Femminismo

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25 Febbraio Feb 2019 1344 25 febbraio 2019

I migliori discorsi femministi nella storia degli Oscar

Da Frances McDormand a Sandra Bullock. Ecco le attrici che hanno dedicato i loro premi alle donne, alle madri e alle colleghe delle diverse categorie che lottano contro la disuguaglianza. 

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Oscar 2019 Discorsi Donne

Un'edizione con più premi alle donne, ma meno discorsi sulla parità di genere e sulla rappresentanza femminile nel mondo del cinema e non. Agli Oscar 2019 non si è vista nessuna spilletta di Time’s Up contro gli abusi e la violenza di genere come successo nel 2018. Nessun accenno a #MeToo o più in generale al femminismo, come ai Golden Globes di qualche settimana prima. Solo la sfida alle consuetudini maschiliste lanciata dall'attore Billy Porter, apparso in uno sfarzoso abito da smoking. Per questo, in assenza di altre manifestazioni degne di nota, vi riportiamo quelli che, secondo la testata Independent, sono stati i sei migliori discorsi sul Girl Power, pronunciati negli anni dalle attrici premiate.

FRANCES McDORMAND NEL 2018

Quando Frances McDormand, nel 2018, ha ritirato il premio come migliore attrice protagonista per il film Three Billboards Outside Ebbing, Missouri ha dedicato il suo discorso a tutte le donne che lavorano nell’industria cinematografica. E dopo aver ringraziato suo marito, i suoi figli, sua sorella e il regista che l’ha diretta, si è rivolta a tutte le candidate delle varie categorie, invitandole ad alzarsi in piedi per condividere con lei la vittoria. «Guardatevi intorno, signore e signori, perché abbiamo tutte storie da raccontare e progetti che hanno bisogno di finanziamenti».

PATRICIA ARQUETTE NEL 2015

Patricia Arquette, nominata come migliore attrice non protagonista per Boyhood, vinse la statuetta nel 2015. E dopo aver ringraziato tutte le persone coinvolte nella produzione, il volto della serie tv Medium spostò il suo discorso sulla questione delle retribuzioni non paritarie in America. «È tempo di raggiungere, una volta per tutte, un’uguaglianza salariale e uguali diritti per le donne degli Stati Uniti». Un intervento che riscosse grande successo tra le celebrità presenti in platea, tra cui Meryl Streep e Jennifer Lopez.

HALLE BERRY NEL 2002

Uno dei momenti più significativi nella storia degli Oscar risale al 2002, quando Halle Berry vinse il titolo di migliore attrice protagonista per la sua esibizione in Monster’s Ball. Visibilmente emozionata, fu la prima donna afroamericana a vincere il riconoscimento. Un primato non ancora condiviso con nessun’altra. Le sue parole furono rivolte a tutta la popolazione femminile di colore desiderosa di seguire le sue orme. «Questo momento è molto più grande di me. È per Dorothy Dandridge, Lena Horne, Diahann Carroll», disse lei, aggiungendo: «È per ogni donna di colore senza nome e senza volto che ora ha una possibilità perché questa porta è stata aperta stasera. Sono così onorata

CATE BLANCHETT NEL 2014

Il 2014 fu l’anno di Cate Blanchett. L’attrice, premiata per il suo ruolo da protagonista nel film Blue Jasmine, volle precisare come, contrariamente all’opinione di molti, i film femminili con al centro storie di donne, non rappresentassero una esperienza di nicchia. Le sue parole furono accolte con grande gioia del pubblico, nonostante alcuni le interpretarono come un messaggio di gratitudine rivolto a Woody Allen, al tempo accusato di molestie sessuali dalle quali, però, venne penalmente assolto.

SANDRA BULLOCK NEL 2010

«Vorrei parlare del significato che questo film ha avuto per me e ringraziare tutte le mamme che si prendono cura dei loro bambini, non importa da dove vengano». Con queste parole, Sandra Bullock, nel 2010 accettò la statuetta come migliore attrice per l’interpretazione di Leigh Anne Tuohy in The blind side, una donna che adottò un ragazzo togliendolo dalla povertà e sostenendolo nella sua carriera da calciatore. Nel ringraziare l’impegno di madri tenaci e coraggiose e libere dai pregiudizi, rivolse un pensiero anche alla sua, Helga Mathilde Meyer, scomparsa nel 2000.

EMMA THOMPSON NEL 1996

L’adattamento cinematografico del romanzo di Jane Austen del 1811, Sense and Sensibility , descriveva alcune consuetudini di genere, tra cui la necessità per le donne di affidarsi agli uomini per ottenere una stabilità economica. Emma Thompson sottolineò questa questione quando ricevette il premio per la migliore sceneggiatura adattata del film, nel 1996, esprimendo anche la sua gratitudine verso il produttore esecutivo. «Grazie a Sydney Pollack per aver fatto tutte le domande giuste tipo: 'Perché queste donne non potrebbero uscire e trovare un lavoro?'». L’attrice nel 1993 vinse anche la statuetta come migliore attrice protagonista, diventando la prima ad ottenere un doppio riconoscimento nella recitazione e nella scrittura.

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