10 Luglio Lug 2019 2032 10 luglio 2019

La frenata di Giorgetti sul professionismo nel calcio femminile

Il sottosegretario leghista: «I costi vanno compensati da qualche ricavo, altrimenti occorre riflettere». Intanto, il movimento continua a crescere: +39% di tesserate.

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Il boom del calcio femminile non si limita agli ascolti dell'ultimo Mondiale. E promette di protrarsi nel tempo. Il Report Calcio 2019 della Figc, che è stato pubblicato martedì 9 luglio, ha certificato un sensibile allargamento della sua base: le tesserate sono aumentate del 39,9%, passando da 19 mila a 26 mila. E il dato potrebbe crescere ulteriormente, sulla scia dell'ottima campagna iridata della nazionale italiana in Francia. Tuttavia, questo trend rischia di non essere sufficiente a garantire alle ragazze del calcio il tanto agognato - e promesso a più riprese - passaggio al professionismo.

PER GIORGETTI BISOGNA «RIPENSARE TUTTO»

Secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica, gli ostacoli non mancano. A frenare è anche Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista con delega allo Sport e regista della riforma del Coni: «C’ è tutto un mondo in emergenza, Lega Pro e Serie B. Ma il professionismo riusciamo a garantirlo o no? E questo vale per il calcio femminile: quei costi poi vanno compensati da qualche ricavo, altrimenti occorre riflettere». Insomma, il problema, sostiene Giorgetti, è nei numeri. In esame al Senato c’è la norma sul collegato sportivo, che dovrebbe attribuire deleghe al governo in materia di professionismo: «È l’occasione per ripensare tutto. Il tentativo è di costruire un sistema al passo con i tempi, moderno e che si incroci con le istanze che arrivano dalla società», ha aggiunto il sottosegretario leghista.

LA SOLUZIONE NON PRIMA DELL'AUTUNNO

Negli ambienti pentastellati dell'esecutivo si assicura che il tema è di stretta attualità: «Il governo», ha detto il sottosegretario ai Rapporti col parlamento Simone Valente (Movimento 5 stelle), «è impegnato nel superamento della distinzione tra dilettantismo e professionismo, con l’introduzione della figura del lavoratore sportivo». Realisticamente, però, la questione rischia di trascinarsi almeno fino al prossimo autunno, come ha spiegato Calcio e Finanza. E quel «molti parlano senza sapere di cosa parlano» pronunciato da Giorgetti addensa più di una nube all'orizzonte. Lasciando intendere che il percorso sarà più accidentato di quanto previsto.

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