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19 Giugno Giu 2019 1442 19 giugno 2019

Valeria Golino: «È la politica che deve darci la parità»

Per l'attrice e regista iniziative come 50/50x2020 sono importanti, ma servono leggi che condannino il gender gap. Non solo nel cinema, ma in tutti i lavori. 

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Valeria Golino Politica

«Un premio in quanto regista donna? Non per me, grazie». Non ha dubbi Valeria Golino intervistata da Anna Maria Pasetti per il Fatto quotidiano a poche ore dal Ciak d' Oro - Colpo di fulmine conquistato per il film Euforia. «Non penso sia ancora necessario ribadire al mondo che non siamo dei panda o delle tigri bianche in via d'estinzione da proteggere. È deprimente se non allarmante ritrovarsi a ripetere questi concetti», continua l'attrice e regista che ha anche le idee chiare sulla promessa firmata ormai dai maggiori festival cinematografici di dare sempre maggior rappresentanza anche le professioniste del settore, fino ad arrivare alla parità, su input del collettivo francese 50/50x2020. «Anzitutto spero ci siano abbastanza registe donne con delle opere di qualità da presentare agli eventi per onorare e giustificare la loro presenza. Costringersi a prendere dei film solo perché sono girati da donne è un' offesa per tutte noi», spiega Golino.

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Secondo l'attrice le questioni legate alle donne nel mondo del lavoro sono sempre state complesse e controverse, ma questo è un tempo importante per chi vuole cambiare le cose. Un tempo che non va sprecato. Per questo bisogna distinguere gli ambiti: «Ad esempio la carta del 50/50 è una delle tante mosse, magari un po' goffe, per iniziare in qualche modo a modificare la situazione. Si tratta di una nuova regola che aspira a 'normalizzare' la presenza femminile nel mondo dell' audiovisivo ma non dimentichiamo che molte cose vanno legiferate a livello politico. Mi riferisco al tema principale che riguarda le pari opportunità degli stipendi e naturalmente coinvolge tutti gli ambiti e settori. Ci vuole una legge perché la parità diventi concreta e irreversibile, e trovo incredibile serva ancora parlarne», ha concluso.

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