29 Agosto Ago 2019 1250 29 agosto 2019

Venezia, le registe in gara nella sezione Orizzonti

Nunzia De Stefano, Sahraa Karimi, Katrin Gebbe e Jessica Palud: sono le donne in concorso con i loro film nella speciale sezione della Mostra del Cinema.

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Su 21 pellicole in concorso alla 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, solo due sono stati girati da donne (con tutte le polemiche del caso): The Perfect Candidate e Babyteeth. Le cose vanno meglio, ma non troppo, nella sezione Orizzonti, dedicata a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale: in questo caso i film diretti da registe sono quattro su 19. Scopriamo meglio i lungometraggi e le donne dietro alla macchina da presa.

Nunzia De Stefano, Sahraa Karimi, Katrin Gebbe e Jessica Palud.

NEVIA – NUNZIA DE STEFANO

Recitato in italiano e dialetto napoletano, racconta la storia di una 17enne, Nevia appunto, cresciuta con la nonna Nanà, la zia Lucia e la sorella più piccola, Enza, nel campo container di Ponticelli. Una storia che prende spunto da quella, reale, di Nunzia De Stefano: «I ricordi della mia giovinezza appartengono ai dieci anni vissuti in un container nella periferia di Napoli, quando il terremoto degli Anni ‘80 costrinse la mia famiglia a sfollare in un campo improvvisato, in attesa di una sistemazione adeguata», ha detto la regista, ex moglie di Matteo Garrone: «I giorni diventarono mesi e poi anni, ma la casa popolare non è mai arrivata e abbiamo imparato così ad adattarci a quella situazione drammatica, cercando di ristabilire una quotidianità e abituandoci a vivere dignitosamente anche con quel poco che avevamo». Nata a Napoli, Nunzia De Stefano ha collaborato dal 2008 al 2018 con Garrone per i film Gomorra, Reality, Il Racconto dei Racconti e Dogman, come tecnica e sceneggiatrice. Nevia è il suo primo lungometraggio.

HAVA, MARYAM, AYESHA – SAHRAA KARIMI

Quelli del titolo sono i nomi di tre donne afgane, residenti a Kabul, che devono affrontare una grande sfida, legata alla gravidanza. Hava, una donna molto tradizionalista, è incinta e vive con i suoceri. La giornalista Maryam invece aspetta un bambino dal marito infedele, da cui sta per divorziare. E poi c’è la 18enne Ayesha, che accetta di sposare il cugino, perché il ragazzo che l’ha messa incinta è scomparso. Prima però deve trovare un dottore per abortire e ritrovare la verginità. «Il mio obiettivo è quello di raccontare le vite di donne che per molti anni non hanno avuto voce e ora sono pronte a cambiare il proprio destino», ha detto la regista Saharaa Karimi, nata nel 1984 in Afghanistan, emigrata in Slovacchia a 17 anni e tornata a vivere a Kabul nel 2012. Molto attiva nel campo dei corti e dei documentari, è l’unica donna afgana ad aver conseguito un dottorato in materie cinematografiche.

PELIKANBLUT – KATRIN GEBBE

Al centro di questa pellicola in lingua tedesca c’è la maternità: quella di Wiebke, allevatrice di cavalli madre di una figlia adottiva di nove anni, Nicolina, che ha appena accolto anche l’orfana Raya. La piccola, incapace di provare empatia e affetto, con il passare delle settimane mostra comportamenti violenti e problematici, al punto da costituire un pericolo per le persone intorno a lei. Pelikanblut è una dramma familiare, con tratti da thriller psicologico e persino da horror demoniaco, con un titolo (‘Il sangue del pellicano’ in italiano) ispirato la credenza medievale che vede le femmine di pellicano capaci di riportare in vita i figli attraverso il loro sangue. Si tratta del secondo lungometraggio della 36enne Katrin Gebbe, regista tedesca di nascita ma olandese per formazione artistica, che aveva debuttato sul grande schermo nel 2013 con Tore tanzt.

REVENIR – JESSICA PALUD

«Mi piace iniziare un film laddove la maggior parte degli altri finiscono. Credo che la disperazione abbellisca la gioia, che il dolore acuisca la tenerezza, che il rimpianto esalti l’amore. La speranza non è mai così viva come all’interno dei grandi drammi», ha spiegato la regista francese Jessica Palud a proposito di Revenir, storia familiare ambientata in un mondo rurale in abbandono, fatto di fattorie prive di bestiame e di una campagna vuota, dove a volte regna un’immensa solitudine morale e affettiva. Palud ha iniziato la carriera nel mondo del cinema come assistente sul set di The Dreamers di Bernardo Bertolucci e di Marie-Antoinette di Sofia Coppola. Revenir è il suo secondo lungometraggio dopo l’esordio avvenuto con Les Yeux fermés nel 2013.

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