Sessismo

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7 Giugno Giu 2019 1505 07 giugno 2019

La battaglia di Madonna contro l'ageismo

La cantante attacca il New York Times che in un articolo ha ricamato sulla sua età: «Se fossi stata un uomo non sarebbe mai successo». Sono anni che la diva denuncia questo tipo di discriminazione.

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Sono anni che le donne del mondo della musica hanno dichiarato guerra al fenomeno che gli inglesi chiamano ageism. In italiano suona un po' male: si traduce ageismo ed indica la discriminazione di cui sono vittime le persone più anziane. A capo di quelle che si ribellano a tutto questo c'è sicuramente Madonna che si è più volte espressa sul tema. L'ultima il 6 giugno 2019 direttamente dal suo profilo Instagram. In un lungo post, la cantante, in uscita il 14 giugno con l'album Madame X, si è scagliata contro il New York Times che ha elegantemente titolato un'articolo «Madonna a 60 anni». La voce di Like a prayer dice di essersi sentita «stuprata» dalla decisione del quotidiano di focalizzarsi sulla sua età: «Se fossi stata un uomo non sarebbe mai successo», osserva lei per poi bollare la testata come «uno dei padri fondatori del patriarcato».

«La giornalista che ha scritto l'articolo, ha passato ore, giorni e mesi con me ed è stata invitata in un mondo al quale molte persone non hanno accesso ma ha scelto di focalizzarsi su aspetti superficiali come la stoffa delle mie tende, e con commenti senza fine sulla mia età. Mi dispiace aver passato anche solo cinque minuti con lei», continua Madonna facendo riferimento a Vanessa Grigoriadis che ha firmato l'articolo nel quale ricorda come negli Anni '80 l'artista fosse diventata «un modello di femminilità» grazie alla «sua volontà di ferro», mentre oggi è «una 60enne che reclama il suo spazio tra gli artisti di due generazioni più giovani». Un ritratto che non è andato giù a Madame X che sempre su Instagram ha aggiunto: «Le donne, anche quando si presentano come intellettuali femministe, fanno davvero fatica a fare squadra con le altre donne».

LO STUPRO E WEINSTEIN

E per prevenire possibili critiche sull'utilizzo dell'analogia con l'abuso sessuale (che, per altro, ha usato anche per spiegare la pubblicazione non autorizzata sul web dei provini del suo album del 2015), ha chiarito: «Mi permetto di usare il termine 'stuprata' perché sono stata violentata all'età di 19 anni». Un tema, quello delle molestie, che viene toccato anche nell'intervista sul New York Times. «Harvey Weinstein era uno che passava sempre il segno. È successo pure quando ha lavorato con me». I due si erano conosciuti nel 1991 sul set di A letto con Madonna​, docu-film su di lei prodotto dal magnate. «Aveva un modo di flirtare incredibilmente sessuale, e quando lavoravamo insieme mi stava sempre addosso. Era sposato all'epoca, e tra l'altro io non ero affatto interessata a lui. Sapevo che faceva lo stesso a un sacco di altre donne dell'ambiente che conoscevo. Ma tutte dicevamo: 'Si comporta in questo modo perché ha così tanto potere, ha così tanto successo e i film che produce vanno così bene'. Tutti volevano lavorare con lui, così bisognava accettare questo aspetto». E sullo scandalo: «Quando è scoppiato non ho esultato perché non gioisco mai delle disgrazie altrui, ma ho avuto un senso di sollievo. È un bene che chi ha abusato del suo potere per così tanto tempo sia stato messo di fronte alle sue responsabilità».

«PUNITA PER AVER COMPIUTO 60 ANNI»

La star aveva già parlato di ageism in passato. In un'intervista a Vogue Uk di maggio 2019 spiegava: «Le persone hanno sempre cercato di zittirmi per una ragione o per l’altra, se non sono abbastanza carina, non canto abbastanza bene, non ho abbastanza talento, non mi sono sposata abbastanza. Ora non sono abbastanza giovane. Mi stanno punendo per aver compiuto 60 anni». Un problema che aveva iniziato a lamentare già nel 2015 su Rolling Stone: «L'età è ancora l’unico campo dove puoi essere veramente discriminato da qualcuno. E ciò riguarda solo le donne, mai gli uomini. Questo perché viviamo in una società ancora estremamente sessista. Nessuno oserebbe fare un commento degradante su un nero o sull’essere gay su Instagram, ma chiunque e ovunque può dire qualcosa di offensivo sulla mia età. E continuo a pensare tra me e me: perché viene accettata una cosa del genere? Qual è la differenza tra questo tipo di razzismo e gli altri?». E sulle possibili ragioni di questo fenomeno: «Le donne, generalmente, quando raggiungono una certa età, accettano di non poter più comportarsi in un certo modo. Ma io non seguo le regole. Non l’ho mai fatto e non inizierò a farlo ora», minacciava lei fresca di una provocazione direttamente dal red carpet dei Grammy dove aveva mostrato il lato b accompagnandolo allo 'slogan': «Questo è come appare il culo di una 56enne, stronzi!».

«Così se devo essere la persona che apre la strada alle donne che credono e sostengono l’idea che si possa essere belle e sensuali a 50-60 anni così come a 20, allora ben venga!», concludeva nell'intervista. Un punto di vista che però non è condiviso da molte donne che pensano che sia un errore e un cattivo messaggio non accettare il tempo che passa. La considerano una debolezza da parte di quell'eroina che si è sempre rifiutata di aver paura e adesso è terrorizzata dalle rughe e dall'essere considerata una Over. Una sua fan in un'editoriale spiegava come siano in tante le ammiratrici storiche di Madonna che si sono sentite tradite dalla regina del pop proprio per questo: «Ci aspettavamo che fossi tu a insegnarci come invecchiare senza paura. Contavamo su di te».

IL PROBLEMA DELLE RADIO

Al di là dell'aspetto fisico è innegabile come nel mondo, Italia compresa, ci sia un problema con le donne che fanno musica dopo che le candeline sulle loro torte di compleanno iniziano a diventare tante. Alla stessa Madonna è successo con il suo singolo Medellin (realizzato in coppia con il cantante colombiano Maluma) che è stato snobbato dalla BBC Radio 1, la stazione inglese forse più importante. Il motivo? La cantante non è in target con il pubblico che segue le trasmissioni. Una decisione che ha creato una polemica tra i fan che hanno accusato la radio di ageismo. Lo stesso capita a tante altre artiste che hanno fatto la storia della musica pop (da Cher a Céline Dion​), più difficile che succeda ai loro colleghi uomini over 50.

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