6 Giugno Giu 2018 1528 06 giugno 2018

Perché Sex and the City continua ad avere successo (20 anni dopo)

Quattro donne quattro modalità diverse di relazionarsi agli uomini. La prima puntata è andata in onda nel 1998, eppure è ancora un modello. Una sorta di training telematico all'amore moderno.

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Anniversario Sex City Successo

Era il 6 giugno 1998 quando andava in onda su HBO la prima puntata della serie tv statunitense che avrebbe avuto un impatto sul nostro modo di percepire le relazioni sentimentali. Perché Sex and the City per noi donne non è stata una semplice serie ma qualcosa di più: una sorta di training telematico all’amore moderno.
Andata in onda fino al 22 febbraio 2004, a cui sono seguiti due film, la serie ha ricevuto 50 candidature agli Emmy Award e 24 Golden Globe, vincendone otto. E oggi, a 20 anni esatti da quella prima puntata, guardiamo ancora la serie con lo stesso interesse. In fin dei conti, in amore c’è sempre da imparare.

QUATTRO DONNE CHE CI RAPPRESENTANO

Quattro donne come protagoniste e quattro modalità diverse di relazionarsi agli uomini e ai sentimenti. Ciascuna di loro con la sua storia alle spalle e il suo carattere, a rappresentare un prototipo di donna senza tempo. Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte non sono soltanto personaggi di una serie ma modelli femminili, reali e umani. In loro ogni telespettatrice ha potuto riconoscersi e immedesimarsi per trarre spunti di riflessione e crescita. Perché la verità è che in quelle disavventure con l’universo maschile ci siamo rispecchiate e sentite coinvolte un po’ tutte, facendo il tifo per l’una e per l’altra. Nei loro difetti abbiamo rivisto i nostri, ridendoci su.

"Gli uomini sui quaranta sono come le parole crociate del New York Times: difficili, complicati, e non sei sicura di avere la risposta giusta".

Carrie Bradshaw

CARRIE BRADSHAW E L’AMORE TIRA E MOLLA

C’è Carrie Bradshaw, alias Sarah Jessica Parker, l’io narrante di ogni episodio. Intelligente e arguta, alla ricerca di quell’«amore totale, ridicolo, scomodo e spossante che ti consuma e non ti fa pensare ad altro». Mr Big è il suo uomo totem: i due si lasciano e riprendono di continuo per tornare ogni volta ad amarsi meglio. Big è il classico narcisista: un manipolatore incantevole, che fatica a entrare in contatto con i suoi sentimenti. E Carrie? È la donna emancipata nella vita ma dipendente nell’amore, che da Big non vuole e non sa staccarsi.

"Se sei single il mondo è il tuo buffet personale".

Samantha Jones

SAMANTHA JONES E IL SESSO COME ARMA DI DIFESA

C’è poi Samantha Jones, la meno giovane del gruppo, manager di pubbliche relazioni, senza dubbio sexy e libertina, che evita di coinvolgersi sentimentalmente. Usa il sesso come arma di seduzione e, soprattutto, di difesa. Rappresenta la donna che dall’amore prende le distanze di sicurezza, sostenendo che degli uomini non sa che farsene fuori dal letto. In realtà, dietro a quella maschera di potere, c’è altro. Come le insicurezze e il bisogno di amore che tutte noi abbiamo, business women incluse.

"Ci lamentiamo quando non abbiamo un uomo e ci lamentiamo quando ce lo abbiamo".

Miranda Hobbes

MIRANDA HOBBES E IL BISOGNO DI CONTROLLO

L’amore è ammesso nelle nostre vite, a patto che sia controllabile. La pensa così Miranda Hobbes, altra protagonista del telefilm, che vive il lasciarsi andare come un attentato all’equilibrio della sua vita controllata (e ai propri occhi perfetta). Concreta e rigida, nasconde sensibilità e dolcezza per apparire un’avvocatessa di successo, cinica nelle relazioni e sprezzante verso gli uomini. Chi tra noi, in fondo, non si è mai sentita un po’ come lei? Chi tra noi non ha mai fatto l’acida con il genere maschile e ridicolizzato l’idea di amore?

"Un vibratore non ti telefona il giorno del tuo compleanno, non ti manda i fiori e non puoi portare un vibratore a conoscere tua madre!"

Charlotte York

CHARLOTTE YORK E QUELLA ROMANTICA ISTERIA

Ah, Charlotte! Lei sì che crede nel principe azzurro. Al punto che non si stanca mai di cercarlo, fino a quando non lo trova. Pelato, pelosetto e impacciato: esattamente l’opposto del modello che la nostra gallerista d’arte si era prefigurata al proprio fianco. Conservatrice e testarda, pignola su ogni aspetto e ossessionata dal «vissero felici e contenti», Charlotte è la prova, per tutte noi, che soltanto con i piedi per terra possiamo costruire la nostra favola d’amore. Le principesse vere sono le donne che si alzano ogni mattina alle 8 per andare a lavoro: non quelle che sognano a occhi aperti.

UN INSEGNAMENTO, PER TUTTE E PER SEMPRE

«Benvenute nell’era dell’anti-innocenza, nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare. Cupido ha preso il volo dal condominio».
Nelle parole con cui si apriva la prima puntata c’era già il messaggio chiave della serie. Non possiamo trovare l’amore negli ideali e nelle aspettative, ma soltanto nella realtà. E nella realtà non esistono assolutismo e uomini perfetti, piuttosto pazienza e compromessi. Le relazioni non sono facili e scorrevoli, come ci hanno fatto credere con le favole da bambine. Richiedono il nostro impegno, la nostra lucidità e la nostra indipendenza.

Possiamo legittimarci a vivere completamente l’amore, a una condizione: che smettiamo di affidarci a Cupido e iniziamo a fidarci di noi stesse.

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