7 Novembre Nov 2018 1841 07 novembre 2018

Debra Messing ha parlato di stupro in un episodio di Will&Grace

Nella puntata dal titolo Grace's Secret la protagonista della sitcom americana rompe il silenzio con il padre e gli confessa lo stupro di cui fu vittima da bambina.

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Will Grace Stupro

Da Will&Grace proprio non ce lo aspettavamo. Eppure, che una lezione di denuncia sulla violenza contro le donne arrivasse da una serie comica dovrebbe farci riflettere. A dieci stagioni dal suo esordio, la protagonista Grace ha finalmente rotto il silenzio e dato voce a una realtà scomoda ma quantomai attuale. Una realtà che risale a più o meno 20 anni prima. È seduta con suo padre al tavolo di un bar, sembrerebbe essere il solito sketch in cui si alternano allegre battute ma il colpo di scena è imprevedibile e di colpo si ritrova a confessare al padre quel segreto che si è portata dietro per anni, fin da piccola. «Avevo 15 anni, faceva molto caldo. Ho raccolto i capelli e l’acconciatura ha scoperto gli orecchini che avevo preso in prestito da mamma. Mi facevano sentire adulta», ha esordito senza nessun tremito nella voce arrabbiata. «Alla fine della giornata, del lavoro estivo che tu, papà, mi avevi procurato, il tuo amico Harry mi ha chiamata nel suo ufficio. Ha chiuso la porta, ha tirato le tende e mi ha sbattuta contro un muro. Ha cominciato a baciarmi, mi ha sfilato i pantaloni e infilato le dita…».

LO SBAGLIO È SEMPRE DELLA VITTIMA

Il padre di Grace è incredulo, la testa tra le mani e lo sguardo fisso, e le uniche parole che riesce a proferire sono «Ma forse ti sbagli», nel più prevedibile dei copioni sminuenti, perché tanto lo sbaglio è sempre della vittima nell'aver fatto quell'assurdo errore di valutazione di aver osato mettere alla gogna quella persona così perbene. Will & Grace, attraverso Debra Messing, è riuscito a dar voce a tutte coloro che, per vergogna o paura, non sono riuscite a trovare il coraggio di confessare l'incofessabile. L'attrice ha spiegato all'Hollywood Reporter: «Quando ho letto la sceneggiatura, ho sentito sulle spalle una grande responsabilità. Sapevo che molti sopravvissuti ci avrebbero guardati». Una grande responsabilità che ammette di aver scaricato con un pianto liberatorio in camerino, una volta abbandonato il palco. Perché la storia di Grace è la storia (vera) di molte e quello che spera l'attrice è di «farle sentire comprese». A quelle vittime di abusi, violenze, come quelle subite da Grace, nella cui storia si ritrova anche un accenno al #MeToo all'inizio del dialogo, quando si dice aver reso possibile denunce e condanne, fino a quella frase che magari molte come Grace si sono sentite dire, mortificandole, quando hanno avuto il coraggio di confessare: «Ma ti ricordi male» (che fa eco al recente caso Ford-Kavanaugh). Peccato che Grace si ricordasse benissimo, come tante che portano marchiato sulla pelle e nell'anima quel ricordo indelebile che volendo sì, avrebbero preferito di gran lunga non dover ricordare.

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