Oscar 2018

Oscar 2018

5 Marzo Mar 2018 1228 05 marzo 2018 Aggiornato il 05 marzo 2018

Il discorso femminista di Frances McDormand agli Oscar 2018

La miglior attrice protagonista per Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha dedicato il suo premio a tutte le donne.

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Frances Mcdormand Miglior Attrice Protagonista Oscar 2018

Chi si aspettava un trionfo tutto al femminile agli Oscar 2018 è rimasto deluso. Oltre ai due premi ad hoc (migliore attrice protagonista e miglior attrice non protagonista), le donne che hanno vinto una statuetta sono state soltanto quattro: Lucy Sibbick (insieme a Kazuhiro Tsuji e David Malinowski) come migliore trucco in L'ora più buia, Kristen Anderson-Lopez (insieme a Robert Lopez) con la miglior canzone, Remember me, in Coco, pellicola che ha anche ricevuto il premio come miglior film di animazione (ritirato da Lee Unkrich e Darla K. Anderson) e, ultima ma non ultima, Rachel Shenton, vincitrice dell'Oscar per il miglior documentario, The Silent Child, insieme a Chris Overton. Lasciando da parte la questione statistica, c'è stato un grande momento femminista: il discorso di Frances McDormand dopo aver ricevuto il premio come miglior attrice protagonista per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

IL MESSAGGIO FEMMINISTA

La McDormand è arrivata sul palco carica di emozioni. Dopo aver vinto un Bafta e un Golden Globe per lo stesso ruolo, ha ritirato anche un Oscar ma questa volta ha voluto coinvolgere tutto il pubblico femminile: l'attrice ha chiesto a tutte le colleghe e alle addette ai lavori di alzarsi in piedi, aiutata anche da Meryl Streep, in prima fila («Meryl se lo fai tu, lo faranno tutte»). E così è stato. «Tutte abbiamo storie da raccontare e progetti da finanziare di cui parlare», ha detto dal palco Frances McDormand. E ha proseguito: «Ma non stasera durante le feste. Chiamateci tra tre, quattro giorni, nei vostri uffici naturalmente. O venite nel nostro, come credete meglio, e vi diremo tutto. Ho due parole prima di lasciarvi stasera, signore e signori: impegniamoci per l’inclusione». Oltre al messaggio per le donne, c'è stata anche una dedica a due persone molto importanti per Frances McDormand: il figlio e il marito, che l'attrice ha definito «due maschi cresciuti da femministi».

CHE COS'È L'INCLUSION RIDER

Nel suo discorso, Frances McDormand ha citato l'inclusion rider. Si tratta di una clausola contrattuale grazie alla quale gli attori possono pretendere che nella produzione del film, tecnici inclusi, vengano impiegati esponenti delle minoranze. L'obiettivo è evitare discriminazioni di genere o etniche: «Ho scoperto di questa clausola solo la scorsa settimana, praticamente inserendo quella causola nel tuo contratto puoi chiedere che, non solo il cast ma anche tutto il personale tecnico, sia composto almeno per il 50% di persone appartenenti a minoranze. Dopo 35 anni nell'industria dell'intrattenimento ho imparato che possiamo chiedere questa cosa e non sorbirci la solita risposta che parlare di donne non è trendy. Ora non si torna indietro», ha spiegato McDormand in sala stampa.

IL FURTO DELLA STATUETTA

Durante il Governor's Ball, la festa che si svolge subito dopo la notte degli Oscar, Francesc MdDormand ha rischiato di perdere la sua statuetta. L'aveva lasciata su un tavolo, per poi non ritrovarla perché qualcuno, evidentemente, aveva tentato di portarla via. McDormand sarebbe scoppiata in lacrime a causa del furto e avrebbe cercato la statuetta in lungo e in largo prima di gettare la spugna. Fortunatamente, la statuetta è stata ritrovata dalla polizia, che ha arrestato il ladro e restituito il maltolto all'attrice.

FRANCES MCDORMAND, L'ANTI-DIVA

Nonostante il momento di 'esuberanza' degli Oscar, Frances McDormand non è una femminista dell'ultima ora. Già in passato, l'attrice si è sempre schierata a favore delle donne e ha combattutto molte battaglie per raggiungere l'uguaglianza di genere in un settore piuttosto maschilista come quello cinematografico. Non sempre, però, il suo modo di intendere il femminismo è stato allineato con il pensiero mainstream. Prendiamo, ad esempio, la protesta che c'è stata ai Bafta 2018, ovvero gli Oscar inglesi: la McDormand è stata una delle poche a non vestirsi di nero. Il motivo? «Le mie idee politiche sono private ma il mio femminismo influenza la mia vita professionale» ha detto al New York Times. Poi, ha chiarito meglio la sua posizione: «Interpreto personaggi femminili, quindi ho l'opportunità di cambiare il modo in cui le persone li guardano. Anche se non lo facessi coscientemente, accadrebbe comunque, solo per come sono come donna o come persona. Mi presento in un modo che non è stereotipato, anche se sto interpretando un ruolo stereotipato». Un discorso che vale per tutti i suoi personaggi. Pensiamo alla più recente Mildred Hayes di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri: è una mamma divorziata con un figlio a carico, per certi versi un'anti-eroina, che cerca giustizia per l'altra sua figlia, Angela, violentata e bruciata viva circa una anno prima. Oppure a Marge Gunderson di Fargo (1996), capo della polizia locale al settimo mese di gravidanza, che inizia a investigare su una serie di omicidi nel North Dakota.

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