13 Marzo Mar 2019 1910 13 marzo 2019

Le serie tv inglesi create dalle donne per le donne

Dietro ai successi di Netlix, Infinity, Amazon Prime e Tim Vision made in Uk ci sono sempre più showrunner femmine. È grazie a loro se nelle trame c'è maggior attenzione al nostro punto di vista. 

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Ormai sono sempre di più serie tv guidate da donne, dietro e davanti la macchina da presa. Titoli che hannon portato sul piccolo schermo personaggi e storie inedite con nuovi linguaggi e registri. Dalla sessualità alle molestie, dal lavoro all'amicizia, dare spazio al female gaze ha condotto a un nuovo modo di vedere, rappresentare e raccontare le cose. La serialità inglese, in particolar modo, è riuscita a distinguersi grazie a una serie di prodotti ben riusciti, tutti creati da giovani autrici, tanto che The Guardian ha iniziato a parlare di una «nuova generazione di scrittrici». Ad accomunarle non c'è solo il british humour, ma anche la capacità di raccontare un nuovo punto di vista, spesso di rottura, irriverente e provocatorio. C'è anche la voglia di sperimentare e soprattutto di esprimere la propria visione del mondo femminile e femminista. Scopriamo allora quali sono le serie tv inglesi del momento e le showrunner che le hanno create.

CLIQUE

Se c'è un tema ancora oggi particolarmente ignorato, in tv e non solo, è quello dell'amicizia femminile. Broad City, L'amica geniale sono tra le poche serie che la mettono al centro della storia. A loro si aggiunge anche Clique di BBC Three, che ha come protagonista Holly (Synnøve Karlsen), studentessa universitaria molto legata a Georgia (Aisling Franciosi), sua best friend. Ma quando quest'ultima viene introdotta in una misteriosa cricca femminista, il rapporto tra le due si incrina. In Inghilterra si è già conclusa la seconda stagione di Clique. Da noi la prima è arriva il 14 febbraio su Infinity,

A idearla è stata Jess Brittain, già cosceneggiatrice del cult Skins, qui al suo debutto come showrunner. «Penso che l'amicizia femminile non sia stata esplorata molto», ha detto lei. «E sentivo che era una parte centrale della mia gioventù». L'ispirazione per lo show nasce infatti dalla sua esperienza personale in fatto di amicizie, ma anche da quella universitaria, così importante e difficile che si sente «ancora vagamente sconvolta per quanto è stata dura». Quello immaginato per Clique è un mondo accademico allo sbando, tra sbronze, party, sesso e morte. È un thriller psicologico che affronta temi come la corruzione, l'ambizione, l'abuso, la pressione sociale. E ovviamente l'amicizia, quella complicata, travagliata, ambigua e pericolosa.

Jess Brittain.

SEX EDUCATION

Approdata su Netflix lo scorso 11 gennaio, Sex Education è già una delle migliori serie tv del 2019. Al centro della storia troviamo Otis (Asa Butterfield), figlio di un'esperta sessuologa, che nonostante la sua timidezza e inesperienza decide di mettere in piedi una “clinica del sesso” insieme a Maeve (Emma Mackey), ragazza ribelle e sicura di sé, vittima di slut-shaming. In questa “clinica” si parla davvero di tutto: masturbazione femminile, sexting, revenge porn, omofobia e coming out, aborto e molto altro. Tutti temi trattati con ironia, sensibilità e grande realismo. In particolar modo, spicca una grande attenzione per il piacere femminile e il punto di vista delle donne, nonostante il protagonista principale sia appunto Otis, un ragazzo sensibile che non a caso si distacca dal modello machista e virile tradizionale. Anche Meave è una ragazza “diversa”: emancipata, femminista, sboccata, si distingue dalle altre e per questo viene bullizzata. La giovane showrunner Laurie Nunn, autrice pressoché esordiente, realizza così una serie che rompe luoghi comuni e tabù. E che spinge sia ragazzi che ragazze verso una completa autodeterminazione, bilanciando brillantemente il lato più educativo a quello dell'intrattenimento.

DERRY GIRLS

Un'altra serie inglese sbarcata su Netflix è Derry Girls, designata come una delle migliori del 2018 e diventata già un cult. Siamo negli Anni '90, a Derry, una piccola cittadina dell'Irlanda del Nord, durante The Troubles (il conflitto nordirlandese, ndr), e facciamo la conoscenza di quattro ragazze del posto (più un ragazzo inglese), studentesse presso una scuola cattolica. Erin (Saoirse-Monica Jackson), Orla (Louisa Harland), Michelle (Jamie-Lee O'Donnell) e Clare (Nicola Coughlan) sono quattro adolescenti egoiste, combinaguai, sboccate, nevrotiche e assolutamente fuori dagli schemi, che ricoprono un ruolo raramente dato alle donne: quello dell'idiota, del cretino protagonista di gag grottesche e situazioni imbarazzanti.

Dietro questa teen comedy (composta da soli sei episodi da 20 minuti ciascuno) c'è la giovane nordirlandese Lisa McGee: «Non ho mai visto nulla di rappresentativo di me o dei miei amici in tv», ha dichiarato l'autrice. «Siamo sempre mostrate come l'interesse amoroso che rimane in piedi ascoltando i ragazzi. Io volevo creare uno show nel quale le ragazze sono divertenti e stupide e non ossessionate dalle scarpe». Derry Girls è infatti una sitcom politicamente scorretta che unisce cinismo, nostalgia e malinconia, con una colonna sonora assolutamente stupenda, che si apre e si chiude con la voce indimenticabile di Dolores O'Riordan.

Lisa McGee.

FLEABAG E KILLING EVE

Tutte le serie tv raccontate fino a qui sono create da autrici giovanissime, esordienti o quasi, che nonostante la poca esperienza hanno dimostrato di essere donne di talento, attente alle istanze femminili e femministe. Chi invece non è più una esordiente ma rientra di diritto tra le voci inglesi più interessanti e talentuose del momento è ovviamente Phoebe Waller-Bridge. L'attrice e scrittrice, a soli 33 anni, ha già all'attivo due serie apprezzatissime, sia dal pubblico che dalla critica: Fleabag (Amazon Prime) e Killing Eve (Tim Vision), entrambe attese nel 2019 con le rispettive seconde stagioni.

Phoebe Waller-Bridge.

La prima è nata dall'omonimo spettacolo teatrale, scritto e interpretato da Waller-Bridge, ed è una dramedy cinica, disturbante e provocatoria che racconta di una donna a pezzi, autolesionista, egoista e ossessionata dal sesso. Fleabag (in italiano «sacco di pulci») rompe non solo la quarta parete (l'attrice si rivolge spesso in macchina) ma tutti gli stereotipi e tabù.

Lo stesso fa Killing Eve, thriller-comedy-spy che propone ben due protagoniste anticonformiste: una spia insicura ma determinata (Sandra Oh), e una serial killer, tanto spietata quanto buffa (Jodie Comer). Due donne fuori dal comune, che instaurano un legame complesso e pericoloso, e che rappresentano perfettamente questo cambio di passo seriale. Questa nuova rappresentazione femminile e femminista, ribelle e rivoluzionaria.

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