6 Marzo Mar 2019 1848 06 marzo 2019

La mamma sì vax replica a Salvini: «Pensi ai bambini immunodepressi»

Roberta Amatelli è la prima firmataria di una petizione per l'obbligo vaccinale nelle scuole: «Viola è a casa da un mese e mezzo, ma il governo non ci ascolta».

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Da settembre migliaia di bambini immunodepressi italiani vanno a scuola col rischio di ammalarsi, avendo come unico appiglio un'autocertificazione firmata dai genitori che sostengono di aver sottoposto i loro figli alle vaccinazioni obbligatorie. Una situazione transitoria, frutto di una lunga diatriba tra maggioranza e opposizione pre, che dovrebbe concludersi il 10 marzo, quando l'obbligo vaccinale diventerà effettivo. Ma Matteo Salvini non è d'accordo. Il ministro dell'Interno ha scritto alla collega della Sanità Giulia Grillo per chiederle di firmare un decreto legge d'urgenza che rinvii ancora l'entrata in vigore delle disposizioni emanate dal governo precedente per conservare l'immunità di gregge. «Salvini teme per i traumi che potrebbero essere causati nei bambini esclusi, ma ai nostri bambini, e ai loro traumi non ci pensa», ha spiegato a LetteraDonna Roberta Amatelli, insegnante e prima firmataria della petizione contro il sistema d'autocertificazione che ha già raccolto 300 mila sottoscrizioni. «Noi genitori di bambini immunodepressi siamo abbandonati a noi stessi, nessuno ci ascolta».

La sì vax Roberta Amatelli (al centro), con la figlia Viola e il marito Rosario Gentile.

DOMANDA: Come qualifica l'intervento del ministro Salvini?
RISPOSTA:
Scellerato. Lo era già l'autocertificazione e il rinvio fino al 10 di marzo dell'obbligatorietà. I nostri bambini non vengono tutelati in nessun modo.

Salvini ha motivato la sua richiesta con la volontà di non arrecare traumi ai bambini.
I nostri bambini hanno dovuto affrontare una lotta bella tosta già da appena nati. Ai loro traumi chi ci pensa? Valgono meno dei bambini dei no vax?

No vax che a loro volta rivendicano il diritto di scegliere esponendo gli altri bambini a dei rischi.
E seguendo teorie che non hanno fondamenti scientifici, perché qualunque medico dice di vaccinare. Io già trovo assurdo che ci siano vaccinazioni obbligatorie e non obbligatorie come la Varicella, che per i nati prima del 2017 è facoltativa, ma è molto pericolosa per Viola.

Insomma, il rischio è che continuando a rinviare l'obbligatorietà a casa ci debba restare Viola.
Viola è già a casa da un mese e mezzo proprio perché i suoi compagni d'asilo hanno contratto la varicella. Come dicevo prima la vaccinazione non è obbligatoria, alcuni genitori l'avevano fatta, altri no perché poco informati o per scelta. Così lei non può stare coi compagni e si è persa la festa di carnevale.

Deve essere una sofferenza per lei.
Tutte le mattine mi chiede perché non può stare coi suoi amici e io non ce la faccio più a risponderle. Perché non viene Salvini di persona a spiegarglielo? Mi farebbe un favore.

Di recente è emerso anche un altro caso simile.
Sì, il bambino di Roma che ha sconfitto la leucemia ma non riesce a vincere l'ignoranza della gente. Ma sono 10 mila i bambini immunodepressi in Italia. Io l'anno scorso insegnavo in un paese dove un bimbo che aveva fatto la chemio è dovuto restare a casa un anno intero. Noi genitori di bambini immunodepressi continuiamo a scontrarci, a ricevere minacce ogni giorno. Se ne fregano degli altri.

Ma Salvini sta dalla loro parte.
Di noi non gli importa nulla. Quest'estate gli abbiamo chiesto di mettersi la mano sul cuore come padre, portando 300 mila firme a Roma, si è presentato un solo esponente dei 5 Stelle. Nessun altro ci ha ascoltato. Di certo non lui né Di Maio. Abbiamo fatto una conferenza a Roma, non si sono presentati.

Non vi ascoltano?
No, ascoltano chi grida e non i più deboli. Lo Stato dovrebbe difenderli i deboli, no? Il primo diritto di ogni bambino è il diritto alla salute, facendo così incrementiamo le folli idee di un piccolo gruppo.

Perché lo fanno? Ricerca del consenso?
Secondo me sì. Ormai siamo diventati un terreno di scontro politico sul quale accaparrarsi i voti. Danno retta a una minoranza perché ne hanno fatto motivo di propaganda elettorale e ora devono dimostrare di mantenere le promesse.

In compenso i presidi si sono già opposti alla richiesta del ministro dell'Interno.
Sì, ma la scuola più di tanto non può fare, se non c'è una legge. Può fare i controlli, ma se i vaccini non sono obbligatori non può fare nulla. Può sensibilizzare e darci man forte, ma opporsi solo fino a un certo punto. E non tutte le scuole lo fanno. Spesso ci troviamo soli, in contesti grandi, andando a destra e sinistra per cercare di proteggere i nostri figli.

Lei ha mai avuto a che fare con dei no vax?
Tante volte. Nella scuola di Viola ce ne sono ma sono molto più pacati. Magari non ti parlano, ti escludono, ma non ti aggrediscono come mi è capitato online quando abbiamo fatto la petizione.

L'hanno minacciata?
Sì. Uno mi aveva scritto chiaramente che sarebbe venuto sotto casa mia per spararmi. Un altro mi aveva detto che col trapianto avevo condannato mia figlia a una vita di stenti e comunque breve, proponendomi terapie alternative che non esistono.

Ma che lui conosceva.
Sì, solo lui. E se io, in quella condizione di fragilità e disperazione di chi ha appena scoperto che sua figlia dovrà sottoporsi a un trapianto di fegato, gli avessi creduto, avrei ucciso la mia bambina. Con mio marito si sono fatti ancora meno problemi.

Cosa gli è successo?
Al bar gli hanno detto «non me ne frega niente se tua figlia è immunodepressa, tanto morirà lo stesso per qualunque cosa». Ma Viola fa una vita normale, bisogna proteggerla da certi rischi, certo, ma vive.

Insomma, i vaccini sono fondamentali.
Lo dicono i medici, non noi. Se tu vai dal meccanico e ti dice che devi riparare la macchina la ripari, non ti metti a leggere delle cose sbagliate su internet senza avere le competenze per comprendere ciò che c'è scritto. Io non ho quella superbia, loro sì.

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