10 Giugno Giu 2019 1256 10 giugno 2019

Milena Bertolini dice no alla riduzione dei campi da gioco per le Azzurre

La Ct dell'Italia al Mondiale femminile ammette che le donne hanno meno forza degli uomini, ma non per questo vuole agevolarle restringendo i campi o diminuendo la durata delle partite.

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Mondiali Femminili Calcio Milena Bertolini

Hanno conquistato la vittoria nella loro prima partita battendo l'Australia, che era considerata una delle favorite in questo Mondiale femminile: la doppietta di Barbara Bonansea delle nostre Azzurre ha fatto sognare l'Italia: «Siamo partite male, siamo cresciute nel secondo tempo, ci ha aiutato anche un pizzico di buona sorte. Ma le ragazze hanno mostrato grande carattere, e con questo carattere si va lontano», aveva commentato dopo il match Milena Bertolini, avvolta in un tricolore. E il giorno dopo l'impresa la Ct della Nazionale ha precisato che «le ragazze hanno meno forza degli uomini», e che «il tema sicuramente esiste, ma va bene anche così» risponendo in radio a una domanda sulla opportunità o meno di ridurre le dimensioni dei campi di gioco e anche la durata delle partite per il calcio femminile. Bertolini all'inizio ha risposto con una battuta («se ieri la partita fosse durata di meno, non avremmo vinto») ma poi ha detto che la questione ha «un fondo di verità, considerato che le ragazze hanno meno forza degli uomini e su grandi spazi ne potrebbe risentire l'intensità di gioco. Però», ha aggiunto Bertolini, «poi credo che a livello pratico sarebbe molto difficile da attuare e quindi alla fine va bene così». Oltretutto, secondo la ct delle Azzurre «come abbiamo visto nella partita di ieri e in quelle che già si stanno vedendo al Mondiale, con il livello che si alzerà ancora nelle prossime partite, anche con le misure grandi del campo da gioco si può fare un calcio spettacolare».

IL PRESIDENTE DELLA FEDERCALCIO: «RIVOLUZIONE CULTURALE»

Entusiasta anche il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, che ha detto che le ragazze della Nazionale femminile sono «straordinarie», parlando di «rivoluzione culturale»: «È questo il calcio che amiamo, che dobbiamo rilanciare, e far riscoprire perché credo che il calcio così vissuto riveli tutte le sue splendide dimensioni. Le ragazze ieri sono state straordinarie e tantissimi italiani hanno avuto la possibilità di vivere delle emozioni che non ricordavamo da diverso tempo e quindi dobbiamo sicuramente elogiarle, dobbiamo capire quanto in questo momento sia importante valorizzare quanto di bello c'è intorno questo splendido gioco». Gravina ha anche aggiunto che «il calcio è un gioco che non può conoscere differenze di genere». Secondo Gravina «siamo in presenza di una rivoluzione culturale, in Francia tutte le gare hanno già fatto il tutto esaurito. Qualcosa avevamo già iniziato a viverlo anche in Italia per qualche evento a fine stagione, dobbiamo continuare su questa strada».

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