Femminismo

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9 Agosto Ago 2019 1643 09 agosto 2019

Anche Emily Ratajkowski coi peli sotto le ascelle

La modella si mostra sui social in versione no shaver per ribadire l'importanza della libertà di scelta delle donne. Molti fan però non hanno gradito lo scatto. 

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Emily Ratajkowski Peli Ascelle

Anche Emily Ratajkowski ha ceduto al trend delle no shaver. Basta buttare un'occhiata al suo profilo Instagram e al post pubblicato l'8 agosto 2019 in cui si mostra in lingerie e con l'ascella rigorosamente non depilata. «'Offri alle donne l'opportunità di essere ciò che vogliono e nel modo più variegato possibile'. Ho scritto un saggio per Harper's Bazaar sull'importanza del diritto delle donne di scegliere (come vestirsi, cosa pubblicare, se decidere di radersi o meno) senza curarsi di ciò che le mode suggeriscono. Fate le vostre cose, donne, qualunque esse siano», si legge sotto lo scatto che in poche ore ha quasi raggiunto i due milioni di like e superato i 70 mila commenti. Commenti in molti casi pieni di entusiasmo, critici in altri. Qualcuno scrive infatti cose come: «Ti sei rovinata», «Ero uno dei tuo fan più convinti, ma adesso sono disgustato da quello che sei diventata. Le donne devono rappresentare la bellezza e in questo modo ti rendi brutta. Non capisco se sei davvero così o se lo stai facendo per motivi commerciali», «Non è femminismo, è solo un'igiene pessima», e così via. Eppure Emily non è la prima star che sui social si mostra coi peli. Prima di lei l'hanno già fatto tra le altre Gigi Hadid, Miley Cyrus, Paris Jackson, Michelle Rodriguez, Lorde, Lourdes Ciccone, Bella Thorne e persino Rihanna.

«Se decido di radermi le ascelle o di fare crescere i peli, dipende da me. Per me, i peli del corpo sono un'altra opportunità per le donne di esercitare la loro capacità di scegliere, una scelta basata su come vogliono sentirsi. In un dato giorno ho voglia di radermi, ma a volte lasciarmi crescere i peli del corpo mi fa sentire sexy», ha scritto la modella nell'articolo di Harper's Bazaar. «E non c'è una risposta giusta, nessuna scelta che mi renda più o meno una femminista, o anche una cattiva femminista, prendendo in prestito la definizione di Roxane Gay. Finché la decisione è la mia scelta, allora è la scelta giusta. In definitiva, l'identità e la sessualità di un individuo dipendono da loro e da nessun altro», ha continuato. Per poi concludere: «Sto solo sottolineando il fatto che le donne possono e dovrebbero essere in grado di esprimere e rappresentare se stesse come vogliono, che si tratti di un burka o di un bikini a spago».

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