12 Marzo Mar 2019 0830 12 marzo 2019

Cosa significa essere donne secondo il cinema

La critica Manohla Dargis ha raccontato sul New York Times cosa ha imparato, nel bene e nel male, dai personaggi e i ruoli femminili presentati sul grande schermo. 

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Cosa Significa Essere Donne Secondo Il Cinema2

L’apparente necessità di scegliere tra sentimenti o carriera, il sogno del «principe azzurro», il rischio di essere vittime di femminicidio, il sessismo sul posto di lavoro e ancora la battaglia per la parità di genere. Sono tutte tematiche che spesso finisco nelle trame di film che ci fanno sognare o piangere. Ed è così che guardando una pellicola spesso si rischia di interiorizzare un'idea di femminilità particolare, come fa notare la critica Manhola Dargis che sul quotidiano New York Times ha riassunto quello che il cinema le ha insegnato in merito all’essere donna.

LE DONNE SONO LÌ PER ESSERE BACIATE

Per molto tempo, i film hanno posto il romanticismo al centro dell’aspirazione femminile, celebrandolo con il classico lieto fine e con baci di ogni genere. Seducenti, drammatici, erotici, casti e, soprattutto, spesso forzati, tanto da poter essere fraintesi in violenza sessuale o stupro. E se è chiaro che ognuno può interpretare a proprio modo ciò che viene rappresentato, è altrettanto vero che casi come Blade Runner (dove Harrison Ford afferra Sean Young sbattendo la porta e spingendola contro una finestra) e Baby Boom (dove Diane Keaton cedeva al fascino del veterinario Sam Shepard lasciandosi bloccare contro la sua stessa auto) mostravano una passione «costretta» che, nell’epoca del #MeToo, non può più essere considerata lecita.

LE DONNE HANNO BISOGNO DI UNA SCULACCIATA

In film come The Thin Man Goes Home, il protagonista Nick Charles (William Powell) sculaccia sua moglie con un giornale così come Elvis Presley in Blue Hawai faceva con la donna che aveva salvato dal suicidio. Per non parlare di Cinquanta sfumature di grigio, che ha fatto della dominazione sessuale il filo conduttore di tutta la storia tra i due amanti. Insomma, una mercificazione di valori che, nonostante tutto, ha sbancato i botteghini.

LE DONNE VIVONO PER SUPPORTARE GLI UOMINI

Diversi film hanno minimizzato il ruolo femminile, vincolando le donne ad una pura funzione di supporto per i propri uomini. Succedeva in Concussion dove Gugu Mbtaha-Raw, nei panni della moglie di Will Smith, un neuropatologo nigeriano emigrato in America, dedicava la sua vita alla crescente realizzazione professionale del coniuge. Nell’adattamento cinematografico della biografia di Neil Armstrong, First Man, l’attenzione è tutta puntata su Ryan Gosling che interpreta il primo uomo sbarcato sulla luna, mentre Janet (Claire Foy) ricopriva una posizione marginale, oscurata dall’impresa trionfale del marito.

LE DONNE POSSONO TRASCENDERE GLI STEREOTIPI

Fortunatamente non tutti i film ci raccontano un universo femminile sottomesso. Ci sono infatti anche registi che hanno portato sul grande schermo figure femminili capaci di superare stereotipi di genere. Gli esempi si spreacano fin dagli Anni '30 con Barbara Stanwych in Stella Dallas.

LE DONNE POSSONO ESSERE EROINE

Il femminismo, ha dichiarato Manhola Dargis, ha complicato ma anche arricchito il suo amore per la cinematografia. In primis, l’ha portata a scontrarsi con quelle teorie per cui le attrici apparirebbero nei film solo per essere guardate dagli uomini. In realtà, spesso è esattamente il contrario. E lo hanno dimostrato registe come Claire Denis, Julie Dash e Kathryn Bigelow che hanno offerto nuove visioni di quello che le donne potevano fare ed essere sullo schermo, mostrandole come eroine, un ruolo solitamente interpretato da controparti maschili.

LE DONNE POSSONO ESSERE PERICOLOSE

Dargis lo dichiara candidamente: ha un debole per le cosiddette femmes fatales pericolose come quelle dei film Gun Crazy e Out of The Past. Si tratta di personaggi ‘magnetici’ che trasmettono il potere e la dominazione femminile.

LE DONNE POSSONO ESSERE COLPEVOLI

Chi non ha amato Rossella O’Hara (Vivien Leigh) in Via col Vento? In quante si sono commosse davanti alle sue pene d'amore? Eppure non dimentichiamoci che la protagonista è complice della società razzista rappresentata nel libro e nella relativa pellicola. L'insegnamento? Per quanto una donna sia vittima, può anche essere colpevole.

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