11 Ottobre Ott 2018 1325 11 ottobre 2018

Come combattere gli stereotipi di genere crescendo i nostri bambini

Valorizzare modelli femminili di riferimento, usare un linguaggio inclusivo, far giocare insieme bambini e bambine: lo spiega bene la scrittrice Iria Marañón nel libro Educare al femminismo.

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Iria Maranon Libro Educare Femminismo

Quando osserviamo un bambino che gioca con le macchinine e una bambina con in braccio una bambola, quando sentiamo un papà che ammonisce il figlio che piange perché «è roba da femminucce», quando vediamo una mamma che per l’ennesima volta decide di vestire la figlia da principessina a Carnevale, forse non sappiamo che in realtà stiamo assistendo alla perpetuazione della disuguaglianza dei generi. La costruzione di genere avviene infatti in tenera età e se non vogliamo che le bambine assimilino una marea di stereotipi (i maschi sono forti, il colore rosa e le faccende domestiche sono cose da femmine), lasciandosi condizionare per il resto della vita, dobbiamo avviare un confronto onesto su come educare i figli in modo diverso, più giusto. «È venuto il momento di dare più potere alle bambine perché diventino libere femministe, e di coeducare i bambini perché diventino alleati del femminismo. L’educazione che diamo alle nostre figlie e ai nostri figli non può più prescindere dal femminismo, base di una società realmente giusta», è questo lo sguardo intimo e universale della scrittrice spagnola Iria Marañón sul tema. Nel suo saggio Educare al femminismo (Sonzogno), in uscita l'11 ottobre, l’autrice promuove il rispetto e l’uguaglianza fra i generi già nelle prime tappe della vita, invitando tutti a una sana autocritica e a risvegliare una forte coscienza sociale. Attraverso sette consigli, Marañón spiega come combattere gli stereotipi, soprattutto quelli all’apparenza inoffensivi, e crescere bambine/i femministe/i.

Il libro 'Educare al femminismo' (Sonzogno).

COEDUCARE ALL'UGUAGLIANZA DI GENERE

Molti genitori educano, inconsapevolmente, un figlio o una figlia in modo diverso. Coeducare significa educare all’uguaglianza, favorendo l’integrazione in uno stesso apprendimento e con gli stessi punti di riferimento culturali. Il gioco ha da sempre un rilievo educativo, attraverso il simbolo ludico si riproducono situazioni quotidiane di comunicazione e relazione con gli adulti, e in questo modo si allena la costruzione del genere. Ammonire le bambine, dire loro di fare le brave, di non arrampicarsi, e incoraggiare invece i bambini senza restrizioni, è un atteggiamento che soffoca le potenzialità delle bambine. È importante invece educale ad avere fiducia in sè stesse e a essere coraggiose, un tratto stereotipicamente maschile e fondamentale per andare avanti nella vita. Osservando il reparto giocattoli di un negozio si può constatare quanto desolante sia la realtà: la maggioranza dei giochi è differenziata per genere, creando così disuguaglianze e sessismi. La pubblicità promuove da sempre giocattoli finalizzati a sviluppare ruoli passivi per le bambine (giocare con le bambole) e attivi per i maschi (trenini, lego). Sarebbe più giusto lasciarli liberi di scegliere i propri giocattoli, senza obbligarli a vestire un preciso ruolo di genere.

VALUTARE I VANTAGGI DELL'EMPATIA E SOCIALIZZAZIONE

Per poter comprendere sè stessi e gli altri, i bambini devono saper riconoscere le loro emozioni e imparare a canalizzarle, devono poter mettersi nei panni dell’altro ed empatizzare. «La socializzazione di uomini e donne fin da quando sono bambini e bambine, fin dai ruoli loro assegnati nei giochi d’infanzia, segna un futuro di differenze nell’ambito sia pubblico che privato, nonché nei rapporti fra loro», puntualizza l’autrice che continua consigliando di controllare la rabbia e la frustrazione dei più piccoli per prevenire, tra l’altro, conflitti e violenza maschilista nel futuro. I maschietti devono imparare a relazionarsi a bambine, ragazze e donne di tutte le età, e costruire con loro delle amicizie per vederle come loro pari. Devono imparare a giocare con loro, a trattarle in maniera corretta e a sentire la convivenza come normale. Solo così impareranno, da adulti, a non considerare le donne solo come possibili partner sentimentali o sessuali.

