Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

17 Giugno Giu 2019 1515 17 giugno 2019

#FacciamogliUomini, il progetto contro la violenza sulle donne

L’Aic ha presentato un'iniziativa lunga 18 mesi che punta a sensibilizzare sul tema, creando un parallelismo tra una sconfitta calcistica e la fine di una relazione. Coinvolti anche gli atleti. Ne parliamo con la senatrice Valeria Valente.

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«Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere», cantavano i Rokes negli Anni 60. Se il progetto #FacciamogliUomini, lanciato dall’Associazione Italiana Calciatori per sensibilizzare contro la violenza sulle, donne avesse una colonna sonora, non ce ne sarebbe una più adatta. Presentato anche in Senato, ruota infatti proprio attorno a questo concetto: la sconfitta fa parte del gioco e, per questo dobbiamo essere capaci di accettarla. Senza reagire in modo violento, in una partita di pallone così come in una relazione sentimentale. Un messaggio semplice ma d’effetto, che per 18 mesi è destinato a fare il giro d’Italia con una serie di eventi dentro e fuori dal campo di gioco, nelle scuole e nelle università, nei centri e nelle periferie, con il coinvolgimento diretto di diversi calciatori, e l’obiettivo di raggiungere gli appassionati di ogni età.

CALCIATORI IN PRIMA LINEA

«Ringraziamo l’Aic che ha ideato il progetto, perché ha colto il nocciolo della questione», dichiara a LetteraDonna la senatrice Pd Valeria Valente, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio: «L’Associazione Italiana Calciatori ha capito che per vincere questa battaglia culturale è necessario il protagonismo degli uomini, che devono scendere in campo mettendoci la faccia». Gli uomini in questione non sono persone qualunque, cantanti o attori, ma calciatori in attività o ex, che già sono già scesi in campo tantissime volte per... motivi di lavoro. «Per ricordare Sara Di Pietrantonio, studentessa romana uccisa dall'ex fidanzato, nel 2017 abbiamo organizzato una partita benefica alla Totti Soccer School, a cui ha presenziato appunto l’ex capitano della Roma, così come Simone Perrotta e Angelo Peruzzi. Ci siamo resi conto che il coinvolgimento diretto degli atleti poteva essere di grande aiuto», spiega Fabio Appetiti, responsabile relazioni istituzionali Aic e coordinatore del progetto. Attraverso lo sport più amato dagli italiani, già protagonista dell'iniziativa 'Un rosso alla violenza', l’Associazione Italiana Calciatori spera dunque di poter raggiungere tanti giovani. Maschi, in particolare. «In passato abbiamo fatto iniziative legate allo stesso tema, ma con protagoniste donne, che poi alla fine erano le uniche a mobilitarsi», continua Appetiti, aggiungendo che nell’ambito del progetto #FacciamogliUomini è prevista la realizzazione di uno spot con alcuni calciatori, in un momento storico in cui l'intero movimento italiano sta iniziando a sconfiggere stereotipi e pregiudizi riguardanti le donne.

QUANDO L'EX DIVENTA UN'AVVERSARIA

Come detto, il tema attorno a cui ruota il progetto è il calcio come metafora della vita. «Nello sport si gioca rispettando le regole, che implicano il rispetto dell’altro», dice a LetteraDonna la senatrice Valente: «Gli atleti devono essere bravi a gestire l’emotività in una competizione aspra e ricca di tensione». Un po’ quello che può accadere in una relazione sentimentale: non è tutta rose e fiori, ci possono alti e bassi, momenti persino burrascosi. Ma la violenza non è mai concessa e in questo caso, come su un rettangolo verde, «chi picchia l’avversario o reagisce in modo scomposto si becca un cartellino rosso». Insomma, il messaggio che il progetto intende trasmettere è che, nel gioco così come nella vita di tutti i giorni, gli uomini devono imparare a gestire le sconfitte. Se durante una partita l’avversario indossa una casacca diversa, quando finisce una relazione sentimentale veste i panni dell’ex: «Il 90% dei femminicidi viene commesso da uomini che non riescono metabolizzare un fallimento, ex compagni o mariti incapaci di accettare la fine di un amore», sottolinea Appetiti.

DICIAMOLO CON UN NARCISO

Se il progetto #FacciamogliUomini non ha una colonna sonora, ha comunque un simbolo: il narciso, che nel linguaggio dei fiori ha diversi significati. In positivo, rappresenta una forte autostima, mentre in negativo richiama la vanità e l’incapacità di amare: il narcisismo, se diventa patologico, può infatti interferire seriamente nei rapporti interpersonali, compresi quelli di coppia. Il progetto lanciato dall’Aic punta a cancellarne l’accezione negativa, facendo diventare il fiore un simbolo di rispetto: «Questo è l’unico narciso che conosco» è infatti lo slogan scelto, frase che come spiega Appetiti «ribalta anche lo stereotipo del calciatore ‘figaccione’ e sciupafemmine». Insomma, altro che bomber.

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