18 Settembre Set 2018 1808 18 settembre 2018 Aggiornato il 22 gennaio 2019

Perché 'Gli Incredibili 2' è un film femminista

Elastigirl si trova un lavoro e diventa protagonista principale, mentre il marito impara a stare a casa con i bambini. Un inno al girl power che potrebbe conquistare gli Oscar 2019.

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Incredibili2 Film

Salvare il mondo? Le donne lo fanno meglio. È questo il messaggio che passa chiaro e diretto da Gli Incredibili 2, sequel del fortunatissimo film d'animazione della Pixar uscito nelle sale italiane il 18 settembre e in corsa agli Oscar 2019 come miglior film d'animazione. Se il primo film presentava la novità di un'intera famiglia di Supereroi capace di avere nel loro legame e nella loro complementarità il vero punto di forza e segno distintivo, il secondo è un inno alla parità di genere, anzi di più, al girl power. Lo è in maniera evidente nel momento in cui Elastigirl diventa protagonista principale, prendendosi la scena in un contesto in cui i supereroi sono banditi dalla legge, lo è in maniera più sottile e forse anche più importante nel ribaltamento di una serie di stereotipi di genere. E lo è in maniera non banale, perché non mancano le resistenze interne e gli attriti tra i personaggi. Mr. Incredible non accetta da subito il ruolo di comprimario, non si vede casalingo e lo dice ancora prima che il piano per rendere nuovamente legali i supereroi abbia inizio con la moglie protagonista. Mentre ragionano su cosa fare del loro futuro da esseri umani, una Elastigirl rassegnata a tornare semplicemente Helen Parr propone di trovarsi lei un lavoro, mentre il marito starà a casa coi bambini, ma lui risponde: «No, lo farò io, ne ho bisogno».

QUELLO DI PADRE, UN MESTIERE DURO ANCHE PER UN SUPEREROE

Sono altri eventi, dunque, a decidere perché le dinamiche all'interno della coppia si sovvertano. Bob Parr si ritrova all'improvviso catapultato in un contesto che non gli era mai appartenuto, alle prese con i compiti di matematica di Dashiel, con le prime cotte adolescenziali di Violetta, con il cambio pannolino e le storie della buonanotte per far addormentare Jack Jack. Un lavoro totalizzante, faticoso quanto e più che salvare il mondo con la forza dei suoi muscoli, che lo mette a dura prova e lo sfinisce togliendogli il sonno. Un lavoro che, normalmente, è a esclusivo appannaggio delle donne e che viene profondamente rivalutato da questo film, che restituisce dignità a tutte le mamme e invoca una collaborazione diversa all'interno delle famiglie. Quando Bob, esausto, va dalla stilista dei supereroi Edna per chiederle aiuto nella gestione dei problemi familiari, lei lo guarda e gli dice: «Se fatto bene, essere genitore è un atto eroico».

ELASTIGIRL NON È LA DAMIGELLA DA SALVARE: SALVA LEI IL MONDO

Il tutto accade mentre Elastigirl è impegnata a salvare il mondo e i supereroi, accompagnata da altre figure femminili di rilievo inserite in ruoli di potere, come l'ambasciatrice Henrietta Selick, diplomatica di successo coi capelli bianchi così distante dagli stereotipi di genere a cui è abituato il mondo dello spettacolo. Il tutto accade in un contesto, quello dei supereroi, in cui la donna è quasi sempre stata vista nel ruolo della damsel in distress, la damigella in pericolo da salvare, da Lois Lane a Mary Jane Watson, o al massimo in un ruolo da comprimaria, e dove ogni variazione sul tema è sempre apparsa come sporadica ed eccezionale. Gli Incredibili 2 fa questo dopo l'uscita al cinema di Wonder Woman ma anticipando quella di Captain Marvel, in quello che appare un tentativo di ribaltare il discorso, o quantomeno riequilibrarlo.

UN FILM RARO E FEMMINISTA, CHE RIBALTA I RUOLI

Un problema che peraltro riguarda l'intero mondo del cinema, se è vero che, come citato da Anna Smith sul Guardian, il Geena Davis Institute on Gender and Media ha tracciato una statistica eloquente sulla rappresentazione della donna sul grande schermo: dal 2006 al 2009, l'80,5% dei personaggi con un lavoro nei film a tema familiare erano maschili, appena il 19,5% quelli femminili, numeri ben distanti persino da una realtà americana nella quale è molto più frequente imbattersi in donne manager rispetto a quanto non accada al cinema e in cui il 50% della forza lavoro è rappresentato da donne. Gli Incredibili 2 è senza dubbio un film femminista, ed è bello che lo sia anche se tutti non la pensano così e non sono state poche le voci critiche da parte degli spettatori che non hanno apprezzato questo tipo di messaggio definendolo propagandistico e preferendo un film che non fosse «politicizzato». Segnale evidente che di strada da fare ce n'è ancora tanta, e liberarci dai retropensieri maschilisti che pervadono la nostra società rischia di essere davvero un'impresa da Incredibili.

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