23 Agosto Ago 2019 1056 23 agosto 2019

Come capire se soffriamo di ansia ad alto funzionamento

Meno conosciuta rispetto al disturbo generalizzato, questa condizione che da fuori sembra una ricetta per il successo può in realtà provocare forte stress e malesseri fisici. Riconoscerla è il primo passo per superarla.

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Ansia Alto Funzionamento

C’è ansia e ansia. E già qui si potrebbe andare nel panico. Non tutti i disagi psichici sono uguali e se alcuni sono più visibili, altri si nascondono meglio e possono essere addirittura invidiati. Chi cerca sempre la perfezione, sul lavoro o nelle relazioni, potrebbe soffrire per esempio di ansia ad alto funzionamento. Meno conosciuta rispetto al disturbo d’ansia generalizzato, questa condizione che da fuori sembra una ricetta per il successo può in realtà provocare forte stress e malesseri fisici. Riconoscerla non è facile, per questo il magazine Cosmopolitan ne ha indagato sintomi e campanelli di allarme, suggerendo alcuni rimedi per superarla.

ESSERE SEMPRE IN MOVIMENTO: UNO DEI SEGNALI

Fra i primi segnali a cui prestare attenzione per riconoscere l’ansia ad alto funzionamento c’è il bisogno di essere sempre in continuo movimento. Chi non riesce a stare fermo, infatti, potrebbe invece nascondere il fatto di non riuscire a dimenticare per un attimo le preoccupazioni e rilassarsi davvero. Un atteggiamento che si accompagna all'insoddisfazione per i propri successi e alla ricerca di continue rassicurazioni da parte delle persone vicine.

QUANDO LO STRESS SI RIPERCUOTE SUL CORPO (E VIENE IGNORATO)

Pensare troppo alle cose, cercare di prevedere tutti gli scenari possibili e sentirsi sempre in rincorsa difficilmente possono convivere con un sonno tranquillo. Tensioni muscolari e battito cardiaco accelerato potrebbero essere dei sintomi evidenti per indagare più a fondo. Il problema è che chi soffre di questo tipo di disturbo, proprio a causa dell’ansia stessa, tende a ignorare quanto gli sta succedendo e preferisce non chiedere aiuto.

ANSIOSI SENZA SAPERE DI ESSERLO

Il disturbo di ansia generalizzato fa percepire l’agitazione come una condizione di vita permanente, con cui ci si alza al mattino e si va a letto la sera. Non si può non vederla perché è sempre lì. Chi soffre di ansia ad alto funzionamento, invece, cerca una fuga dal problema tuffandosi nel lavoro o concentrandosi sulle relazioni personali. Una cosa apparentemente positiva, se non fosse per gli standard – autoimposti – molto elevati. Spesso, dunque, irraggiungibili.

QUANDO SI PENSA TROPPO

Sotto altri aspetti, invece, i due tipi di ansia sono simili. Per esempio nel fatto di pensare troppo: quando si è sotto stress, le preoccupazioni diventano assillanti, impedendo così di trovare una soluzione efficace e poi andare avanti con la propria vita . In entrambi i casi non si riesce a smettere di pensare ai problemi quotidiani e riposarsi a fondo diventa impossibile.

PARLARE DEL PROBLEMA È IL PRIMO PASSO PER SUPERARLO

A questo punto superare l’ansia ad alto funzionamento sembra un’impresa impossibile. Per fortuna, non è così e si può iniziare da alcune piccole cose. Nicky Lidbetter, Ceo dell’organizzazione Anxiety UK, suggerisce per esempio di ridurre il consumo di caffeina, dormire un po’ di più e cercare di fare esercizio fisico tutti i giorni. Ma, soprattutto, di parlare di cosa è fonte di stress e preoccupazione. Riuscire a dare voce ai propri pensieri, infatti, è il segnale di aver preso consapevolezza del problema e non a caso è alla base della terapia cognitivo comportamentale.

A OGNUNA IL SUO RIMEDIO PER RAGGIUNGERE IL BENESSERE

Poiché l’ansia è diversa per ognuno di noi, lo stesso discorso vale per il modo di superarla. Per qualcuno funziona di più parlare con familiari e amici, per altri con il proprio terapista. C’è chi preferisce leggere i manuali di self-help (letteralmente auto-aiuto in inglese) e chi trova un aiuto negli esercizi di meditazione. Non c’è una regola fissa e, cosa più importante, non c’è nessuna competizione perché l’unico traguardo da raggiungere è il proprio benessere. Per questo occorre prendersi il tempo di valutare le opzioni offerte da esperti e associazioni, provare (e se serve cambiare) e scoprire cosa ci fa stare meglio.

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