4 Marzo Mar 2019 1852 04 marzo 2019

È morto Keith Flint dei Prodigy: la storia di Smack My Bitch Up

«Schiaffeggio la mia puttana», cantava la hit accusata di istigare alla violenza domestica contro le donne. Ma la band si è sempre difesa. Ecco come andò.

  • ...
Keith Flint Morto Smack My Bitch Up

Change my pitch up, smack my bitch up. La generazione nata negli Anni 80 e cresciuta negli Anni 90 l'ha cantata a squarciagola, colpita da quella base fatta di suoni distorti e ripetuti e da un videoclip che osava tantissimo sfidando la censura tra sesso, violenza e droga, senza mai porsi realmente il problema del significato di quelle parole. Smack my bitch up è probabilmente la canzone più famosa dei Prodigy, band britannica di Keith Flint, morto suicida il 4 marzo 2019 a Great Dunmow, condanna e fortuna allo stesso tempo di una delle band che hanno reso popolare la musica techno. Il brano fu accusato di sessismo e di inneggiare alla violenza domestica, e basta tradurre quelle poche parole del titolo per capire il perché: «Schiaffeggio la mia puttana». Il singolo non piacque alle associazioni femministe. Negli Stati Uniti la National Organization of Women convinse la catena di supermercati Walmart a bloccare gli ordini dell'album The Fat of the Land, di cui il brano era il terzo estratto, mentre in patria i Prodigy dovettero subire la censura della BBC e di Radio 1, che non passarono mai il pezzo se non nella sua versione senza testo. Smack my Bitch Up entrò in classifica e la BBC decise autonomamente di tagliarne il titolo, citandola solo come Smack. Il caso divenne politico quando un gruppo di parlamentari britannici redasse una mozione contro la canzone: «Questa Camera esprime il proprio disgusto e la propria indignazione per i manifesti pubblicitari che promuovono un disco intitolato Smack My Bitch Up». Tra i firmatari della mozione c'era anche Jeremy Corbyn, attuale leader laburista.

ATTENZIONE, IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI ESPLICITE

UN VIDEO ANCORA PIÙ PROVOCATORIO

L'estate prima, durante un'intervista, il produttore e leader della band Liam Howlett aveva dribblato la domanda sul significato del brano: «È la canzone con meno senso che abbia mai scritto, ma dal vivo funziona, a volte le cose possono essere così fottutamente semplici e non c'è alcun bisogno di spiegare il testo. Perché farlo? O funziona o no, e per noi funziona». Quando scoppiò la polemica, però, fu costretto a tornare sull'argomento: «Stavamo usando delle parole provocatorie e assurde per attirare l'attenzione e spingerci oltre», disse, «volevamo dire 'fai qualsiasi cosa in maniera intensa'». In realtà nelle parole del brano ci sono riferimenti alla droga in slang inglese, in cui «smack» è l'eroina e «bitch» la vena del braccio, ma quel verso era in realtà una citazione volontaria del brano Give the Drummer Some della band hip hop Ultramagnetic MCs': «Mi piaceva l'hip hop e il fatto che gli Mc potessero rappare di qualsiasi cosa, persino di picchiare le donne, risultando comici. Non lo prenderesti mai seriamente, non penseresti mai che i Prodigy siano a favore del picchiare le loro fidanzate e cazzate del genere». Davanti alla tormenta, però, la band non si fermò, decidendo invece di rilanciare con un video ancora più scioccante affidato al regista svedese Jonas Åkerlund. Il video è interamente girato in soggettiva e si apre col protagonista che tira una striscia di cocaina prima di riempirsi di shottini al bancone di una discoteca, molestare tre ragazze, picchiare un uomo con una sedia e a calci, spaccare il giradischi del dj trascinando quest'ultimo giù dalla sua postazione, molestare un'altra ragazza, vomitare sangue nel lavandino, infilarsi in un bagno tirandone fuori l'occupante di peso, uscire dal locale, picchiare un uomo di colore e vomitare ancora sul marciapiede, entrare in un night club, rubare un'auto, e avere un rapporto sessuale con una spogliarellista. Al termine dell'amplesso, la stripper lascia la stanza e scopre uno specchio, in cui il protagonista del video appare completamente nudo, rivelandosi una donna. «Nessuna radio avrebbe passato la canzone, quindi pensammo di fare un video che nessuno avrebbe mandato in onda», spiegò in un'intervista Howlett. Una forte provocazione e allo stesso tempo una risposta alle accuse contro una canzone che nel 2010 sarebbe stata scelta come la più controversa di sempre da un sondaggio dell'ente britannico PRS For Music.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso