Sessismo

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6 Settembre Set 2018 1830 06 settembre 2018

Revenge, la vendetta ai tempi del #MeToo

Il 6 settembre esce nelle sale l'opera prima della regista francese Coralie Fargeat. Una pellicola che riscrive le regole del genere rape and revenge. Ma la vera novità è il sessismo degli utenti usato per promuovere il film.

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Revenge Film

Nell'era del #MeToo anche il cinema, intesto come sceneggiatura e racconto, si è adattato. Il 6 settembre è arrivato nelle sale italiane Revenge, l'opera prima della regista francese Coralie Fargeat. Una storia che riscrive i canoni dello schema narrativo del rape and revenge movie. La pellicola è stata proiettata in anteprima al Toronto International Film Festival nel 2017, mentre nel 2018 è passata al Sundance Film Festival di Robert Redford.

UNA STORIA DI SANGUE E VENDETTA

Il film racconta della ricca, bella e rampante Jen, impersonata dall'italiana Matilda Lutz, che si appresta a un weekend di festa con il compagno Richard nella villa nel deserto di quest'ultimo. Ma il fine settimana da sogno si trasforma ben presto in un incubo. Richard invita due amici Stan e Dimitri e con loro inizia a maltrattare la giovane, violentandola picchiandola fino a una drammatica scena in cui viene spinta giù da un dirupo. Ma in quel momento la storia si mette in moto. Jen sopravvive e da preda diventa cacciatrice. Inizia così un percorso di sanguinaria vendetta. Il film non si risparmia e abbonda di polvere, sangue e pallottole. Tanto che negli Usa è uscito con il divieto ai minori di 17 anni.

VERI COMMENTI SESSISTI PER PROMUOVERE LA PELLICOLA

Ma la novità di Revenge non sta solo nella vendetta violenta e riparatice che sembra una metafora per il movimento #MeToo, è nella comunicazione e promozione della pellicola. Quando in aprile è stato lanciato il primo trailer del film, il canale Youtube è stato sommerso di commenti sessisti. Ma anziché perdersi d'animo la casa di distribuzione ha scelto di usare i giudizi degli uomini per promuovere la pellicola dando forza proprio alla storia di Jen. In una seconda clip, chiamata Haters, Koch Media ha mostrato un po' di post raccolti. si va da un classico «Le donne appartengono alla cucina», all'accusa di essere un film "Feminazi" passando per una domanda retorica: «Perché per essere così cool le donne devono essere così cattive?». Tutte voci che dimostrano come il film di Coralie Fargeat sia arrivato al momento giusto.

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