22 Novembre Nov 2018 1655 22 novembre 2018

La differenza tra approccio e molestia? Basta un tutorial

A La tv delle Ragazze – Gli Stati generali 1988 – 2018, Isabella Ragonese affronta con ironia un tema che rivela un'emergenza sociale che purtroppo non accenna ad attenuarsi.

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Tutorial Isabella Ragonese La Tivu Delle Ragazze

Si può ridere delle molestie sulle donne? Con la dovuta cautela certo, anzi si deve. A volte non esiste altra chiave se non quella dell’ironia per scardinare serrature che altrimenti troppo spesso rischiano di restare chiuse. La pensa così Serena Dandini, padrona di casa de La tv delle Ragazze – Gli Stati generali 1988 - 2018, e ancora di più Isabella Ragonese, che proprio all’interno del programma in onda ogni giovedì in prima serata su Rai Tre porta l’argomento a un livello basico, a prova di uomo che, parafrasando la stessa attrice «Su certi argomenti è un po' refrattario, di coccio direi». Per farlo veste i panni della professoressa Isabetta Ragonelli, esperta di «etologia del maschio e spiegazioni lapalissiane» e con tanto di bacchetta e occhiali da vista d'ordinanza enuncia via via cosa possa essere classificato come un normale corteggiamento e cosa invece molestia. Come in ogni percorso formativo che si rispetti la prima lezione è la più semplice e riguarda le molestie fisiche, un tema sul quale non ci dovrebbe essere bisogno di spiegazioni ma stando agli ultimi dati Istat secondo i quali 8 milioni e 816mila donne fra i 14 e i 65 anni (il 43,6% del totale) nel corso della vita subiscono qualche forma di molestia sessuale, a quanto pare sì.

LEZIONE NUMERO 1: LA MOLESTIA FISICA

E se a parole sembra essere difficile farsi capire dal maschio italico e non solo, Isabella ha pensato che un aiuto visivo potesse essere più incisivo. Quindi vai di tutorial.

Riassumendo:

  • salutare una ragazza con un bacio sulla guancia , eccedere con le effusioni no;

  • aprirle la porta con galanteria , impedirle di entrare no;

  • complimentarsi, in quanto potenziale datore di lavoro, per l’ottimo curriculum , fare un colloquio in discoteca no;

  • agevolare il balzo di carriera di una dipendente , essere troppo euforici per la cosa no;

  • offrire da bere a una ragazza al bar , farla ubriacare con la forza no.

Ma attenzione maschi, ora viene la parte più difficile: fare sesso con una donna che vuole farlo con voi si può fare, anzi, verrebbe da dire si deve; farlo con chi vi ha detto palesemente «anche no» non è molestia, state avanzando di carriera, è proprio stupro.

LEZIONE NUMERO 2: LA MOLESTIA PSICOLOGICA

Fin qui ci siamo? Bene, è il momento di passare alla seconda lezione ma attenzione perché la difficoltà aumenta visto che si parla di violenze psicologiche, non più fisiche, rivolte alla donna con la quale già avete una relazione ma che, ripetiamolo tutti insieme, «non è di vostra proprietà». Si tratta di piccole sfumature, più difficili da individuazione e memorizzazione, ma potete farcela.

Serve un riassunto? Eccolo:

  • chiedere chi è se alla propria ragazza squilla il telefono , leggerle tutti I messaggi di ogni chat possibile e immaginabile no;

  • dirle che i suoi amici maschi vi sono antipatici ; impedirle di vederli con la forza no;

  • apprezzare la sua passione per la cucina , pretendere che mandi sempre avanti lei la casa no;

  • ingelosirsi per un certo abbigliamento , impedirle di vestire in un certo modo no;

Tutto chiaro? Aspettate un momento, manca una cosa: voler passare ogni momento possibile con la vostra innamorata può essere forse un po' eccessivo ma non per forza sbagliato se accettato da entrambi, pedinarla e controllare ogni suo spostamento sì. E se lo fate potete pure finire in guai seri visto che per quelli come voi hanno coniato un termine ben preciso: stalker. E un conseguente reato che in Italia è punito fino a cinque anni di reclusione.

OLTRE MILLE CASI SI STALKING AL MESE

Si ride come dicevamo, ma il problema purtroppo è serio visto che secondo i dati diffusi dalla Polizia nel periodo gennaio-agosto 2018 nel nostro Paese sono stati 8.414 i casi di stalking, 15,05% in meno rispetto ai 9.905 dello stesso periodo del 2017. Un calo, certo, ma non una vittoria visto che il numero è ancora altissimo e denuncia solo una piccola parte del dramma della violenza sulle donne, la cui punta dell’iceberg è rappresentata dai femminicidi (già 94 da inizio anno) ma che comprende anche maltrattamenti in famiglia, prevaricazioni, violenza economica e molto altro. E allora proviamo a riderci sopra con un riso se pur amaro, imparando e insegnando ai maschi di oggi ma soprattutto a quelli di domani che un mondo diverso non solo è possibile, ma è anche migliore.

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