30 Aprile Apr 2019 1629 30 aprile 2019

La polemica sulle poche donne al Concertone del Primo Maggio

Sono soltanto quattro su 77. Organizzato un contro-evento a Roma. Ma la co-conduttrice Ambra Angiolini replica: «Non siamo noi i responsabili della discografia italiana».

  • ...
Concerto Primo Maggio Donne Ambra Angiolini

Sta facendo molta polemica, alla vigilia del Concertone del Primo Maggio a Roma, la presenza sul palco di appena quattro donne su un totale di 77 artisti. Una percentuale preoccupante, dalla quale è partita una protesta che si trasfomerà in un contro-evento di 25 cantautrici che si sono date appuntamento all’Angelo Mai, locale di cultura alternativa di Roma, per dar vita al concerto di risposta Mai Così Tante. A guidare la rivolta sono Angela Baraldi, pupilla di Lucio Dalla e protagonista del film Quo vadis, Baby? di Gabriele Salvatores, e Diana Tejera, cantautrice romana e frontwoman dei Plastico. «Abbiamo pensato così di lanciare un segnale riappropriandoci di spazi, strumenti e parole per mettere a nudo il conformismo imperante. Da anni il concerto di piazza San Giovanni si è trasformato in una passerella televisiva e, via via, i temi del lavoro, della parità di genere e della giustizia sociale sono stati messi in secondo piano». E alla polemica ha voluto rispondere una indispettita Ambra Angiolini, co-conduttrice del Concertone con il cantante Lodo Guenzi: «Poche donne sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma? Secondo voi questa è davvero una polemica? I problemi sono a monte.

«IL PRIMO MAGGIO È LO SPECCHIO DELLA DISCOGRAFIA ITALIANA»

Ambra ha spiegato di non sentirsi offesa perché «questa è la radiografia della situazione discografica italiana, dunque il problema è a monte. In hit parade le donne sono due nelle prime 20 posizioni. La polemica deve essere altrove: invece di contare il numero delle artiste donne, di fare liste di maggioranza o minoranza, perché non parliamo del diritto ad avere lo stesso salario degli uomini, della possibilità di lavorare e fare carriera anche con un figlio?». «Mi incazzo», dice ancora, «ma spero davvero che questa non diventi la polemica del giorno. Il Primo maggio non è responsabile di quello che succede nella discografia, ma se è stato rilevato un problema, cerchiamo di risolverlo per il prossimo anno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso