26 Luglio Lug 2018 0830 26 luglio 2018

Ocean's 8 e l'occasione persa per l'emancipazione femminile

La pellicola segue la trilogia di Soderbergh che qui si limita a fare il produttore. Purtroppo però dal #MeToo si passa al #MeGattara in un batter di ciglia. 

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OCEANS8 MEETOO FILM cast

Se vuoi una cosa fatta bene, fattela da sola. Se la vuoi fatta fighissima, fattela fare da Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway, Mindy Kaling, Sarah Paulson, Helena Bonham Carter, Awkwafina e Rihanna, ovvero le protagoniste di Ocean’s 8. Diretto da Gary Ross, che lo ha co-sceneggiato con Olivia Milch, il film debutta al cinema da noi il 26 luglio, dopo essere già uscito negli Stati Uniti lo scorso giugno e aver raggranellato al botteghino più di 135 milioni di dollari.

LA TRAMA DA OCEAN'S LA SAPPIAMO GIÀ

Trattandosi di un Ocean’s, la trama la sapete già: un clan organizzato deve rubare qualcosa di "wow" in un posto blindato e al tempo stesso impartire una lezione a qualcuno. Il qualcosa di wow è una collana di Cartier, la Toussaint, che pesa uno sproposito e vale ancora di più; il posto blindato è nientedimeno che il Met Gala, a New York; il qualcuno che va educato è l’ex fidanzato di Debbie Ocean (Bullock), la sorella di Danny (ha avuto il volto di George Clooney), capobanda dei precedenti tre episodi, tutti diretti da Steven Soderbergh che qui si limita a fare da produttore.

UN GUARDAROBA DA SOGNO: DA PRADA A GIVENCHY

Trattandosi poi di un Ocean’s delle femmine sponsorizzato #MeToo, il sottotesto lo indovinate già: «Un lui viene notato, una lei viene ignorata. Per una volta, vogliamo essere ignorate», dice a un certo punto Debbie pianificando il colpo insieme alle altre furbette del guardarobino. Ma ci vuole una massiccia dose di sospensione dell’incredulità per pensare che non noteremmo una donna come Sandra Bullock (la più in forma) in Alberta Ferretti, o Cate Blanchett (la più lesbo-chic) in Givenchy, o ancora, Sarah Paulson (è mamma e truffatrice: è la più Avenger) in Prada, o Rihanna (la più trucida) in Zac Posen.

Nell’epoca dell’attacco al patriarcato e dell’esaltazione dell’empowerment femminile, questo Occhi di gatto sovraffollato non poteva dunque non schierarsi. La stampa inglese scrive che perfino il cameo di Matt Damon, già girato, potrebbe essere stato tagliato a causa delle accuse, ricevute dall’attore, di comportamenti inappropriati sui set. Di sicuro, è Debbie a esibire il vessillo: «Pensa che da qualche parte c’è una ragazzina di otto anni che sogna di diventare una criminale, fallo per lei». Peccato si finisca a: «Quindi sei diventata ladra per non restare da sola». Da #MeToo a #MeGattara, praticamente.

I CAMEI DI WINTOUR, HEIDI KLUM E SHARAPOVA-WILLIAMS

Ma il cinema è magia, come si sa, anche quando il coniglio tirato fuori dal cilindro è nano. E allora, nonostante Ross non sia Soderbergh, e nel film manchi molto di quel ritmo da colpo gobbo che aveva reso intriganti i precedenti Eleven, Twelve e Thirteen, ­­­­l’Ocean’s 8 di queste ragazze bellissime, tutte sorelle furbissime, ce lo facciamo bastare anche per Anna Wintour che ruba lo stipendio passandosi il tempo davanti ai video di Roger Federer, per le apparizioni di Heidi Klum e Katie Holmes, di Dakota Fanning e delle Kardashian in 3D, delle tenniste Maria Sharapova e Serena Williams, e di un altro bel po’ di who’s who in ordine sparso. E visto che le ancelle del diavolo vestono Prada e molto altro, facendo così degli abiti (giustamente) il nono protagonista del film, intervistata su Fashionista, alla costumista Sarah Edwards è stata fatta La domanda: «Ha vestito anche Anna Wintour?» (a quel punto me la sono immaginata lì a sorbirsi una tirata sulla differenza che passa tra azzurro e ceruleo). Lei naturalmente dà l’unica risposta sensata: «Anna indossa vestiti suoi. Non abbiamo provato a vestirla».

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