14 Maggio Mag 2019 1404 14 maggio 2019

Chi sono le registe donne in concorso a Cannes e quante donne ci lavorano

Sono «solo» quattro quelle nella selezione ufficiale. Ma qualcosa sta cambiando in fatto di parità di genere: tutti i numeri che lo dimostrano.

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Registe Donne Festival Cannes 2019 5

Al 72esimo Festival di Cannes, al via martedì 14 maggio, sono 1845 i film nella selezione ufficiale, 4240 i corti arrivati per la selezione e 11 selezionati. Ma come è rappresentata la componente femminile? L'organizzazione, dopo l'accordo siglato nel 2018 per un impegno verso la parità di genere, ha scandagliato tutti i numeri di quest'anno. Queste sono le cifre: nell'organizzazione ci sono 974 persone, di cui 468 femmine e 506 maschi. In parità il comitato di selezione: quattro donne e quattro uomini e in parità sono anche i presidenti di giuria (Alejandro Inarritu per il concorso, Nadine Labaki per Un Certain Regard,Nadine Labaki, Rithy Panh per la Camera d'or, Claire Denise per i corti) e le giurie stesse. Per la prima volta il festival ha contato sistematicamente le registe nella selezione: il 26% dei film iscritti in selezione sono stati realizzati da donne, come il 32% dei corti, il 44% dei film delle scuole di cinema che partecipano alla Cinéfondation. In totale sono 20 le ammesse: quattro in competizione (19%), otto a Un Certain Regard (42%), tre nelle proiezioni speciali (27%), cinque nei cortometraggi (42%) per un totale generale del 27,5%. Il delegato generale del festival di Cannes Thierry Fremaux ha ricordato «l'impegno firmato un anno fa» e la strada senza ritorno imboccata per avere più donne nei centri di potere del festival. Con appena quattro film in competizione? «Sono 15, anzi 20, se contiamo i cortometraggi. Del resto la sottorappresentazione delle donne registe della industria cinematografica è un problema più ampio che non dovrebbe essere discusso solo una volta all'anno durante il festival. Siamo in cammino, non siamo arrivati ma nonostante ciò posso dire che stiamo migliorando anzi stiamo provando ad essere perfetti: è un inizio di cambiamento, siamo lo specchio di quanto accade nella società».

LE QUATTRO REGISTE DONNE

E le registe donne sono quattro. La senegalese Mati Diop (il cinema africano in questa edizione è rappresentato da sole donne) con una storia di migrazione, l'austriaca Jessica Hausner, con un fantasy distopico e le francesi Céline Sciamma e Justine Triet, rispettivamente con una storia dai toni drammatici e un'amicizia-amorosa tra due donne: questo è il poker al femminile in concorso.

Jessica Hausner

La viennese Jessica Hausner porta sulla Croisette Little Joe che si annuncia come un fantasy-distopico. Di scena una pianta creata da un laboratorio genetico che sembra produrre curiosi cambiamenti nelle persone o negli animali con i quali viene a contatto. Le persone toccate dagli effluvi di questa pianta sembrano diventare come estranei e con una personalità modificata. Resta da capire se è cosa vera o frutto dell'immaginazione.

Jessica Hausner.

Mati Diop

Per Mati Diop, figlia del musicista jazz Wasis Diop e nipote del defunto, grande pioniere del cinema senegalese Djibril Diop Mambéty (Touki Bouki, Hyènes) è debutto alla regia con Atlantique. Diop, la prima donna di colore in concorso a Cannes, racconta invece come in un popolare sobborgo di Dakar ci sono alcuni lavoratori in un cantiere di una torre futuristica, che non vengono pagati da mesi. Così decidono di lasciare il paese alla ricerca di un futuro migliore imbarcandosi sull'Oceano.

Mati Diop.

Céline Sciamma

Portrait of Lady on Fire di Céline Sciamma è ambientato nella Francia del XVIII secolo e ha come protagonista una giovane pittrice, Marianne (Noémie Merlant), alla quale viene commissionato un ritratto da sposa di Helose (Adèle Haenel) da fare a sua insaputa. Così Marianne, costretta ad osservare il suo modello di nascosto, si ritrova a dipingere di notte. A complicare le cose il fatto che la frequentazione tra le due donne creerà tra loro una crescente attrazione. Nel cast anche la nostra Valeria Golino nei panni della contessa madre di Helose.

Céline Sciamma.

Justine Triet

Infine, sempre dalla Francia, arriva in concorso un'altra storia tra due donne. Si tratta da quella proposta in SIBYL da Justine Triet. Protagonista appunto Sibyl (Virginie Efira), psicoterapeuta in crisi che decide di tornare alla sua prima passione: la scrittura. La sua ultima paziente Margot (Adèle Exarchopoulos), un'attrice emergente e problematica, si rivela per lei una fonte di ispirazione troppo allettante per il suo libro. Un fascino, quello di Margot, che diventerà ben presto ossessione.

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