5 Agosto Ago 2019 1412 05 agosto 2019

The Boys, una storia di supereroi che parla di #MeToo

La serie, che è visibile su Amazon Prime Video è solo (o anche) un pretesto per raccontare la società attuale. Tra marketing, show e misoginia. 

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In un'epoca in cui la rappresentanza di genere non può più essere un optional, esistono serie tv totalmente al femminile come Orange is the new black e altre dichiaratamente femministe come Fleabag. Poi ce ne sono alcune che si presentano come qualcosa di diverso e che invece, senza che lo spettatore se lo aspetti, si rivelano portatrici di un empowerment forte e convinto. The Boys, disponibile su Amazon Prime Video, è una di queste. Si traveste da storia di supereroi per raccontare la società attuale attraverso gli occhi di una giovane donna, in un tentativo che alla fine risulta particolarmente riuscito.

MOLESTIE E OGGETTIFICAZIONE DELLA DONNA

Gli occhi in questione sono quelli di Starlight, capaci di bruciare chiunque con uno sguardo. Annie è una ragazza cresciuta nell'Iowa, in un contesto familiare e sociale estremamente religioso, alla periferia degli Stati Uniti, lontana dalle luci della metropoli, che decide di lasciare la sua cittadina per trasferirsi a New York e provare a entrare nei Sette, il più importante nucleo di supereroi al mondo, di proprietà della multinazionale Vaughn. A New York, Annie scopre il lato oscuro del sistema. Quello che pensava essere un mondo di figure carismatiche e positive totalmente votate a combattere la criminalità e salvare le persone in pericolo le si mostra coi peggiori difetti dello show business. Annie subisce una violenza sessuale da un collega più anziano ed esperto di lei, viene obbligata a indossare un costume che mostri buona parte del suo corpo, si lamenta di non riuscire a trovare un uomo che accetti di essere meno forte di lei, finisce inevitabilmente per compiere missioni secondarie, sempre affiancata da un collega maschio. Soffre tutto questo ma lo sopporta, e fa fatica persino a parlarne.

VIOLENZA E ABUSO DI POTERE

Annie ha i superpoteri, ma non reagisce. Alla fine si piega. Subisce una serie di ricatti e preoccupata all'idea di perdere tutto ciò che ha sognato per una vita e ha appena ottenuto si adatta. Fa buon viso a cattivo gioco e sopporta. Nell'impotenza di una supereroina che se solo lo volesse potrebbe incenerire con lo sguardo il suo molestatore c'è in realtà tutto il dolore e la sofferenza di chi subisce una molestia. La violenza ha diversi modi di esprimersi, quello fisico è il più evidente e palese, ma poi ce ne sono altri. E le linee che separano posizioni di potere cristallizzate da gerarchie sociali misogine e maschiliste sono tra queste. Nella storia di Starlight sembra di vedere le decine di attrici che hanno subito le molestie di Harvey Weinstein, incapaci di reagire e dire no a un uomo così potente da poter minacciare il prosieguo della loro carriera. C'è una forte eco di #MeToo in The Boys, si sente ed è evidente nel modo in cui i fatti recenti hanno influenzato l'adattamento dal fumetto alla serie secondo quanto dichiarato dagli stessi autori.

UN DRESS-CODE ALLA BELLOMO

Starlight compie un percorso di crescita personale che la porta ad affrancarsi dalle aspettative che la società ha su di lei, ed è solo attraverso questo che riesce a ribellarsi e parlare, raccontando pubblicamente quello che ha subito. Prova a opporsi persino al costume striminzito che le viene imposto per esigenze di marketing, ma alla fine è costretta a indossarlo. Eppure sarebbe difficile accusarla di essere complice del sistema che la tiene in pugno, perché l'unica alternativa, per lei, sarebbe rinunciare alle proprie ambizioni, ai propri sogni di bambina, in poche parole alla propria vita. È esattamente lo stesso meccanismo ricattatorio che tante donne subiscono nel mondo del lavoro, di qualunque lavoro si tratti. È quello che è successo alle studentesse di Francesco Bellomo, il giudice che le obbligava a firmare un contratto in cui si impegnavano a indossare minigonne cortissime e rinunciare a relazioni sentimentali in cambio di una borsa di studio. Ribellarsi è possibile, ma difficile, perché la paura di non essere credute e di perdere tutto è forte.

LA VERA PROTAGONISTA DELLA SERIE

Per questo, in una serie in cui nessuno è quel che sembra e in cui persino i supereroi non sono che una trovata di marketing che si nutre di like sui social, selfie e commissioni miliardarie dall'esercito, Starlight emerge come vera protagonista, in un prodotto che si chiama The Boys, a emergere come unico personaggio totalmente positivo è una donna che vive un percorso di maturazione a tappe forzate ed è costretta dagli eventi a ridefinire la propria identità e le proprie priorità. Una figura destinata a crescere ancora nella seconda stagione, completando la ribellione al sistema.

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