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6 Settembre Set 2019 1752 06 settembre 2019

Perché Scarlett Johansson difende Woody Allen

In un'intervista l'attrice ha spiegato il suo supporto al regista nonostante #MeToo e Time's Up: «Abbiamo parlato spesso delle accuse di molestie. Lui continua a sostenere la sua innocenza». 

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Scarlett Johansson Woody Allen

Da una parte ci sono attori e personaggi come Colin Firth, Timothée Chalamet, Ellen Page, Michael Caine ed Evan Rachel Wood che, dopo l'esplosione del movimento #MeToo e il riemergere di vecchie accuse di molestie sessuali nei confronti di Woody Allen, avevano preso le distanze dal regista. Dall'altra Scarlett Johansson che Allen ha diretto in tre film: Vicky Cristina Barcelona, Scoop e Match Point. In un'intervista all'Hollywood Reporter infatti l'attrice ha espresso con decisione il suo supporto nei confronti dell'uomo: «Lo adoro. Gli credo e vorrei lavorare con lui in qualsiasi momento», ha detto. Incalzata dal giornalista, Scarlett Johansson ha quindi spiegato le ragioni per cui lo difende con tanta sicurezza: «Lo vedo ogni volta che posso e ho avuto molte conversazioni con lui al riguardo. Sono stata molto diretta con lui e lui è stato molto diretto con me. Continua a sostenere la sua innocenza e io gli credo». Quando le è stato fatto notare che il movimento #MeToo tende sempre a credere alle accuse delle vittime, l'attrice, che è anche co-fondatrice della campagna Time's Up, ha precisato: «Si tratta di un periodo in cui le persone sono molto arrabbiate, comprensibilmente. La situazione doveva cambiare quindi c'è molta passione, molti sentimenti forti e giustamente molta agitazione. Il momento è intenso».

LA DIFESA DI VITTORIO STORARO

Tra coloro che stanno dalla parte di Woody Allen, oltre alla moglie, c'è anche Vittorio Storaro, direttore della fotografia romano vincitore di tre Premi Oscar, che a Cannes nel 2018 aveva detto: «Io non lo conoscevo all'epoca, non ero presente, però da quello che so, che ho letto e ascoltato, so che lui è stato accusato di aver fatto un abuso su una minorenne a, però è stato processato due volte, una volta a New York e una volta a Philadelphia credo, e tutte e due le volte è risultato innocente».

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