19 Marzo Mar 2019 1834 19 marzo 2019 Aggiornato il 20 marzo 2019

Ciao Darwin ci ricorda come Il Corpo delle Donne sia ancora attuale

Sederi nudi e ballerine piegate a 90 gradi in prima serata, con inquadrature da film porno. Sono passati dieci anni da quando uscì il documentario di Lorella Zanardo, ma non molto è cambiato sui nostri schermi.

  • ...
Ciao Darwin Il Corpo Delle Donne Zanardo

Gambe spalancate e sederi nudi, coperti solo dal filo di un perizoma, che si piegano a 90 gradi per offrirsi allo sguardo morboso della telecamera. Dieci donne in uno scenario da night club, ma il contesto è ben diverso: siamo in prima serata su Canale 5 e il programma è Ciao Darwin, condotto da Paolo Bonolis, che alla fine della performance sembra voler prendersi gioco di loro commentando: «Grazie all'eleganza del nostro corpo di ballo, al superbo gineceo di queste brave ballerine». Perché, è evidente, l'eleganza e la bravura qui sono le ultime qualità che saltano all'occhio. E a queste donne, che avranno con fatica studiato danza per anni, viene chiesto di aprire le cosce per far sbavare i telespettatori e convincerli a non cambiare canale. Di questo sconfortante set da film porno, fruibile per milioni di italiani all'ora di cena, e quindi anche a bambini e bambine, si è parlato lunedì 18 marzo a Milano alla Casa della Memoria, durante un incontro-dibattito in cui l'attivista Lorella Zanardo ha parlato di educazione ai media, riproponendo la visione del suo documentario Il Corpo delle Donne.

ITALIA 2019 Faccio un lavoro serio da anni denunciando che questi programmi in prime time vanno in onda solo in Italia...

Geplaatst door Il corpo delle donne op Zondag 17 maart 2019

«Faccio un lavoro serio da anni denunciando che questi programmi in prime time vanno in onda solo in Italia all'interno dell'Europa. Abbiamo il tasso di analfabetismo funzionale più alto d'Europa e siamo al 70 esimo posto del Gender Gap: questi programmi non aiutano», aveva scritto Zanardo sulla sua pagina Facebook dopo la puntata, sottolinendo quello che spesso si sottovaluta: «Chi guarda questi programmi spesso non ha strumenti educativi. Programmi che non liberano i corpi ma che bensì li oggettivano. Il Corpo nudo non è mai il problema! Il problema è come i corpi vengono inquadrati». Sì, perché il nudo non va demonizzato. Ma c'è nudo e nudo. C'è il bello e c'è lo schifo, aggiungo. E il guaio è che nel nostro Paese, nel 2019, nessuno protesta per uno spettacolo simile in prima serata in cui il nudo è sfruttato per far godere l'occhio maschile. Nessun politico o giornalista il giorno dopo si indigna, come capiterebbe invece all'estero, ha sottolineato Zanardo, e come capitò infatti nel 2016 quando Craig Silverman, direttore del sito BuzzFeed Canada, in Italia per il Festival del Giornalismo di Perugia, si imbattè per caso in una puntata di Ciao Darwin, e twittò sconvolto: «C’è uno show sulla tv italiana chiamato Ciao Darwin ed è probabilmente la fine dell’umanità».

In Italia no, non ci si infuria vedendo un gruppo di ragazze nude sculettanti in un programma che parla di tutt'altro. Per confermarlo basta leggere i commenti sotto al post Facebook ufficiale del programma sull'esibizione. Quelli che la definiscono «uno squallore» si contano sulle dita di una mano: tutti gli altri usano il post per sfogare i propri bollenti spiriti - come dopo un porno, appunto - o per deridere i pochi che criticano lo show: un classico, chiamare bacchettona o bigotta chi ha un briciolo di spirito critico. «Nel 2019 si è ancora così limitati, per due culi... ma trombate di più che così siete meno acide donne», scrive una ragazza. Un uomo sostiene che «le uniche lamentele provengono da donne che sembrano più scaldabagni che altro!», mentre, udite udite, la mamma di una bambina commenta così: «Ma solo io e mio marito ammiriamo e ci complimentiamo per le chiappe, insieme?! Che ansia che siete. E, per la cronaca, anche mia figlia (che di anni ne ha 11), ha sempre guardato con noi il programma, senza mai scandalizzarsi, perché è cresciuta senza malizia. È un culo, stop!».

Ed è per questo che un'educazione ai media sui bambini e le bambine che stanno crescendo con gli schermi degli smartphone, dei pc e della tv, è più che mai necessaria. Perché non bisogna vietare niente, ma offrire loro gli strumenti per decodificare quello che vedono. E Zanardo lo sta facendo nelle scuole con il progetto Schermi: se li conosci li eviti. Il nostro Paese ha il più basso tasso di laureati d'Europa (appena il 16,7%), il pubblico della tv tradizionale è larghissimo (89,9%) e l'analfabetismo funzionale è alle stelle, pari al 28%. In questo contesto non basta rispondere «Basta cambiare canale», oppure, come si diceva qualche anno fa «si può sempre guardare Rai Tre». Perché Rai Tre la vede solo una piccolissima nicchia del famoso Paese reale, e perché per cambiare canale è necessario «essere consapevole di stare guardando uno schifo», per usare le parole di Zanardo. E per esserne consapevoli servono strumenti che in pochi hanno.

Il Balletto: lo stai facendo nel modo giusto. #siamotuttimatti per il nostro corpo di ballo! #ciaodarwin

Geplaatst door Ciao Darwin op Vrijdag 15 maart 2019

Ed è chiaro che dieci anni dopo la sua nascita e diffusione, il documentario Il Corpo delle Donne sia purtroppo più attuale che mai. Un documentario che ha raccolto 20 milioni di spettatori, è stato tradotto in sei lingue, presentato in molti Paesi del mondo e ha dato vita a un libro. Era il maggio 2009, e a marzo 2019 ci ritroviamo a parlare dei «culi» di Ciao Darwin. Certo, nella nostra tv non c'è più una donna sotto un tavolo chiusa in una gabbia trasparente, come era Flavia Vento nel programma Libero di Teo Mammuccari - e per il cui ruolo nessuno nessuna protestò, si ribellò. Ci sono ancora però le vallette mute e seminude alle quali mai viene richiesta la competenza, ci sono le inquadrature dal basso verso l'alto per spiare minuziosamente il corpo femminile delle concorrenti dei quiz, mentre i maschi vengono ripresi solo in viso, e ci sono ancora i talk show pieni di uomini, dove se viene invitata una ministra, è capitato qualche anno fa con Maria Elena Boschi a Piazza Pulita, le si chiede per prima cose se indossasse ancora le scarpe con il tacco da «giaguara». E succede solo in Italia.

Una foto dell'incontro di lunedì 18 marzo alla Casa della Memoria di Milano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso