Sessismo

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12 Aprile Apr 2019 1742 12 aprile 2019

Michelle Williams racconta la sua esperienza col gender pay gap

«Paralizzata dal sentimento di inutilità», ha detto riguardo allo scandalo che travolse la produzione di Tutti i soldi del mondo per averla pagata quasi duemila volte meno di Mark Wahlberg.

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Michelle Williams Gender Pay Gap

Il film s'intitola Tutti i soldi del mondo il film del 2017 diretto e co-prodotto da Ridley Scott che racconta il sequestro di John Paul Getty III, nipote dell'allora uomo più ricco del mondo, avvenuto a Roma nel 1973. Oltre che a Charlie Plummer nel ruolo della vittima, la pellicola è interpretata da Michelle Williams, Mark Wahlberg e Christopher Plummer, quest'ultimo nel ruolo dell'inflessibile miliardario Jean Paul Getty, nonno di Getty III, e subentrato in corsa in sostituzione di Kevin Spacey travolto delle accuse di molestie a meno di un mese dall'uscita della pellicola. Pellicola nata, insomma, all'insegna delle polemiche che sono poi proseguite quando si è diffusa la voce del divario salariale tra Michelle Williams e il suo co-protagonista Mark Wahlberg. Per le riprese aggiuntive l'attrice è stata infatti pagata meno di 800 dollari, mentre il collega ne avrebbe intascati un milione e mezzo. «Mi sono sentita paralizzata dal sentimento di inutilità», ha commentato lei durante un'audizione sul divario retributivo di genere a Washington DC il 2 aprile 2019 ricordando la sua mancata reazione quando scoprì il fatto grazie a un tweet della collega Jessica Chastain.

Una notizia che rimbombò talmente sui social e sui media che Wahlberg decise di donare il suo cachet al fondo di difesa legale di Time’s Up, il movimento sposato da diverse dive di fama internazionale e attento a combattere le molestie e le ingiustizie salariali di Hollywood. Sempre all'associazione arrivarono poi altri 500 mila dollari dall'agenzia William Morris Endeavors, che rappresenta sia Williams che il collega. Mentre non si sa se poi la produzione del film abbia deciso di stanziare uno stipendio aggiuntivo per l'attrice.

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Del divario salariale di genere «non importa a nessuno», ha continuato. «Per me non è stata una sorpresa. Questa vicenda ha semplicemente rafforzato la mia convinzione che l'uguaglianza non è un diritto inalienabile e che le donne continueranno a lavorare sempre con lo stesso impegno nonostante gli stipendi più bassi e nonostante debbano farsi carico di maggiori responsabilità in casa». E questo scandalo lo dimostra: «Sono un'attrice dall'età di 12 anni. Ho raggiunto livelli massimi, eppure tutto questo non si traduce nello stesso compenso dei miei colleghi uomini». Per fortuna però la sua esperienza personale con il sessismo sul lavoro è migliorata negli anni: «Per Fosse/Verdon, l'ultima serie tv che ho girato (sul legame professionale e sentimentale tra il coreografo Bob Fosse e la ballerina Gwen Verdon, ndr), sono stata pagata gli stessi soldi del mio co-protagonista maschile (Sam Rockwell, ndr)».

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