25 Febbraio Feb 2019 1524 25 febbraio 2019

Chi è Regina King, miglior attrice non protagonista agli Oscar 2019

Dopo il Golden Globe, anche l'Academy Award: continua l'anno magico dell'interprete del film Se la strada potesse parlare. Dagli esordi nella serie tivù 227 all'impegno femminista, scopriamola meglio. 

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Regina King Oscar 2019

Nell’edizione degli Oscar aperta dai Queen e in cui era in corsa un film dedicato proprio alla band britannica, con tre attrici candidate per un film dedicato alla figura di Anna Stuart, e dove trovato spazio almeno nelle nomination anche Maria regina di Scozia, era forse inevitabile che, con quel nome lì, a portare a casa una statuetta fosse anche Regina King. Con buona pace di Marina de Tavira (Roma), Amy Adams (Vice, alla sesta nomination e ancora senza statuetta), Emma Stone e Rachel Weisz (La favorita).

EMMY, GOLDEN GLOBE E OSCAR

Nata a Los Angeles il 15 gennaio 1971, Regina King ha 48 anni e vanta una carriera ultratrentennale: ha infatti debuttato nella serie tv 227 nel lontano 1985, mentre al cinema ha esordito nel 1991 con una parte in Boyz n the Hood - Strade violente. Un volto, il suo, noto ma non notissimo, apparso in pellicole come Jerry Maguire, Nemico Pubblico, Ray e, dal 2009 al 2013, nella serie Southland, dove ha interpretato la detective Lydia Adams. I riconoscimenti, così come la vera fama, sono arrivati negli ultimi anni: tre gli Emmy che ha ricevuto, due come miglior attrice non protagonista per American Crime, e uno come protagonista per Seven Seconds, premi seguiti poi in un crescendo dall’accoppiata Golden Globe più Academy Award per la parte di Sharon Rivers nel film Se la strada potesse parlare.

CONTRO OGNI PREGIUDIZIO

La pellicola, diretta da Barry Jenkins già regista di Moonlight, racconta la storia d'amore tra due giovani afroamericani che si trasforma in un incubo quando lui viene accusato di stupro da un poliziotto razzista. Una storia ambientata negli Anni ‘70 in cui il tema del della discriminazione razziale è forte. Proprio come in Seven Seconds, serie originale Netflix ‘salvata’ solo dalla superba e struggente interpretazione di Regina King, nel ruolo di una mamma a cui l’indifferenza toglie un figlio e l’omertà nega giustizia: «Questo film ha un significato importante perché l'amore non ha colore. La mia famiglia nera mi ha sempre aiutato ma il messaggio di questo film va al di la del colore della pelle», ha dichiarato in sala stampa alla fine della cerimonia degli Oscar.

PALADINA DI #METOO

Un altro tema che sta a cuore a Regina King è, senza dubbio, quello delle pari opportunità. A gennaio del 2019, durante il discorso di accettazione del Golden Globe, aveva fatto un giuramento, con riferimento alla sua attività parallela di regista: «Nei prossimi due anni ogni mia produzione sarà femminile almeno al 50%. E invito tutti coloro che sono in ruoli di potere a dimostrare solidarietà facendo lo stesso». Dopo l’Oscar ricevuto per la parte in Se la strada potesse parlare, da femminista convinta ha detto la sua sulla bontà del movimento #MeToo: «Ha fatto sì che le donne adesso siano ascoltate, non solo quando sono quando vengono molestate, ma anche marginalizzate. Ci ha insegnato a dire ‘Dovete ascoltarci’ ed ha aperto la strada a un modus operandi sul set più egualitario: quando donne e uomini lavorano insieme succedono cose meravigliose».

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