4 Dicembre Dic 2018 0800 04 dicembre 2018

Gaia Girace: «La mia Lila è geniale perché diversa da tutti»

L'attrice racconta dall'interno la serie ispirata ai romanzi di Elena Ferrante. E il suo difficile personaggio: «Quando finalmente ho capito chi fosse realmente, l'ho amata con tutta me stessa». 

  • ...
Gaia Girace La Mia Amica Geniale Serie Tv

Non aveva ancora letto il libro prima di fare il suo primo provino: ha iniziato soltanto in seguito, quando le selezioni si sono spostate a Roma. Un'ulteriore conferma che il ruolo di Lila, come hanno detto e scritto in tanti, fosse proprio ritagliato addosso a Gaia Girace. La produzione dell'«Amica Geniale» ha scelto lei per interpretare Raffaella Cerullo, una delle due protagoniste della serie tv tratta dal romanzo di Elena Ferrante, e che senza ombra di dubbio diventerà, sempre che già non lo sia, il caso televisivo dell'anno. In Italia lo sarà di sicuro, questa è la sensazione. In America l'accoglienza è stata freddina, perlomeno per quanto riguarda la prima puntata andata in onda in lingua originale, e quindi in napoletano, con i sottotitoli in inglese: 244 mila gli spettatori sul canale satellitare della Hbo. Numeri decisamente diversi nel nostro Paese: oltre sette milioni di persone davanti alla tv, con uno share del 29%. In pratica, l’ha vista un italiano su tre.

STUDIA LINGUE E SOGNA HOLLYWOOD

L'attesa creatasi attorno all'«Amica Geniale» è pari a quella delle altre serie televisive più importanti, come la terza stagione della «Casa di Carta», o l’ultima del «Trono di Spade». E proprio per questo la produzione Rai - Wildside - Fandango ha imposto una riservatezza totale: niente social, banditi i selfie sul set e bocche cucite con tutti, familiari e amici stretti compresi. Con Gaia Girace, di sicuro, ogni segreto è rimasto al sicuro. Riservata, nata a Vico Equense, 20mila abitanti sulla penisola sorrentina tra il golfo di Napoli e quello di Salerno e sconosciuta al grande pubblico, come tutto il resto degli attori e delle attrici scelti per la serie, all'anteprima della Mostra del cinema di Venezia si è presentata assieme a mamma Eliana, che di mestiere fa l'insegnante di sostegno (il papà fa l'agente immobiliare) e a Marianna De Martino, fondatrice e direttrice della scuola di recitazione "La Ribalta". Già, perché Gaia studia da più di due anni. Vuole fare l'attrice e lavorare in America, ovviamente in California. È il suo sogno, non lo nasconde, così come non nasconde la consapevolezza che per lei, il percorso, è appena all'inizio. Tanto per cominciare non conosce ancora l'inglese, non abbastanza perlomeno per provare già adesso a fare il grande salto. D'altronde il tempo è dalla sua parte, ha 15 anni e frequenta il liceo linguistico.

«QUANDO MI HANNO PRESA HO PIANTO»

Intanto il suo punto di riferimento per tutta la durata delle riprese, durate circa otto mesi, è stato Saverio Costanzo. Così com'è stato lui a sceglierla, assieme alla produzione, dopo una lunghissima serie di provini (novemila attrici in tutto) iniziati a Napoli e continuati poi a Roma: «Quando mi hanno chiamato per dirmi che avevo la parte ho pianto, ero felicissima. Diciamo che in quei giorni non aspettavo che quella telefonata» racconta Gaia a Lettera Donna. D'altronde, in cuor suo, ha avuto subito la sensazione di aver fatto colpo. La ragazza è timida, ma attenta: qualche sguardo di approvazione da parte dei selezionatori, confida, l'aveva colto già alla prima prova. Il difficile è arrivato con le riprese, la sua prima volta davanti alle telecamere è stata la trasposizione in tv di un romanzo diventato il caso editoriale del 2016 (il settimanale Time ha inserito l'autrice Elena Ferrante, la cui identità è ancora sconosciuta, tra le cento persone più influenti al mondo). La pressione, insomma, era e per certi versi è ancora fortissima. «Sarò all’altezza oppure no… Piacerà al pubblico il modo in cui interpreto Lila o mi odieranno tutti?», sono pensieri che hanno tormentato Gaia sul set, per sua stessa ammissione. Anche perché Lila, tra le due protagoniste, è senz'altro il personaggio più complicato. Sempre in guerra. Con i genitori. Con il prossimo. Con il resto del mondo. In questo senso, ancora una volta, importantissimo è stato il ruolo del regista Costanzo: «Ha sempre saputo tranquillizzarmi, in ogni momento. Da una parte era molto esigente, pretendeva da noi sempre il massimo ma capiva i miei momenti di difficoltà. A ogni mio dubbio rispondeva sempre: "Ricordati il libro, tutto quello che ti serve sapere è lì dentro"».

