2 Dicembre Dic 2018 0900 02 dicembre 2018

Non solo femminile: la contraccezione è sempre più gender equal

Sì, è sempre stata una preoccupazione  di noi donne. Ma le ultime ricerche scientifiche sembrano orientate a colmare il divario. Vi raccontiamo le novità per lui.

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Femminile Contraccezione Maschile

Controllare le nascite è un po’ come controllare il «miracolo della vita», motivo per il quale la contraccezione è ancora fortemente osteggiata dalle istituzioni religiose. Ma si sa, fin dal soggiorno nell’Eden, l’essere umano ha peccato di hybris, sfidato il divino, infranto regole e smantellato tabù… come quello del sesso fine a se stesso (e non per la procreazione). Ma se in passato erano soprattutto le donne a dover predisporre adeguate protezioni e a subirne gli eventuali effetti collaterali, oggi l’approccio alla contraccezione è molto cambiato e, tanto la mentalità quanto innovazioni scientifiche vanno in direzione di una maggiore uguaglianza di genere anche in questo campo.

ANTICONCEZIONALI ORMONALI

Introdotta ormai 50 anni fa, «la contraccezione ormonale è stata una delle scoperte scientifiche e delle innovazioni sociali più importanti del ’900», spiega la dottoressa Teodoro (ginecologa e ostetrica del Centro Medico Monterosa, Milano); «pur non proteggendo dalle malattie sessualmente trasmissibili, ha rappresentato una svolta nella vita delle donne, consentendo loro di vivere più liberamente la propria sessualità, senza correre il rischio di gravidanze indesiderate». In questo ambito della contraccezione rientrano diversi dispositivi, che agiscono inibendo l’ovulazione e/o rendendo l’ambiente uterino inospitale per il passaggio degli spermattozoi e l’impianto dell’ovulo. Alcuni sono ancora poco conosciuti o guardati con scetticismo per i loro presunti effetti collaterali, ma che in realtà, oltre ad essere anticoncezionali efficaci, sono anche alleati della salute femminile: favoriscono la regolarità del ciclo, riducono flusso dolori mestruali, alleviano alcuni disturbi estetici (come l’acne), contrastano stati patologici (come endometriosi, fibromi, squilibri ormonali) e in alcuni casi tipi di tumore».

Cerotto transdermico (Evra). Va applicato sulla pelle pulita una volta a settimana, per 3 settimane consecutive (lasciando poi 7 giorni di pausa per consentire la mestruazione). Agisce rilasciando sotto lo strato cutaneo un mix di ormoni estrogeni e progestinici, che entrano nel circolo sanguigno.

Una spirale ormonale.

Spirale ormonale. È un piccolo dispositivo a forma di T, che viene impiantato dal ginecologo nell'utero della donna e vi resta per alcuni anni, rilasciando ormoni in modo graduale per impedire la fecondazione dell'ovulo.

Bastoncini. Sono dispositivi lunghi 4 cm ed ampi 0,2 cm che vengono impiantati sottocute (nella parte interna superiore del braccio non dominante, a 6-8 cm dal gomito) e rilasciano ormoni progestinici che impediscono l’ovulazione.

Anello. È un apparecchio circolare costituito da etilene vinilacetato (plastica morbida, non tossica ed antiallergica), che viene posizionato in vagina dalla donna, dove resta per tre settimane consecutive rilasciando regolarmente ormoni che bloccano l'ovulazione. Durante la quarta settimana (in cui avviene la mestruazione), l'anello va rimosso.

Iniezioni di progestinico. Si tratta di iniezioni che devono essere effettuate dal medico nel muscolo deltoide o nel gluteo per impedire l'ovulazione. Hanno un costo piuttosto elevato e vanno ripetute ogni tre mesi.

Una scaltola di pillola anticoncezionale.

Pillola. È un contraccettivo orale disponibile in diverse varianti: la pillola combinata (a base di estrogeni e progesterone) va assunta per 21 o 28 giorni consecutivi (a seconda della tipologia), seguiti da una sospensione di sette giorni (durante i quali avviene la mestruazione «fittizia»). La minipillola (a base di solo progesterone), va invece assunta quotidianamente, senza interruzione.


Pillola estesa. La pillola «estesa» (in commercio in Italia dal 2015) è una variante del tradizionale contraccettivo orale femminile. È venduta in confezioni da 91 compresse e prevede una modalità di assunzione senza pause per tre mesi. Per 84 giorni si assume un’associazione di estrogeno e progestinico, mentre per la settimana finale del blister si segue una monoterapia di estrogeno, responsabile del «sanguinamento programmato» che sostituisce quello «da sospensione ormonale» (o spotting) tipico della pillola tradizionale. La ginecologa piega che «a parità di efficacia contraccettiva, i vantaggi della pillola estesa riguardano la riduzione dei sintomi premestruali e di quelli da sospensione ormonale (4 fenomeni di spotting invece di 13 nel corso dell’anno), riduzione del sanguinamento (solo tre giorni ogni tre mesi) e del conseguente rischio di anemia, e dunque minore limitazione della vita privata, lavorativa e sportiva che le donne possono subire a causa del ciclo mestruale».