UTILIZZARE UN LINGUAGGIO INCLUSIVO

Il linguaggio ha un potere simbolico enorme, le cose che non si nominano non esistono. «Nel nostro linguaggio abituale spesso il maschile si appropria di tutto il campo semantico, e donne e bambine o sono poco rappresentate o lo sono in maniera sessista. È fondamentale parlare in modo tale che i due sessi si sentano inclusi nel discorso». Quando si coeduca non bisogna usare esclusivamente il maschile generico, ma trovare delle alternative valide previste dalla nostra lingua.

DARE SPAZIO ALL'EMPOWERMENT FEMMINILE

Favorire l’autonomia è un passo fondamentale nell’educazione delle bambine. Lasciarle libere di prendere delle decisioni e favorire la comunicazione, sono azioni che le renderanno più sicure di sè stesse. «Dare potere alle bambine significa dar loro forza. Insegnare loro a lottare contro la vulnerabilità imposta, significa renderle capaci di vivere la vita che vorranno, di sentire e di essere ciò che sceglieranno», consiglia l’autrice. È dimostrato che lavorare dalla più tenera età sull’empowerment femminile, sull’autostima e sugli strumenti della leadership e del potere, riduce significativamente la possibilità che in futuro accettino le aggressioni e la violenza maschilista.

EDUCARE I MASCHI AL FEMMINISMO

La società tende ad opprimere i maschi perché mantengano il più possibile la loro mascolinità dominante, perchè non escano dallo stereotipo del macho. Affinchè un bambino non assorba comportamenti intolleranti nei confronti delle bambine, bisogna intervenire da subito. «I giochi che farà durante l’infanzia, i giocattoli, i punti di riferimento, gli spazi, i vestiti, i colori, i rapporti con le bambine e l’esempio degli adulti sono imprescindibili perché apprenda il femminismo». Inoltre bisogna pensare al ruolo della violenza nel loro ambiente, non normalizzarla, perché altrimenti cresceranno pensando che l’aggressività sia un modo corretto di risolvere le situazioni.

CIRCONDARSI DI FUGURE DI RIFERIMENTO FEMMINILI

È fondamentale che a bambine e bambini si offrano anche punti di riferimento femminili che possano essere d’ispirazione, «in questo modo le bambine avranno davanti agli occhi esempi di donne reali che hanno avuto successo e i bambini impareranno che anche le femmine sono capaci di raggiungere i loro obiettivi e di arrivare dove si propongono di arrivare». I modelli femminili non devono essere percepiti come un’eccezione ma come qualcosa di normale. È necessario che i bambini conoscano storie di donne avventurose, che hanno fatto cose importanti per il mondo. Anche i ruoli di madre e padre possono ispirare i bambini/e. Ciò che i genitori fanno ogni giorno in casa si imprime nella costruzione del genere e della società che bambine/i stanno elaborando, «per il loro benessere futuro bisognerà dunque dividersi le faccende domestiche e la cura delle/dei più piccole/i».

SMONTARE IL MITO FEMMINILE DELL'AMORE ROMANTICO

Cenerentola, Pretty Woman, Colazione da Tiffany, sono solo alcuni delle centinaia di titoli in cui le donne vengono salvate dagli uomini della loro vita. Il mito dell’amore romantico, in cui l’esistenza della donna dipende da un uomo, in una relazione in cui spesso si giustificano gelosie e violenze, è una concezione culturale che non accenna a sparire, anzi. Il problema storico che le donne hanno sempre avuto con l’amore risiede nel fatto che, per secoli, la società non ha lasciato loro altra chance di realizzazione personale. Oggi poco è cambiato, gli adolescenti mantengono e aggiornano i sistemi di controllo e di abuso, a dimostrazione che il problema persiste. Le ragazze continuano a credere che un amore sano sia quello che fa soffrire, che controlla e sottomette. Per cambiare questa concezione bisogna insegnare loro che l’amore è ben altro, è libertà, è dare ma anche prendere. È indubbio che ci sia sempre più bisogno di «donne empowered, indipendenti, autosufficienti, e di uomini alleati del femminismo», per educare bambine/i consapevoli che lottino contro la violenza e correggano tutte le disuguaglianze

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