4 Ottobre Ott 2018 2052 04 ottobre 2018

Con i vaccini l'Australia potrebbe sconfiggere il cancro al collo dell'utero

La previsione, pubblicata su The Lancet, abbraccia un arco temporale di 20 anni. E si basa sull’andamento statistico delle persone che sviluppano forme di tumore a causa del papilloma virus.

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Papilloma Virus Australia

Il tumore al collo dell’utero in Australia potrebbe essere eliminato entro i prossimi 20 anni. Un risultato storico, reso possibile da un vasto programma di vaccinazioni contro il papilloma virus. La previsione, pubblicata in un articolo sulla rivista scientifica The Lancet, si basa sull’andamento dei vaccini e su quello statistico delle persone che sviluppano forme di cancro a causa del virus. Secondo lo studio, entro il 2028 i casi di cancro al collo dell’utero dovrebbero interessare meno di quattro donne ogni 100 mila all’anno, con un’ulteriore riduzione nel decennio successivo tale da rendere la malattia del tutto marginale. Agli attuali ritmi, entro il 2066 meno di una donna all’anno dovrebbe ricevere una diagnosi di tumore al collo dell’utero in Australia.

IL PAPILLOMA VIRUS SI TRASMETTE PER VIA SESSUALE

Il papilloma virus è molto comune e si trasmette per via sessuale. Nella maggior parte dei casi è innocuo, ma alcuni suoi ceppi possono causare lo sviluppo di tumori se le infezioni non vengono trattate adeguatamente. Il vaccino è stato introdotto una decina di anni fa e viene somministrato a partire dall’11esimo anno di età. Alcuni ginecologi consigliano di effettuare la vaccinazione anche se si è risultate positive al Pap test, perché il vaccino potrebbe aiutare comunque l’organismo a tenere sotto controllo il virus.

Undici falsi miti da smontare sull'HPV

Parzialmente falso. Il fumo compromette il nostro sistema immunitario e quindi aumenta il rischio di sviluppare qualsiasi tipo di cancro, anche quello causato dall'HPV. Falso. L'HPV è causa del 99,7% dei tumori cervicali, oltre che di perineo, vagina e utero, ma può altresì causare lesioni a evolutività maligna nelle vie respiratorie superiori ( laringe, faringe, lingua, tonsille, palato, naso) e ai genitali sia femminili, sia maschili: glande, pene e scroto.

IN AUSTRALIA RIDOTTI DEL 77% I CEPPI PIÙ PERICOLOSI

Il sistema sanitario australiano ha introdotto le vaccinazioni nel 2007, con un programma gratuito per la somministrazione delle tre dosi necessarie alle bambine. Sei anno dopo, il piano di vaccinazione è stato esteso ai ragazzi in età scolare, perché possono essere portatori del virus e in alcuni casi sviluppare tumori collegati alla sua presenza. Il Cancer Council Australia ha calcolato che le vaccinazioni hanno permesso di ridurre del 77% la diffusione dei ceppi di papilloma virus più pericolosi. I risultati ottenuti in pochi anni sono così positivi da avere reso l’Australia uno dei Paesi al mondo con la più bassa incidenza di questo tipo di tumore tra la popolazione.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

E l'Italia? Nel nostro Paese la copertura vaccinale è stata per diversi anni intorno al 70%, ma è diminuita e ora è intorno al 50% per quanto riguarda le bambine nate nel 2005. Il Servizio sanitario nazionale mette a disposizione il vaccino gratuitamente per le bambine, e alcune Regioni hanno esteso la gratuità anche per le donne fino ai 25 anni.

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