31 Agosto Ago 2018 1123 31 agosto 2018

Emma Stone a Venezia 75 per «La Favorita»: una storia al femminile

Rivalità, intrighi, sesso lesbo e tre donne protagoniste assolute. Il regista: «Questo film è un'eccezione, un piccolo contributo al tempo del #MeToo».

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Festival Cinema Venezia Emma Stone Favorita

Il secondo giorno di Venezia 75 gli occhi erano puntati tutti su di lei, Emma Stone, una delle protagoniste del triangolo lesbico di La Favorita di Yorgo Lanthimos, tra intrighi, vendette, colpi bassi e gelosie nella corte della regina Anna. Un film accolto il 30 agosto con applausi dalla stampa nelle proiezioni riservate e all'incontro con il cast. Quasi come a Hollywood? «C'è tanta rivalità certamente, ma lo spirito competitivo non è solo nel cinema, accade in tutti i settori», dice la Stone, una delle tre protagoniste, con Olivia Colman e Rachel Weisz (assente per imminente maternità) che hanno messo al secondo giorno di festival l'ipoteca sulla coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Lanthimos (ha firmato i potenti e controversi The Lobster, Il cervo sacro) racconta la sfida, anche di seduzione omosessuale tra due dame, Abigail Masham (Stone) e Sarah Churchill (Weisz), per diventare unica, potente favorita della regina Anna Stuart (1665-1714), a capo del regno d'Inghilterra, depressa, instabile, 'bambina'. Gelosie violente e manovre politiche, capricci che cambiarono vite di milioni di persone per la guerra Inghilterra - Francia che dominò tutto quel periodo storico. Tre donne protagoniste in un film è piuttosto raro, per questo il regista greco, che ci ha messo ben nove anni a fare il film, osserva: «Spero si possa considerare un piccolo contributo al tempo del #Metoo. I registi sono uomini, lo sguardo maschile la gran parte dei casi le vede fidanzate, oggetto di desiderio, questa è una eccezione: al centro di The Favourite ci sono tre donne, fantastiche e orrende come ogni essere umano».

Nicholas Hoult, Emma Stone, Yorgos Lanthimos, Olivia Colman e Joe Alwyn a Venezia 75.

È ABIGAIL, UNA DAMA VITTIMA DI VIOLENZA

E per quanto riguarda le scene di sesso lesbo, «Non abbiamo inventato inventato niente, da tempo si fa così», hanno scherzato le attrici. «Siamo stati insieme tutti noi prima di girare in quelle fantastiche location - che Lanthimos inquadra di grandangolo contribuendo ad una prospettiva particolarmente suggestiva di questa misconosciuta storia - per tre settimane, abbiamo imparato a conoscerci, a fare amicizia, così il sesso ci è venuto facile», dice la Stone, sottolineando se ce ne fosse bisogno che è tutto finto. Nel film è Abigail, una dama caduta in disgrazia, vittima di violenza, venduta dal padre, «ma è una donna che ha deciso di sopravvivere e puntare su se stessa e alla fine ce la farà». «Le donne sono complicate, straordinarie: una storia come questa le esalta», prosegue Lanthimos ormai un expat del cinema.

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