25 Febbraio Feb 2018 1738 25 febbraio 2018

Le donne sono state le protagoniste della Berlinale 2018

I due premi più prestigiosi del Festival internazionale del cinema sono andati alle registe Adina Pintilie (Orso d'oro) e Malgorzata Szumowska (Orso d'argento).

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Donne Berlinale 2018

Il 2018 è l'anno delle donne. O almeno è così nel mondo del cinema. Dai Golden Globes ai Bafta, gli Oscar inglesi, il movimento #MeToo ha continuato a protestare contro le molestie e violenze sessuali nel settore, dopo lo scandalo Weinstein, scoppiato nel 2017. Questa volta, però, le donne sono tornate protagoniste non per aver manifestato contro gli abusi ma perché sono riuscite a vincere non uno ma ben due premi importantissimi al Festival internazionale del cinema di Berlino. Alla regista rumena Adina Pintilie ha conquistato l'Orso d'oro per il suo film Touch Me Not, mentre a Malgorzata Szumowska è andato l'Orso d'argento Gran Premio della Giuria per Mug. Purtroppo, Laura Bispuri è tornata a casa a mani vuote: Figlia Mia non è riustito a vincere.

L'ORSO D'ORO AD ADINA PINTILIE PER TOUCH ME NOT

La statuetta più prestigiosa della Berlinale 2018 l'ha conquistata un film molto particolare: Touch Me Not. Non solo affronta argomenti molto delicati (e, tra l'altro, lo fa senza senza peli sulla lingua) ma fa anche parte di un genere piuttosto inconsueto, tanto che qualcuno lo ha definito addirittura un 'film sperimentale'. Si tratta, infatti, di una pellicola che si posiziona esattamente a metà strada tra il documentario e la fiction. E non è un caso: è stata una scelta precisa della regista Adina Pintilie, funzionale a raccontare in modo diretto il tema centrale di Touch Me Not: l'intimità sessuale con tutti i suoi dubbi, con le sue preoccupazioni e con le sue paure. Ma non è finita qui: il film tratta anche argomenti come la disabilità e le inibizioni.

L'ORSO D'ARGENTO A MALGORZATA SZUMOWSKA PER MUG

Il secondo premio più importante del Festival internazionale del cinema di Berlino lo ha vinto un'altra donna, la polacca Malgorzata Szumowska, con un film che racconta una piccola realtà rurale del suo Paese, del rapporto singolo-comunità, fortemente influenzata dalla religione, in particolare dal cattolicesimo. Lo sguardo della regista in Mug non è soltanto critico ma, in alcuni passaggi, prova anche raccontare questa specie di vita (poco) bucolica attraverso l'ironia.

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