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7 Marzo Mar 2019 1440 07 marzo 2019

Le cinque mostre che celebrano l'arte al femminile

In occasione della Settimana dei Musei, in programma fino al 10 marzo 2019, abbiamo selezionato alcune esposizioni dedicate alle donne e al loro ruolo nella società degli ultimi secoli.

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Settimana Dei Musei 2019 Donne Mostre3

Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, promotore dell’iniziativa #iovadoalmuseo, che prevede 20 giorni di visite gratuite in tutti i luoghi d’arte, ha introdotto un’altra novità: è la Settimana dei Musei che, per questa prima edizione 2019 è prevista dal 5 al 10 marzo. Si tratta di sei giornate di ingressi liberi per visitare monumenti, gallerie, scavi archeologici e tutti i siti museali statali. Il calendario è ricco di eventi, attività e mostre che spaziano dalla cultura alla fotografia. Tra queste ne abbiamo selezionate cinque, tutte dedicate al talento, all’ingegno, al corpo e alla bellezza femminile. La Galleria d’Arte Moderna di Bergamo ha allestito la prima grande retrospettiva italiana che rende omaggio a Birgit Jürgenssen, mentre nelle sale di Palazzo Pitti a Firenze il 7 marzo inaugura Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento 1861-1926. Rispettivamente Roma e Milano ospiteranno invece Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione e Una vita da scienziata. Ultima (ma non per importanza) l’identità del gentil sesso raccontata al Centro Pecci di Prato nella rassegna Soggetto nomade. identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane, 1965-1985.

IO SONO, BERGAMO

Birgit Jürgenssen è stata una delle più importanti interpreti dell’avanguardia femminista internazionale, nonostante sia ancora poco valorizzata. Attingendo dai linguaggi del Surrealismo, ha trattato con umorismo e ironia temi come le convenzioni sociali, la sessualità, i rapporti tra i generi. La mostra Io Sono, che occupa tuti gli spazi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, è suddivisa in sei sezioni che raccolgono più di 150 lavori realizzati in 40 anni di lavoro e comprendono collage, sculture, fotografie e rayogrammi. Il percorso si apre con i disegni dell’infanzia e prosegue fino alla maturità, passando per la parte centrale dell'allestimento focalizzata sui due temi più cari all’artista: la natura e il genere. E in una società che ancora minimizza le questioni femminili, il suo lavoro manifesta il carattere emancipatorio della sua arte.

LESSICO FEMMINILE, FIRENZE

La mostra Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento 1861-1926, curata dalla direttrice del Palazzo Pitti Simonella Condemi, illustra, attraverso opere, oggetti e fotografie, il ruolo delle donne in diversi settori, che partono dal più umile, quello del lavoro nei campi, e arrivano al talento artistico, letterario e scientifico. La rassegna abbraccia un arco temporale che dall’Unità d’Italia si conclude nel 1926, anno in cui Grazia Deledda vinse il premio Nobel per il romanzo Canne al Vento. Le opere mostrano l’impegno professionale femminile, che riuscì a coniugarsi con i più tradizionali compiti domestici. A sottolineare il valore dell'esposizione sono state le parole del direttore degli Uffizi, Eike Schmidt che ha rivolto un appello al movimento #MeToo, incoraggiandolo a non mollare, perché la lotta per la parità è ancora lontana, nonostante il talento creativo femminile sia sempre più riconosciuto a livello globale.

DONNE. CORPO E IMMAGINE TRA SIMBOLO E RIVOLUZIONE, ROMA

Sono circa 100 le opere presenti nella mostra Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia provenienti dalle collezioni d’arte capitoline. Alcune non sono mai state esposte prima, altre non venivano rese pubbliche da molto tempo. La rappresentazione della donna si è trasformata nei secoli, passando dalle vesti di angelo e di tentatrice alla nuova immagine arrivata con la contestazione degli Anni ’60. La Cineteca di Bologna e l’Istituto Luce-Cinecittà hanno predisposto, per accompagnare l’allestimento, materiale fotografico e videoinstallazioni, mettendo mano al loro personale archivio. L’ultima sezione è dedicata alle relazioni tra l’arte contemporanea, l’emancipazione di genere e le lotte femministe con un supporto documentaristico che proviene da ARCHIVIA – Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne e da altri Musei e Gallerie nazionali.

UNA VITA DA SCIENZIATA, MILANO

Sono i ritratti delle grandi donne della scienza, che si sono affermate, ottenendo risultati eccellenti, in un settore ancora considerato di dominio maschile. Le protagoniste della mostra Una Vita da Scienziata, sono biologhe, chirurghe, farmacologhe, astrofisiche, chimiche, matematiche, con un denominatore comune: una brillante carriera alle spalle che le ha rese parti attive del miglioramento e del cambiamento della vita di ognuno. Ecco perché è stato scelto il Centro Diagnostico Italiano di Milano, che si occupa di prevenzioni e di cure, come sede dell’esposizione. Il progetto è rivolto soprattutto alle giovani, per invitarle a non accettare il pregiudizio che le vorrebbe meno portate per le professioni tecniche.

SOGGETTO NOMADE, PRATO

La mostra Soggetto nomade. identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane, 1965-1985, testimonia le diverse prospettive con le quali l’identità femminile è stata interpretata, durante il ventennio, dall’obbiettivo di Paola Agosti, Letizia battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano e Marialba Russo. L’arco temporale di riferimento fu un periodo di grande cambiamento sociale per l’Italia, caratterizzato in gran parte da conquiste civili e battaglie femministe. Gli scatti riflettono diverse interpretazioni di femminilità. Dai travestiti di Genova della Carmi, dove viene intesa come aspirazione, alle bambine cresciute in contesti di mafia nella Sicilia vista dalla Battaglia e gli uomini della Russo che «cambiano» sesso mascherandosi per carnevale.

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