24 Febbraio Feb 2019 1536 24 febbraio 2019

La protagonista indiana di 'Period. End of Sentence' alla notte degli Oscar

Sneha, 22 anni, ha preso un volo fino a Los Angeles dal piccolo villaggio di Kathikhera per il documentario che racconta il tabù delle mestruazioni, vincitore della prestigiosa statuetta.

  • ...
Documentario Ciclo India Oscar Period End Of Sentence

Sneha ha 22 anni. Ed è la prima abitante di Kathikhera, un villaggio nel distretto indiano di Hapur, a fare un viaggio all'estero. Kathikhera si trova ad appena 115 km da Delhi, in India, ma per raggiungerlo ci vogliono cinque ore in automobile. Il viaggio di Sneha l'ha portata negli Stati Uniti dove la sera del 24 febbraio, ricordano con una comprensibile trepidazione i media indiani, ha partecipato alla cerimonia di assegnazione degli Oscar, ad Hollywood: Sneha è infatti la principale protagonista del documentario Period. End of Sentence che la regista americano-iraniana Rayka Zehtabchi ha girato nel suo villaggio, e che ha vinto la prestigiosa statuetta nella categoria Documentari brevi.

LAVORARE PER UNA FABBRICA CHE PRODUCE ASSORBENTI? IN INDIA È INACCETTABILE

Disponibile su Netflix, il film racconta la vita, le soddisfazioni e le difficoltà quotidiane di Sneh e delle altre sei donne, tutte tra i 18 e i 31 anni, che assieme a lei, in una piccola fabbrica creata due anni fa dalla ong Action India, producono assorbenti sanitari femminili. Nelle aree più periferiche dell'India le mestruazioni sono tuttora un gigantesco tabù, e anche solo lavorare in un'azienda che produce assorbenti è considerato, da molti, inaccettabile per una donna: Period. End of Sentence racconta che le lavoratrici più giovani hanno lasciato passare mesi prima di confidare alle madri dove lavoravano, mentre un'altra di loro, Sushma Devi, ammette che il marito continua ad osteggiarla in tutti i modi, qualche volta addirittura picchiandola. E le ripete di lasciare il lavoro, anche se il suo stipendio, pari 2.500 rupie al mese (circa 31 euro), è molto più alto di quanto guadagna lui. «Ma io non smetterò di lavorare nella nostra piccola azienda: gli assorbenti hanno cambiato in meglio l'esistenza di milioni di donne», dice Sushma. Il titolo del film gioca sul doppio senso: letteralmente si traduce con 'Punto. Fine della frase', ma ha anche il significato di 'Ciclo mestruale. Fine della condanna'. Produrre assorbenti ha modificato radicalmente la condizione delle donne del remoto villaggio indiano, le ha rese consapevoli, autodeterminate, le ha liberate della condanna mensile della vergogna e del tabù.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso