20 Maggio Mag 2019 1821 20 maggio 2019

Valeria Golino sulla questione femminile: «Qualcosa sta cambiando»

«Il giorno che non sarà più una domanda da porsi sarà bello. Invece se ne parla ancora tanto, persino troppo, ma è un passo necessario, fa parte dell'evoluzione culturale», ha detto l'attrice a Cannes 2019.

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Valeria Golino Cannes 2019

«Il rituale del red carpet mi piace», dice Valeria Golino che del Festival di Cannes è da moltissimi anni una frequentatrice. L'ultima volta nel 2018 era per Euforia, secondo film da regista, in questa edizione è per una partecipazione nel film in concorso di Celine Sciamma Portrait of a lady on fire. Interpreta la madre della coprotagonista, Helene Haenel, un ruolo di donna in età avanzata e forse è la prima volta. «Non è avanzata, è proprio la mia di come sono adesso. A volte questa cosa mi infastidisce molto, altre meno, mostrare sullo schermo come sono è un modo per esorcizzare gli anni che passano. Ecco, diciamo che proprio per non vedermi come sono non volevo fare questo film che poi ho fatto proprio per questo. Come attrice sono ruoli che possono destabilizzare. Insomma, il sottile fascino della paura...», scherza l'attrice in un'intervista all'Ansa, dove racconta di essere attratta «dai ruoli che mi fanno perdere l'equilibrio, proprio quelli che esercitano questa paura sono quelli che mi attraggono». Due giorni fa, racconta Golino, ha appena finito di girare il nuovo film di Costa Gavras sulla Grexit, tratto dal libro dell'ex ministro dell'Economia Varoufakis Adulti nella stanza.

«LA QUESTIONE FEMMINILE? QUALCOSA SI MUOVE»

La questione donne è uno dei temi del festival, e per la verità anche un anno fa. «Il giorno che non sarà più una domanda da porsi sarà bello. Invece se ne parla ancora tanto, persino troppo, ma è un passo necessario, fa parte dell'evoluzione culturale». Qualche segnale? Secondo Golino c'è: «Sì, sento un'inversione di tendenza. Una cosa importante la dobbiamo a noi stesse, spesso ci sottostimiamo. Io per esempio penso alla regia da anni, volevo farla già a 30, ma poi pensavo 'non mi daranno fiducia, non mi produrranno' e ho finito per fare il primo corto a 45».

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