4 Settembre Set 2019 1346 04 settembre 2019

Il femminismo di Carmen Consoli in cinque canzoni

Impegnata fin dagli esordi nella battaglia in difesa dei dirtti delle donne, l'artista siciliana ha spesso cantato le luci e le ombre della condizione femminile.

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carmen consoli donne

Dalla violenza al femminicidio, passando per la necessaria ribellione contro il patriarcato e i suoi stereotipi. Carmen Consoli, artista catanese che compie 45 anni il 4 settembre e da sempre in prima linea per la difesa dei diritti delle donne, è riuscita a trovare la chiave per raccontare la dimensione più cruda e dolorosa dell’universo femminile. E, in cinque delle sue canzoni più impegnate, ha denunciato, con rabbia e sarcasmo, la leggerezza con cui, troppo spesso, la società affronta determinati temi, colpevolizzando le vittime e condannandole al silenzio.

LA SIGNORA DEL QUINTO PIANO

In questo brano, dalle spiccate sonorità pop, la cantantessa affronta il tema dello stalking e del femminicidio con toni paradossalmente ironici e, proprio per questo, efficaci. Attraverso il racconto della storia di un marito-stalker che aspetta la moglie con un martello per ucciderla, la canzone accende i riflettori anche sulle forze dell’ordine che, non prestando ascolto alle richieste d’aiuto della vittima, non fanno nulla per impedirne la morte. Il pezzo, incluso nella sua versione originale nell’album L’abitudine di tornare, è stato riproposto, nel maggio del 2019, in una versione corale (con un titolo incisivo, La signora del quinto piano #1522, numero del centro antiviolenza dell’associazione Telefono Rosa, cui sono stati destinati i proventi delle vendite) che ha potuto contare sulla partecipazione, oltre che di Consoli, di altri nomi del panorama musicale femminile come Emma, Nada, Gianna Nannini, Elisa e Irene Grandi.

MIO ZIO

Insignita nel 2009 del premio Amnesty International – Voci per la libertà come migliore canzone sui diritti umani, Mio Zio è il racconto crudo e senza filtri della violenza sui minori consumata tra le pareti domestiche. «Ho messo il rossetto rosso carminio/e sotto il soprabito niente/in onore del mio aguzzino»: con queste parole la ragazzina, ormai adulta, assiste al funerale del suo carnefice (nonché zio) e dà voce all’impotenza e alla solitudine a cui sono condannate tante bambine, vittime di abusi e dell’omertà di una società ipocrita e perbenista.

LA DOLCE ATTESA

Tra le canzoni di punta dell’album Eva contro Eva, La dolce attesa è la storia di una gravidanza isterica, doloroso metafora delle aspettative di una società che sembra riconoscere il valore delle donne solo in quanto madri. Consoli canta, con estrema delicatezza, il dolore della protagonista per una maternità che non arriverà mai e la sua frustrazione per non essersi dimostrata in grado di raggiungere quello che gli altri avrebbero voluto da lei.

TANO

Virando sulla forza del dialetto siciliano e delle sonorità folk, in Tano Carmen Consoli critica senza mezzi termini il sistema patriarcale personificato da Tano, padre padrone e marito tirannico e oppressivo. La donna della storia vive una vita soffocante all’ombra del suo compagno, in attesa di un principe in grado di dimostrarle affetto dopo tanta penitenza. Ma non è tutto: la canzone vuole essere anche un invito alle donne a non sottomettersi, a non «subire senza dire nulla», finendo con l’accettare, in nome dell’amore, anche il più terribile tra i soprusi.

AAA CERCASI

Provocatoria e sarcastica, AAA Cercasi condanna la facile tendenza a considerare l’aspetto fisico della donna come unico metro di valutazione valido. Una trappola di cui, fin troppo spesso, le vittime finiscono con il diventarne complici indirette, sottostimando le proprie capacità e accettando ricatti immorali in nome di un riconoscimento pubblico o di una buona posizione lavorativa.

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