28 Giugno Giu 2019 1512 28 giugno 2019

Bo Peep e il girl power di Toy Story 4

La pastorella torna nell'ultimo capitolo della saga e per la prima volta la vediamo come leader carismatica. Una protagonista femminile e femminista, figlia del #MeToo.

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Toy Story 4 Bo Peep Femminista

Per oltre 20 anni, Toy Story ha accompagnato generazioni intere di bambini (e adulti) dando vita e personalità ai loro giocattoli, ma sempre e solo attraverso un punto di vista maschile. Il quarto capitolo ribalta questa prospettiva, dimostrando che la storia non finisce quando esce di scena il protagonista maschio e che può invece essere riscritta dalle donne. Lo capiamo praticamente fin dall'inizio, quando Woody, che sotto la scarpa non ha più scritto il nome di Andy ma quello di Bonnie, la bambina a cui è stato regalato con i suoi amici al termine del terzo entusiasmante capitolo, perde il ruolo di preferito e la sua stella da sceriffo passa sul petto di Jessie. Ma in realtà qualcosa si comincia a intuire fin dal preambolo, che racconta come anni prima Bo Peep, la pastorella della lampada da scrivania di Molly, la sorella di Andy, è stata costretta a lasciare il gruppo e rinunciare al suo romance con Woody per seguire la sua missione di giocattolo e trovare un'altra bambina con cui rendersi «utile».

DI PORCELLANA MA PER NULLA FRAGILE

Bo Peep è una delle protagoniste indiscusse del nuovo film, il primo dopo l'esilio di John Lasseter a seguito delle accuse di molestie sessuali. Dopo aver saltato il terzo perché «di porcellana» e quindi «troppo fragile» per le avventure del mondo esterno (parole del regista Josh Cooley), ora si riscopre la più forte di tutte, leader di una banda di giocattoli «smarriti» che poi così smarriti non sono, capace di prendere decisioni, progettare piani di fuga, menare persino le mani col suo bastone da pastorella e le pecorelle Mary, Vera e Lana diventate feroci ovini da combattimento pronti a mordere il posteriore ai nemici che mettono in pericolo la loro proprietaria. Non c'è dubbio che Bo Peep sia un personaggio figlio del #MeToo e, come lo stesso Cooley ha confermato in diverse interviste, è a lei che si deve il nuovo capitolo. C'era una linea narrativa ancora da chiudere, e il modo in cui è stata chiusa è senza dubbio figlio dei tempi che viviamo.

DA LOVE INTEREST A LEADER

Così Bo ha smesso di essere ciò che era prima, il banale e semplice love interest del protagonista maschio in un mondo dominato dai maschi. Ha rotto gli schemi narrativi vecchi, uscendo dallo stereotipo della damigella in pericolo per assumere una sua forte identità, una voglia di indipendenza che la porta a comprendere che per realizzarsi pienamente ha bisogno di abbattere le barriere che la società le ha costruito intorno, rinunciando persino a quella che sembra essere l'unica ragione per cui è stata creata: avere una bambina a cui legarsi. Woody, che non ha più la voce di Fabrizio Frizzi ma quela di Angelo Maggi (lo stesso doppiatore di Iron Man), la ritrova un po' per caso e un po' perché in tutti questi anni non ha mai smesso di cercarla e la scopre profondamente cambiata. Le confessa che «nella vita da giocattolo smarrito sei più brava tu», in qualche modo cambia anche lui. Di certo non la cambia, Bo non torna sui suoi passi, non rinuncia a nulla della sua indipendenza, non lascia tutto per amore, e questo è un messaggio potentissimo.

LA DEGNA CHIUSURA DI UNA SAGA

Toy Story 4 è un film che racconta ruoli femminili diversi, percorsi di emancipazione e nuovi personaggi che superano i vecchi per carisma, che omaggia la creatività di una bambina capace di crearsi i giocattoli da sola e di farseli piacere più di quelli sicuramente più canonicamente belli costruiti nelle fabbriche. Un bel modo per chiudere una saga che finora aveva sicuramente peccato di scarsa diversità, raccontandoci sempre e solo l'immaginario prettamente maschile di Andy e lasciando ai margini i personaggi femminili. Che ora, improvvisamente, si scoprono non più fragili ma capaci di scrivere la propria storia. Un'altra storia che, come l'ultimo Lego Movie, può cambiare il contesto in cui crescono bambini e bambine di oggi. Un nuovo tassello nel più ampio percorso di «femminilizzazione» dell'universo narrativo Disney e Pixar, tra piccole principesse impacciate come la Vanellope di Ralph Spacca Internet e straordinarie super eroine tuttofare alla Elastigirl de Gli Incredibili 2.

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