Femminismo

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1 Ottobre Ott 2019 1434 01 ottobre 2019

Il femminismo di Julie Andrews in tre dei suoi ruoli più iconici

Mary Poppins, Clarisse di Pretty princess, Marie di Tutti insieme appassionatamente. Nel giorno del suo compleanno, celebriamo l'attrice con i personaggi che l'hanno resa un'cona del girl power.

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Tra le attrici più versatili e eclettiche del panorama cinematografico internazionale, Julie Andrews si è spesso trovata ad abitare le vite di personaggi femminili diventati iconici. E non soltanto per i cinefili più affezionati, ma anche per chi, in Mary Poppins, nella regina Clarisse Renaldi di Genovia o nell’orfana Maria, è riuscito a scorgere un pezzetto della donna che sarebbe voluta diventare. Determinate, coraggiose e disposte a mettersi in gioco pur di non sottostare alle regole di una società che vorrebbe frenarne ogni entusiasmo, relegandole alla cura silenziosa della casa e dei bambini, si sono trasformate in veri e propri simboli di femminismo, anticipandone battaglie e facendosi portavoce di messaggi che, ancora oggi, rimangono vivi e più che mai attuali. In occasione del suo 84esimo compleanno, celebriamo lo straordinario talento dell’attrice con i ruoli che l’hanno resa simbolo della lotta per l’emancipazione.

MARIA, L'ORFANA CHE HA AVUTO IL CORAGGIO DI VIVERE AL DI SOPRA DELLE REGOLE

Si potrebbe far fatica a pensare a Tutti insieme appassionatamente come ad un film femminista. E invece, nonostante sia ambientato alla fine degli Anni ’30 e sia stata distribuito nelle sale a cavallo degli Anni ’60, la pellicola propone uno spaccato della condizione femminile tra i più moderni e progressisti nella storia del cinema. L’orfana Maria è uno straordinario esempio di sovversione: entra come un uragano nella vita della famiglia Von Trapp e, sin da subito, dà prova di un carattere contro il quale l’autorità maschile ha ben poche possibilità di vittoria. Lo sa bene il capitano Georg, che prova inutilmente a metterla in riga, richiamandola a suon di fischi e regole severissime, davanti alle quali la ragazza non perde tempo a fare orecchie da mercante. Schietta e sincera, insegna ai bambini di casa a non tarparsi le ali in nome dei divieti e ad avere fiducia nei propri sogni, anche davanti a chi prova a costringerli a rimanere coi piedi ben piantati in terra e a rinunciare a tutto in nome di una più comoda sicurezza economica. Non si scusa per la sua franchezza, rivendicandola orgogliosamente come un vanto più che come una colpa e, soprattutto, non fa dell’apparenza un problema su cui arrovellarsi: sa di essere molto di più di un vestito o di una borsa costosa e confida nel fatto che, come lei, anche gli altri possano imparare ad andare oltre l'aspetto fisico e le etichette imposte da un vecchio e polveroso status quo.

MARY POPPINS, LA SUFFRAGETTA TRAVESITA DA TATA MAGICA

Chi non ha mai sognato di avere la fortuna di incontrare una tata come Mary Poppins? Anzi: chi non ha mai sognato di essere Mary Poppins? Sì, perché la governante più famosa dell’universo Disney non ha soltanto la magia dalla sua parte ma anche una buona dose di girl power che, di certo, non guasta. Dietro alle sembianze della tata «praticamente perfetta sotto ogni aspetto» si cela un personaggio che ha saputo insegnare alle bambine di ogni generazione l’importanza di non rinunciare alla propria libertà e di non scendere mai a compromessi quando si tratta di difendere i propri principi. Anche se questo comporta stare costantemente sul piede di guerra con chi pensa che il potere e un bel conto in banca diano il diritto di imporre le proprie decisioni sugli altri. E nonostante il suo sia un mestiere che, nell’immaginario comune, relega la donna alla figura dell’angelo del focolare, Mary Poppins non si lascia sopraffare e lo fa con il piglio e la risolutezza di una donna moderna e indipendente, trasformandosi nella fata madrina dei piccoli di casa Banks. Che, grazie a lei, imparano a non dare peso al giudizio degli altri e a fare di empatia e gentilezza le formule magiche a cui fare affidamento. Ma non solo: il ruolo che, più di tutti, ha proiettato Julie Andrews nell’Olimpo delle stelle del cinema, ha rotto anche lo stereotipo che voleva i personaggi femminili costantemente in balìa di un principe o di un interesse amoroso. E non lo ha fatto screditando l’amore, ma mostrando con leggerezza come uno spirito libero come lei, spesso, si accontenti felicemente di bastare a se stessa.

CLARISSE RENALDI DI GENOVIA, LA REGINA RIVOLUZIONARIA

Nata dalla penna della scrittrice americana Meg Cabot, Clarisse Renaldi rappresenta tutto quello a cui non siamo abituati quando si tratta di una regina. Mentore della giovane nipote Mia, alle prese con gli onori e gli oneri della sua nuova vita da principessa nel film Pretty princess, non si lascia manipolare dal protocollo reale e, soprattutto, non rinuncia al suo spirito ribelle quando si tratta di dar voce a giudizi e opinioni che mettono in seria discussione tutto quello a cui la tradizione le imporrebbe di attenersi. Come l’obbligo, per una sovrana, di avere un consorte che la affianchi nella gestione del regno. Un retaggio che ha saputo contrastare dimostrando come più che il matrimonio o le etichette, siano il polso, la fermezza e la diplomazia a fare di una donna la migliore delle regine. Anche in una dimensione parallela come quella di Genovia.

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