Me Too Times Up

#MeToo

13 Marzo Mar 2019 1825 13 marzo 2019

Le denunce di molestie sessuali nel cinema africano

Il #MeToo è diventato #Memepaspeur. La prima testimonianza è arrivata dall'attrice Nadège Beausson-Diagne che dopo 18 anni ha deciso di rompere il silenzio sulle violenze subite.

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Le molestie sessuali nel mondo cinematografico rappresentano una realtà di cui si parla ormai da tempo. E sulla scia del movimento femminista nato in seguito alle accuse contro Harvey Weinstein, il #MeToo è arrivato anche in Africa con l’hashtag #Memepaspeur. Per la prima volta le attrici del Continente nero hanno denunciato pubblicamente le violenze di cui sono state vittime sul posto di lavoro, nel corso della loro carriera. Le prime dichiarazioni, che hanno aperto la strada a tutte le successive, sono state quelle di Nadège Beausson-Diagne. Dopo 18 anni di silenzio, l’attrice francese ha deciso di condividere la sua esperienza di cui non aveva mai parlato neanche con le persone a lei più care. E lo ha fatto in occasione del Festival Panafricano del cinema e della televisione di Ouagadougou (FESPACO).

LE MOLESTIE SESSUALI NEL CINEMA AFRICANO

Nadège Beausson-Diagne ha raccontato di essere stata aggredita durante le riprese di un film in Burkina Faso. Il produttore la ricattò, minacciando di interrompere il suo contratto e di requisire il suo biglietto aereo se lei non avesse accettato di avere un rapporto con lui. Un episodio che non è rimasto isolato, poiché si è ripetuto una seconda volta in Centrafica, dove il regista ha tentato di violentarla. «Mi ha isolato dalla troupe, ha vietato a tutti di parlarmi, ha tagliato molte delle mie scene durante il montaggio e sospetto che abbia anche cercato di intossicarmi», ha dichiarato l’attrice al settimanale francese Jeune Afrique. «Questa persona, che non è mai stata indagata, è presente a questo Festival», ha aggiunto con l’intento di incoraggiare le altre vittime a raccontare le loro storie.

Il est temps que je parle . Je n ai pas pu le faire avant les mots étaient trop douloureux. Il y a eu #metoo @metoomvmt et #balancetonporc . Depuis hier j ai lancé le mouvement #memepaspeur j’ai raconté au #Fespaco que moi aussi j ai été victime de harcèlement sexuel et d agression sexuelle sur deux tournages en Afrique un au Burkina Faso et l autre en Centre Afrique.C’était il y a très longtemps. La douleur a été engloutie. Aujourd’hui je suis prête à parler libérer cette parole et récupérer ma vie. Je suis une resiliente. Je vais mettre en place une plateforme d ‘écoute pour que les jeunes femmes et jeunes hommes qui subissent ça ne se sentent plus jamais seuls . La reconstruction ne peut se faire qu’en libérant cette parole. Je vais travailler pour mettre en place une charte pour les tournages en Afrique. La peur doit changer de camps . Je n ai plus peur. Je veux que mes drames servent à aider ceux qui ont encore les mots coincés dans leur douleur. Je rappelle que ce sont des crimes passibles de prison. Ne faisons plus comme si ils n existaient pas! Merci au collectif des cinéastes non alignées pour cette table ronde sur la place des femmes dans le cinéma africain. Merci à mon mari @geoffroytekeyan mes amies et sœurs #hortenseassaga @aissamaiga @huguettemalamba pour leur soutien et amour indéfectibles.Nous etions de victimes Nous sommes des guerrières. We were victims We are Warriors !Il y a eu #metoo aux USA #balancetonporc en France il y a désormais #memepaspeur en Afrique. #actress #metoo #balancetonporc #memepaspeur #harcelementsexuel #agressionsexuelle #resilience #freespeech #ivorycoast #senegal #cotesdarmor #womanempowerment #warrior #cineastesnonalignees #fespaco2019 #nadegebeaussondiagne photo #hortenseassaga #nofilter #picoftheday #blackbeauty #blackgirlmagic #sorority

LE DENUNCE DELLE ALTRE ATTRICI E REGISTE

Molte altre donne del cinema africano si sono unite al movimento di denuncia iniziato dalla collega. La regista e scrittrice Mariette Monpierre ha raccontato di aver più volte ricevuto inviti inadeguati durante la sua carriera, in cambio della possibilità di lavorare. Un’altra testimonianza è stata quella di Nathalie Vairac. Il suo rifiuto alle proposte del regista Daniel Vigne le è costato una minaccia di esclusione dagli schermi francesi. Secondo l’attrice, inoltre, il colore della pelle scura sarebbe un'ulteriore aggravante, poiché oggetto di fantasie e desideri sessuali.

L’AGGRESSIONE SUBITA DA AZATA SORO

Un altro caso di aggressione fisica è stato evocato dall’attrice Aissa Maiga, che ha ricordato la vicenda di Azata Soro, assistente del regista Tahirou Tasséré Ouédraogo. L’uomo, dopo averla insultata, la colpì con una bottiglia di birra rotta, tagliandole la faccia e lasciandole una cicatrice, ancora evidente, di più di 8 centimetri. Nonostante sia stato condannato e giudicato colpevole, non ha subito nessun danno professionale e, come spesso accade, la sua carriera non è stata penalizzata dalle accuse. L’insieme di queste voci ha mostrato come la lotta delle donne per il rispetto nell’industria cinematografica sia un problema espanso a livello mondiale.

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