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8 Marzo Mar 2019 1740 08 marzo 2019

Com'eri vestita? Gli abiti delle vittime di stupro in mostra

Esposta al Tribunale di Milano, raccoglie 17 capi. Quelli che le donne indossavano nel momento in cui subirono violenze. Pigiami, tute e grembiuli contro lo stereotipo degli abiti provocanti.

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Com'eri Vestita Mostra Milano

Aver subito una violenza sessuale a volte non è abbastanza. Molte donne si trovano spesso anche a dover lottare con uno dei peggiori stereotipi che ruotano intorno agli abusi di genere e che si riassume in una domanda: Com’eri vestita?. Tre parole, che sono anche il titolo della mostra allestita presso il Tribunale di Milano, aperta fino all’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. Il progetto, che mostra gli abiti indossati dalle vittime al momento dell’accaduto, era stato realizzato per la prima volta nel 2013 dall’università del Kansas e ha ricevuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio e del Dipartimento per le pari Opportunità del Governo italiano.

I VESTITI IN MOSTRA AL TRIBUNALE DI MILANO

A ogni capo corrisponde una storia, raccolta, negli anni, da educatori e psicoterapeuti e proposta all’associazione Libere Sinergie, che ha curato l’allestimento al Palazzo di Giustizia. In tutto sono 17 gli abiti esposti come simbolo di riscatto per tutte quelle donne che, quando denunciano gli abusi, vengono investite dal forte pregiudizio di vestire in modo provocante. Perché troppo spesso la società tende a processare le vittime più che gli aggressori. La mostra si apre con la riproduzione del pigiama che Jessica Valentina Faoro, 19enne, indossava quando venne uccisa a coltellate dall’uomo che la ospitava in casa a Milano, nel febbraio 2018. Anche il padre, Stefano, ha voluto essere presente all’inaugurazione, a cui hanno partecipato magistrati e avvocati. Tra gli altri capi, c’è un abito corto a fiori, un grembiule per le pulizie e una tuta da ginnastica.

OLTRE 3 MILA I PROCEDIMENTI PER VIOLENZA SESSUALE

Il presidente del Tribunale Roberto Bichi ha spiegato che «sono oltre 3 mila i procedimenti per stalking e violenza sessuale in un anno a Milano, ma le denunce sono una piccola percentuale del fenomeno e questo dà l'idea di quanto sia ampio». Le storie sono state tradotte in quattro lingue e la mostra è visitabile anche dalle persone non vedenti, attraverso un QRcode per tutti i testi.

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