Il cast de L'amica geniale alla 75 esima Mostra del cinema di Venezia: da sinistra Margherita Mazzucco, Ludovica Nasti, Saverio Costanzo, Elisa Del Genio e Gaia Girace.

gettyimages

«IL MIO PERSONAGGIO FRAGILE MA CON LA CAZZIMMA»

Saverio aveva ragione. I segreti dei personaggi di Lila ed Elena sono ben custoditi nel romanzo. E Gaia lo ha capito proprio nel corso delle riprese. Ammette la giovane: «Ho odiato il mio personaggio, in particolare all'inizio. Non riuscivo a comprenderla e, di conseguenza, mi era complicato entrare nella parte. Raffaella è un personaggio complesso, forte e cattivo nell'apparenza, fragile e insicuro nella realtà ma con la cazzimma necessaria per non farsi abbattere. Saverio mi ha molto aiutato in questo senso, è grazie anche a lui che sono riuscita ad avvicinare il mio essere a quello di Lila. Quando finalmente ho capito chi fosse realmente, l'ho amata con tutta me stessa, perché forse in lei c'è anche un po' di me». Lila insomma potrebbe esistere anche oggi. Non è solo un personaggio di fantasia e probabilmente è anche per questo che, assieme a Lenù, è entrato profondamente nel cuore dei lettori: per Gaia stessa perdersi nelle pagine del libro è stato qualcosa di magico, merito dell'originalità della storia, lo stile e i dettagli.

«NAPOLI OGGI? FORSE NON È TANTO DIVERSA»

La speranza è che questa magia venga trasmessa anche ai telespettatori della serie, per la quale probabilmente la difficoltà maggiore è stata riprodurre gli esterni più o meno come la maggior parte degli italiani li ha immaginati leggendo il romanzo. Alla fine la scelta è stata una predominanza del grigio che, di fatto, caratterizza l'intero rione. «L'Amica Geniale» è la storia di un'amicizia che nasce tra bianchi di scuola negli Anni '50 all'interno di uno dei quartieri più poveri di Napoli. Con 14 palazzine, cinque set di interni, una chiesa e un tunnel costruiti ex novo nella periferia di Caserta, a Marcianise nell’ex area industriale Saint Gobain, l'obiettivo era ricreare una provincia tanto suggestiva quanto pericolosa. Soprattutto per le donne, in qualche modo sempre vittime degli uomini. Sia da piccole, che da adolescenti. Ammette Gaia: «Non è che poi le cose oggi siano tanto differenti. Soprattutto nelle periferie e nella provincia, anche come potrebbe esserlo Vico Equense, ci si può imbattere in situazioni simili». Oltre, preferisce non andare.

Lila e Lenù ovvero Margherita Mazzucco e Gaia Girace.

«LILA È GENIALE PERCHÉ È DIFFERENTE»

Timida e riservata nella realtà, speciale nei panni di Lila, perlomeno agli occhi della sua amica, Lenù (e viceversa): «Il mio personaggio è geniale per la sua diversità. È brillante, intelligente, immagina, sogna, vede e va oltre. È questo che la differenzia dalle altre persone del rione». Ed è questo che incuriosisce, attira e attrae Elena, fino a creare un legame unico e indissolubile tra le due. Un legame che Gaia ammette di non avere avuto ancora nella realtà. Ma che può esistere, anche oggi, nel periodo di Instagram, delle chat e degli incontri via social network. Il rapporto più importante che si è creato, per Gaia, resta quello con Costanzo. Il suo sogno, come detto, è poter diventare un’attrice professionista. In attesa di Hollywood, un obiettivo ragionevole potrebbe essere quello di recitare in un nuovo film ancora con Costanzo. Magari con l’amicizia ancora al centro della storia, per il regista romano «uno dei rapporti più gratuiti e perciò più belli in assoluto, ma ciò nonostante, ancora poco raccontato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso