24 Settembre Set 2018 1743 24 settembre 2018

Le cose da sapere sul film Girl

Il coraggio di chi abita il corpo di un altro ma non abbandona i suoi desideri. La trama, i premi, la genesi dell'idea e una clip esclusiva del film dell'esordiente belga Lukas Dhont.

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Trailer Girl Film Uscita Italia

Un ritratto onesto e coraggiosissimo della complessità di vivere quella che oggi è una delle più difficili delle condizioni della diversità: la transessualità. O per dirla con le parole del giovanissimo regista esordiente Lukas Dhont - premiato con la Caméra d’Or all'ultimo festival di Cannes e che della pellicola ha firmato anche la sceneggiatura - un affresco della «lotta interiore di una giovane eroina che mette a rischio il proprio corpo per diventare la persona che vuole essere. Qualcuno che sceglie di essere se stesso all’età di 15 anni, quando a molte persone occorre una vita intera». Il film Girl, in uscita nellle sale italiane il 27 settembre, parla di questo e molto altro e LetteraDonna vi omaggia una clip esclusiva della pellicola.

UN FILM SULLE CONTRAPPOSIZIONI

La rotagonista è Lara, adolescente con la passione della danza classica: insieme al padre e al fratellino si è trasferita in un’altra città per frequentare una prestigiosa scuola di balletto, a cui dedica tutta se stessa. Ma la sfida più grande è riuscire a fare i conti con il proprio corpo, perché Lara è nata ragazzo. Il film, ispirato a una storia reale, siregge sull'euilibrio tra potenti contrapposizioni. La prima è fra il volto e il sorriso angelici del bravissomo protagonista (il debuttante Victor Polster, sempre a Cannes premiato come Miglior attore Un Certain Regard) con la potente fisicità dell’atleta che per tutta la pellicola segna la misura del devastante conflitto interno a Lara. L’altra è la discrasia tra un percorso all'apparenza sreno (un padre amorevole e attento, una equipe completa di medici, una società come quella belga fra le più aperte e avanzate in tema di diritti) nel quale germoglia il conflitto nell’animo di Lara fino a sfociare nel dramma e in un dolore che nessun giovanissimo dovrebbe conoscere.

LA STORIA VERA DI UNA RAGAZZA IN DISACCORDO COL LA BIOLOGIA

«Quando ero bambino», ha spiegando il regista svelando la genesi dell'opera, «mio padre voleva fare di me e mio fratello due scout. Ci lasciava a giocare nel fango e campeggiare ma tutti e due odiavamo andarci». «Entrambi preferivamo recitare, cantare e ballare... Potete immaginare come siamo rimasti disorientati quando poco dopo abbiamo scoperto che queste cose erano viste come “femminili”, per bambine. Io ero un maschio, come potevano piacermi? Così alla fine ho smesso di farle, perché non volevo che mi si ridesse dietro… Molti anni dopo, quando avevo iniziato a studiare cinema, lessi un articolo su una ragazza, nata in un corpo di ragazzo: era convinta di essere una ragazza malgrado la biologia non fosse d’accordo. Ne rimasi colpito e decisi di raccontare una storia simile alla sua. Così che è iniziato Girl: dal bisogno di dire qualcosa su come percepiamo il genere, sulla femminilità e la mascolinità».

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