «stupida e imbarazzante».

  • ...
Campagna Pubblicitaria Sessismo Ministero Dei Trasporti Germania

«È brutto, ma mi salva la vita»: è lo slogan ufficiale della campagna lanciata dal ministero dei Trasporti in Germania per promuovere l’uso del casco protettivo in bicicletta. Una giusta causa, certo, se non fosse che la modella vestita solo con un reggiseno di pizzo ha spostato l’attenzione verso un altra questione. Una pubblicità, a detta di molti, di pessimo gusto che non solo ha riportato alla luce un fenomeno attuale come quello del sessismo ma ha acceso un dibattito anche in merito alla scelta del linguaggio utilizzato. La frase, che noi abbiamo tradotto in termini più soft, in realtà conteneva la parola shit (merda). Un tono abbastanza insolito se si pensa che è stato sponsorizzato da un'autorità. Iniziativa, quella del ministero, che sembra fare acqua da tutte le parti. Ma tra le varie manifestazioni di disappunto, c’è stato anche qualcuno che ha voluto ironizzare sull’episodio.

IL CARTELLONE CHE HA FATTO SCALPORE

La protagonista del cartellone che destato tanto scalpore è Alicija Köhler, concorrente di Germany's Next Topmodel, ritratta con un caschetto viola in testa e un reggiseno di pizzo bianco. E via alle critiche. I social hanno definito la campagna «stupida e sessista», proprio in riferimento all’assenza di un legame logico tra una donna in biancheria intima e la sicurezza in bicicletta. La più agguerrita è stata l’ala femminista dell’Spd, il partito socialdemocratico tedesco, la cui opinione non si è fatta attendere. La portavoce Maria Noichl ha definito l’iniziativa «imbarazzante» puntando il dito contro la politica inadeguata scelta dal ministero dei Trasporti per sensibilizzare su una causa seria.

L’IRONIA DELLA MINISTRA DELLA FAMIGLIA

La ministra della Famiglia Franziska Giffey ha preferito vestire la critica di ironia. Su Facebook ha infatti postato una sua foto dove viene immortalata mentre indossa il caschetto di fianco alla sua bicicletta. E, rivolgendosi al collega a capo dei Trasporti ha scritto: «Caro Andreas Sheuer, si può essere vestiti normalmente anche con un casco in testa». Un attacco meno duro ma comunque diretto. In ogni caso, nessuno si è pronunciato in merito alle altre foto della campagna che vedevano come protagonisti modelli di entrambi i sessi, in mutande e rigorosamente senza bicicletta, che non appare mai. Se non altro, un punto a favore sulla parità di genere che nel marasma generale non è cosa da poco.

LA DIFESA DEL MINISTRO SHEUER

Chiaramente tutto questo clamore non è passato inosservato agli occhi dell’ideatore della campagna che sembrerebbe non aver digerito le polemiche che lo hanno messo al centro delle accuse. In sua difesa, Sheuer ha dichiarato che molti giovani non rispettano i parametri di sicurezza corretti quando si tratta di indossare il casco, poiché i più lo considerano brutto e evitano di utilizzarlo. Grazie a questa campagna, invece, a detta del politico, la questione è stata discussa in tutta Europa. La cosiddetta regola del purché se ne parli insomma, a cui il ministro sembra effettivamente essersi ispirato, secondo la logica, da lui stesso sottolineata, per cui il messaggio da veicolare dovrebbe «scuotere la gente». E le polemiche sono parte di questa scossa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso