4 Luglio Lug 2019 1405 04 luglio 2019

Halle Bailey, la nuova Sirenetta nera e la diversità Disney

La Ariel del remake live action sarà una giovane attrice afro-americana. Una scelta che conferma la svolta inclusiva e multi-etnica degli Studios di Topolino.

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Halle Bailey Ariel Sirenetta Live Action

Si chiama Halle Bailey, ha la pelle nera e capelli raccolti in lunghissimi dreadlock, e sarà la prossima Sirenetta. Sì, Ariel cambia pelle per il live action che Disney porterà nelle sale nel 2021, non più una ragazza del Nord Europa coi capelli rossi ma una giovane afro-americana. Una scelta che conferma l'impegno della Disney nel riscrivere i propri Classici e sopperire alla carenza di diversità che fino all'inizio degli Anni 90 ha irrimediabilmente colpito la sua produzione. Per 55 anni le bambine non bianche di tutto il mondo si sono viste negare una principessa che somigliasse a loro, in cui potersi identificare. La Disney aveva già lentamente intrapreso un primo cammino verso la diversità culturale con tre film Saludos amigos, I tre caballeros, Il libro della Giungla, ma eccezion fatta per Mowgli nessuno dei protagonisti aveva fattezze umane. E soprattutto nessuno di loro era una donna. La prima protagonista non bianca è arrivata nel 1992 con Jasmine, principessa di Aladdin.

SOLO QUATTRO PRINCIPESSE NON BIANCHE

Da lì in poi, qualcosa è cambiato. Dei 22 film d'animazione Disney che contengono almeno un personaggio femminile di rilievo e con fattezze umane, solo otto contano protagoniste o co-protagoniste direttamente o indirettamente riferibili a etnie diverse da quella bianca caucasica: il 36%. Una percentuale che sale al 50% se si considerano solo i film usciti dopo il 1992, da Aladdin in poi. Per contare le principesse non bianche, però, continuano a bastare e avanzare le dita di una mano. Quattro su 11: Jasmine, Pocahontas, Mulan e Tiana, con quest'ultima che rimane ancora oggi l'unica afroamericana nella lunga storia degli studi d'animazione più popolari e potenti al mondo. Ecco perché la scelta di Halle Bailey per il ruolo di Ariel appare decisamente significativa, a maggior ragione dopo le critiche rivolte alla Disney per la scelta di Naomi Scott, inglese di origini indiane e non arabe, per il ruolo di Jasmine nel recente remake in live action di Aladdin.

Naomi Scott, la Jasmine del live action di Aladdin

TANTI BIANCHI IN RUOLI NON BIANCHI

La storia del cinema – Disney e non solo – è piena di ruoli non bianchi affidati ad attori e attrici bianchi e bianche, e non serve risalire all'orrenda epoca dei Minstrel Show per trovare traccia di questa discutibilissime abitudine. Dalle polemiche per il cast dell'Exodus di Ridley Scott a quelle per la Scarlett Johansson di Ghost in a Shell, gli esempi in questo senso non mancano, mentre resta decisamente più raro trovarne di contrari. Per questo motivo l'annuncio di Halle Bailey ha suscitato entusiasmo nella comunità afro-americana di Hollywood e dintorni. Persino Zendaya, a sua volta scelta dalla famiglia Disney per sostituire (pur con un nome diverso) la bianchissima Mary Jane, storica fidanzata di Spider-Man nei fumetti, ha celebrato la notizia sul suo account Twitter.

CRITICHE E ACCUSE DI IPOCRISIA

Ovviamente non mancano le voci critiche di chi vorrebbe una versione più vicina al cartone del 1989, chi già prospetta un boicottaggio di massa e chi chiede almeno di salvare i capelli rossi. C'è pure chi accusa di ipocrisia chi lamentò lo schiarimento di pelle di Tiana in Ralph Spacca Internet e ora apprezza la nuova versione di Ariel, ma la questione in realtà è molto semplice: di fronte a una decennale mancanza di diversità, la Disney ha deciso di muoversi in direzione opposta, non c'è alcun bisogno di aumentare il numero delle principesse bianche e dare ai bianchi ruoli da neri, c'è invece quello opposto per cominciare a costruire un immaginario fantastico più vicino a quei milioni di bambini finora rimasti orfani di eroi ed eroine a cui sentirsi simili, e questa necessità potrebbe guidare anche la scelta del nuovo principe Eric, che secondo alcuni potrebbe essere interpretato dalla star del K-Pop Park Jimin.

CHI È HALLE BAILEY, LA ARIEL DEL LIVE ACTION LA SIRENETTA

Intanto Halle Bailey festeggia «un sogno diventato realtà» postando su Twitter un disegno che la ritrae nei panni della Sirenetta. D'altra parte, con un nome così simile a quello di una star affermata come Halle Berry (che si è congratulata con lei per il ruolo ottenuto) e con una madrina d'eccezione come Beyoncé, la strada di questa giovane artista sembrava già segnata. Diciannove anni, Halle è diventata famosa grazie a una serie di cover musicali pubblicate su Youtube insieme alla sorella Chloe, sotto il nome di Chloe x Halle. È stata proprio una di queste cover, quella di Pretty Hurts, ad attirare l'attenzione di Beyoncé, che le ha chiamate ad aprire il suo tour europeo nel 2016. Hanno pubblicato due ep (Uncovered e Sugar Simphony) e un album, The Kids Are All Right, uscito nel 2018, la loro canzone Grown è stata scelta come sigla della serie, hanno ricevuto due nomination ai Grammy per miglior album urban soul e migliore artista emergente. Halle ha già recitato in due film al cinema: L'ultima vacanza di Wayne Wang nel 2006 e Joyful Noise – Armonie del cuore, di Todd Graff nel 2012. In tv ha preso parte a tre serie (House of Payne nel 2007, Austin & Ally di Disney Channel nel 2013, la stessa Grown-ish cominciata nel 2018 e ancora in corso) e un film (Let It Shine nel 2012). La Sirenetta è la sua grande occasione.

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