7 Settembre Set 2018 1904 07 settembre 2018

Janet Jackson boicottata dal 2004 dal CEO di CBS

Dopo il Super Bowl e l'incidente del bustino, Les Mooves (ora accusato di molestie da sei donne) cercò in tutti i modi di ostacolare la sua carriera. 

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Janet Jackson Super Bowl Carriera

Il mondo della musica, si sa, è pieno di teorie di complotti e di leggende metropolitane. Elvis non sarebbe morto, Avril Lavigne sarebbe stata sostituita da una sosia (come anche Paul McCartney), mentre Jay Z e Beyoncé sono a capo di un potente gruppo di Illuminati. Da Oltreoceano arriva con l'inizio di settembre una nuova possibile congiura, questa volta molto più credibile e plausibile. Su Huffington Post, infatti, un articolo ricostruisce i veri motivi che sarebbero dietro il declino della carriera di Janet Jackson, sorella di Michael. Nel suo articolo, il giornalista Yashar Ali riconduce la sfortuna di Janet alla prepotente ossessione di Les Mooves, potentissimo CEO di CBS (produttrice, per intenderci, di show come The Big Bang Theory). Il pomo della discordia sarebbe stato l'ormai famigerato seno scoperto durante il Super Bowl del 2004.

IL SENO DELLA DISCORDIA

Per chi non conoscesse la vicenda, un veloce riassunto. Durante l'Halftime del Super Bowl del 2004, il momento in assoluto più importante in termini di ascolti e introiti pubblicitari dell'anno televisivo americano, l'esibizione di Jackson e Justin Timberlake fu segnata da un incidente allora considerato gravissimo: durante una coreografia il cantante, strappando una parte del bustino della collega, mostrò uno dei suoi seni a tutti gli Stati Uniti. I due, che si scusarono parlando di un problema di abiti, mandarono (a quanto pare) su tutte le furie il CEO dell'emittente, che si definì in imbarazzo circa la situazione. Negli anni, i fan dei due artisti si sono trovati più volte schierati a difesa dei loro idoli: secondo molti, l'unica a pagare per quell'inconveniente fu Janette, in quanto donna e di colore, mentre Justin se la cavò mettendo in salvo la sua carriera.

LES IL PREPOTENTE

Al tempo, come punizione, Jackson Timberlake furono banditi dai Grammy di quell'anno. Ma se l'uomo fu 'graziato' da Les Mooves dopo un incontro in cui si mise copiosamente a piangere, l'Huffington dice che, al contrario, la sorella di Michael non fu giudicata altrettanto convincente. Mooves non la vide abbastanza «pentita» per i problemi che gli aveva causato, finendo con il diventare ossessionato da tutta quanta la faccenda. Da allora il CEO cercò di ostacolare in tutti i modi la cantante, che infatti ebbe un drastico calo in termini di notorietà e vendite. Le sue canzoni furono messe sulle liste nere di MTV, VH1 e di tutte le radio di proprietà di Viacom. Nel 2011, quando la donna pubblicò il suo libro True You: A Journey to Finding and Loving Yourself con la casa editrice Simon & Schuster, di proprietà di CBS, Mooves andò su tutte le furie.

RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO

Visto il comportamento leggermente prevaricatore, arrogante e immaturo di Mooves, non sorprenderà sapere che è anche lui uno dei grandi uomini d'affari travolto dagli strascichi di #MeToo. Come riporta un lungo articolo del New Yorker sei donne lo hanno accusato di molestie e violenze, mentre altre decine hanno parlato di abusi e intimidazioni all'interno della compagnia.

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