PRESERVATIVI ANCHE PER LEI

I metodi di barriera sono tra i sistemi contraccettivi più antichi (usati già nell’antico Egitto) e gli unici che proteggono anche dalle Malattie Trasmesse Sessualmante - MTS (motivo per cui sono adatti a chi pur avendo una vita sessuale attiva non ha un partner fisso). I più conosciuti e utilizzati sono i profilattici maschili (i condom), guaine monouso di lattice, poliuretano o altri materiali sintetici, facili da usare, che gli uomini indossano sul pene in erezione, immediatamente prima del rapporto sessuale, per impedire che lo sperma entri in contatto con il corpo del partner sessuale. Sebbene nessuno ne parli, dal 1993 sono in commercio anche preservativi femminili (o interni): «si chiamano femidoms (dall’inglese female + condoms) e sono guaine di lattice morbido o poliuretano, da posizionare all’interno della vagina, per impedire agli spermatozoi di risalire fino all’utero». La ginecologa spiega che «sono facili da inserire (basta fare un po’ di pratica), si possono indossare con diverse ore d’anticipo, per non rovinare la “poesia del momento”, e si possono riutilizzare più volte. Hanno un’efficacia contraccettiva media (lievemente inferiore a quella dei profilattici maschili) e il vantaggio di non interferire in alcun modo con la regolarità del ciclo, l’equilibrio ormonale e la fertilità della donna».

CONTRACCETTIVI PRÊT-À-PORTER GRAZIE AI CROSTACEI?

La novità viene dalla Svezia: un team di scienziati di Stoccolma ha sviluppato un contraccettivo non ormonale, sicuro e 100% naturale perché a base di chitosano, una sostanza estratta dal guscio dei crostacei. Si tratta di un farmaco da assumere «al bisogno» (ogni volta che si vuole e solo quando lo si vuole), che agisce a livello della cervice; una sorta di piccola capsula vaginale che si dissolve rapidamente una volta introdotta nell'organismo della donna e che diventa efficace in pochi minuti creando una barriera anticoncezionale naturale (che tuttavia non protegge dalle MST). L’obiettivo è quello di impedire la fecondazione intervenendo soltanto sullo strato di muco superficiale, senza alterare il ritmo del ciclo né provocare altri effetti collaterali per la salute femminile: un passo in piú verso gender equality in tema di sessualità e contraccezione.

GLI ORMONI PER LUI

Che la contraccezione sia sempre stata una preoccupazione soprattutto femminile lo dimostra il gran numero di metodi anticoncezionali studiati per le donne (contro due soli metodi a disposizione degli uomini: profilattico e vasectomia), ma le recenti ricerche scientifiche sembrano orientate a colmare il divario. Solo nel 2018 sono state annunciate due novità che aprono anche agli uomini il panorama della contraccezione ormonale: un gel (a base di testosterone e progestina, da applicare non sui genitali bensì sulla parte superiore del corpo) e un «pillolo» (un farmaco a base di dimetandrolone undecanoato, DMAU, da assumere oralmente ogni giorno) che inibiscono temporaneamente la produzione di spermatozoi, senza provocare squilibri ormonali né calo del desiderio sessuale. Secondo l’esperta «sebbene siano ancora in fase di sperimentazione, questi metodi contraccettivi per lui potrebbero determinare una vera rivoluzione dei costumi sessuali e del rapporto tra generi, basata su una nuova fiducia e sulla condivisione delle responsabilità connesse a una gestione della sessualità consapevole».

LA RESPONSABILITÀ È GRATIS (E NON È TABÙ)

Dopo l’Emilia Romagna, anche Puglia, Piemonte, Lazio e Lombardia hanno assunto l’impegno pubblico di promuovere una sessualità responsabile, fornendo gratuitamente presso i consultori familiari pubblici e privati accreditati consulenza, cure sanitarie (compreso l’accesso alla legge 194) e contraccettivi (anche «di emergenza», ovvero la pillola del giorno dopo) ai residenti under 24 (o under 26, a seconda della Regione). Per accedere alle agevolazioni bisogna rispettare determinati requisiti (essere richiedenti asilo, donne tra 26 e 45 anni con esenzione di disoccupazione o lavoratrici colpite dalla crisi, aver effettuato un’interruzione volontaria di gravidanza da non più di 24 mesi o aver partorito da non più di un anno). È un buon modo per diffondere la cultura del sesso sicuro, attraverso un’informazione seria, affidabile e accessibile senza tabù. Insomma: a volte la 'spregiudicatezza' paga (e non si paga).

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