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18 Marzo Mar 2019 1855 18 marzo 2019

Le cose da sapere sul documentario su R. Kelly

Si chiama Vittime di una popstar, è la docu-serie in onda dal 18 marzo che racconta, tramite oltre 50 interviste, le accuse di molestie sessuali e testimonianze mosse contro il cantante R&B.

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È stata definita «la serie-evento che ha scioccato il mondo della musica». Dopo Leaving Neverland, che racconta i presunti abusi sessuali di Michael Jackson su due minori, un altro documentario sulla scia di #MeToo è destinato a fare polemica. Si chiama R. Kelly: vittime di una popstar e, dopo il successo avuto negli Usa, va in onda in Italia da lunedì 18 marzo alle 22.00 su Crime+Investigation (in esclusiva su Sky al canale 119) e racconta, in una docu-serie di sei episodi, la condotta pericolosa della popstar diventata internazionale con il brano I believe I can fly, colonna sonora del film Space Jam. R. Kelly, cantante e produttore musicale, che ha vinto diversi Grammy e vanta collaborazioni con Michael Jackson, Celine Dion e Lady Gaga (che dopo le accuse di molestie lo hanno entrambe scaricato) nasconde un inquietante lato oscuro. Celebrato come uno dei più grandi cantanti R&B di tutti i tempi e famoso per lo stile di vita all'insegna del lusso e degli eccessi, è stato spesso al centro dell'attenzione dei tabloid americani.

RAGAZZE TRATTATE COME SCHIAVE

Diverse ragazze, attratte dal fascino, dalla fama e dalla ricchezza di Kelly, dalle sue capacità di latin-lover, hanno abbandonato le proprie famiglie, chiudendo ogni rapporto, e sono andate a stare con lui. Ma queste giovani donne, alcune minorenni, vivevano controllate a vista, aggredite verbalmente e punite fisicamente dal cantante qualora non gli avessero obbedito, costrette a dover chiedere il permesso per compiere le azioni più semplici come mangiare o andare al bagno. E costrette a fare sesso con lui in qualunque momento. Dalle pagine di gossip la vita di R. Kelly si è trasferita nelle aule dei tribunali, dove però le accuse di violenza, molestie sessuali e pedofilia non hanno trovato conferma. A maggio 2018 anche il movimento americano Time's Up contro le molestie lo ha accusato chiedendo che venisse punito per la sua condotta.

VIOLENZE E LAVAGGIO DEL CERVELLO

Le famiglie di diverse ragazze vittime di Kelly hanno raccontato alla testata Buzzfeed particolari inquietanti sulla metamorfosi che hanno avuto le loro figlie negli ultimi anni. I genitori di una 21enne di nome Jocelyn Savage, hanno spiegato che la giovane, che voleva fare la cantante come lui, conobbe R. Kelly dietro le quinte di un concerto in California nel 2015. Finì nella spirale del rapper che col tempo conquistò la sua fiducia «fino ad annullarla totalmente», dicono i genitori. «Ora nostra figlia vive con lui tra Atlanta e Chicago», raccontano i genitori, «e l'ultima volta che l'abbiamo vista sembrava avesse subito il lavaggio del cervello, non era più lei, sembrava una prigioniera, ripeteva che Kelly è l'unico che le vuole bene. Era orribile». E ci sono altre storie come questa, riportate sempre da Buzzfeed, dove le vittime venivano soggiogate e obbligate a unirsi a una specie di culto sessuale, costrette a stare lontane dalla proprie famiglie. E, dettaglio ancor più agghiacciante, pare ci fosse una stanza, chiamata black room, dove le ragazze che vivevano con il cantante in una casa di Atlanta facevano cose «che non si possono neanche immaginare». Asante McGee, altra vittima di Kelly ha raccontato: «Non importa quanto fosse umiliante quello che lui ti chiedeva di fare, dovevi farlo lo stesso».

FAMILIARI E COLLEGHI DI KELLY ROMPONO IL SILENZIO IN TV

Adesso, con R. Kelly: vittime di una popstar , per la prima volta in televisione, familiari, colleghi e stretti collaboratori di Kelly si sono fatti avanti con nuove accuse contro il comportamento violento del cantante afro-americano. Per fare luce sul suo controverso passato, dall'infanzia nella Chicago degli aAnni 70 ai giorni nostri, la docu-serie propone interviste a oltre 50 persone, tra cui l'ex moglie Andrea Kelly, le fidanzate Kitti Jones e Lisa Van Allen, e i fratelli Carey e Bruce Kelly fino ai musicisti John Legend e Sparkle, e l’attivista per i diritti civili Tarana Burke, fondatrice del movimento #MeToo.

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