31 Agosto Ago 2018 1730 31 agosto 2018

Cosa è e come funziona il Codice Lilla al Pronto Soccorso

Un iter per accogliere al meglio chi soffre di disturbi alimentari e avviare un percorso terapeutico mirato. Con una guida per i familiari e gli infermieri.

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Codice Lilla

Nascosti, negati, celati sotto altri nomi e troppo spesso sottovalutati, o peggio non riconosciuti. I disturbi alimentari in Italia riguardano circa tre milioni di persone, per lo più giovani e giovanissimi, e oltre il 95% sono donne. Un problema non facile da ammettere nemmeno a se stesse e difficile da affrontare a volte anche per i professionisti del settore. Per questo al Pronto Soccorso è arrivato il Codice Lilla, un iter pensato appositamente per accogliere al meglio chiunque si presenti con ogni sfumatura di questo disturbo e avviare immediatamente un percorso terapeutico mirato. La novità è emersa dal Tavolo di lavoro specifico coordinato dal Ministero della Salute, che ha elaborato le Raccomandazioni per interventi in Pronto Soccorso con un Codice Lilla e le Raccomandazioni per i familiari, entrambe fortemente sollecitate dalle associazioni dei familiari e dagli operatori sanitari, desiderosi di riferimenti in una tematica dove ancora oggi, purtroppo, esiste una estrema disomogeneità di cura e trattamento sull’intero territorio nazionale. Un'iniziativa si avvale del colore lilla, simbolo da oltre 30 anni della lotta ai disturbi alimentari in tutto il mondo.

GLI INTERVENTI PER L’ACCOGLIENZA, IL TRIAGE, LA VALUTAZIONE E IL TRATTAMENTO DEL PAZIENTE

Chi arriva in Pronto Soccorso, in qualunque condizione, ha bisogno per prima cosa di essere rassicurato e sentirsi accolto in una situazione di collaborazione e appoggio. Per questo nel documento si parla del ruolo fondamentale giocato soprattutto dagli infermieri che spesso rappresentano il primo interlocutore del paziente e che quindi devono possedere grandi capacità relazionali e comunicative necessarie all’ascolto, al sostegno emotivo e alla costruzione di un rapporto di fiducia reciproca. Dopo aver raccolto i dati e identificato i bisogni di salute della persona, raccontati anche da parenti o eventuali accompagnatori, un colloquio preferibilmente individuale con il medico è in grado di stabilire se siano in essere comportamenti riconducibili ai disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, accertabili poi con la verifica di alcuni parametri fondamentali come misurazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca e respiratoria, temperatura corporea, e misurazione dell’altezza, del peso e dell’IMC. Quando la diagnosi parla chiaro il passo successivo è stabilire se le criticità siano tali da mettere a grave rischio la salute fisica o psichica del paziente e quindi necessitare di intervento già in Pronto Soccorso; oppure basti indirizzarlo alla più vicina struttura specialistica per una valutazione più approfondita e la definizione di un programma di trattamento, tenendo conto delle difficoltà e delle resistenze di molti ad accettare di avere un problema ed essere bisognosi di aiuto.

RACCOMANDAZIONI PER I FAMILIARI

È un demone silenzioso quanto letale quello che si cela sotto le spoglie dei disturbi alimentari, che travolge come uno tsunami non solo chi ne è posseduto ma anche gli affetti più cari, spesso vittime di sensi di colpa per non averlo riconosciuto tempestivamente o sensazione di impotenza nell’affrontarlo. Proprio per questo l’intendo del documento rivolto ai familiari punta ad aiutare chi è vicino ai pazienti, fornendo indicazioni sulla loro gestione psicologica e pratica di ogni giorno, soprattutto nei momenti dei pasti.

QUANTI E QUALI SONO I DISTURBI ALIMENTARI?

Il confine tra la volontà di intraprendere un'innocua dieta e l'inizio di una malattia non è sempre facile da stabilire anche perché sono numerosi i fattori individuali, familiari e socio culturali potenzialmente scatenanti come la bassa autostima, il perfezionismo, l’interiorizzazione dell’ideale di magrezza, l’insoddisfazione per la propria immagine corporea, le prese in giro per il peso e la forma fisica, la pressione sociale ad essere magri. I primi indizi da non sottovalutare sono la drasticità del cambiamento del regime dietetico, la repentinità con cui viene messo in atto e la ferrea costanza con cui è condotto. Attenzione anche alle ripetute visite al bagno dopo pranzo o all’adesione a modelli alimentari non tradizionali come diete vegetariane o vegane, regimi macrobiotici o altre realtà simili che possano rappresentare un’alibi per ridurre l’apporto calorico. Sotto la denominazione di disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione risiedono diverse patologie.

Anoressia Nervosa: chi ne soffre limita drasticamente l'assunzione di cibo e ha un’intensa paura di ingrassare nonostante sia sottopeso o stia dimagrendo vistosamente. Ai comportamenti di restrizione alimentare si possono aggiungere grande assunzione di cibo, vomito autoindotto, esercizio fisico eccessivo, uso improprio di farmaci lassativi e diuretici. Nelle donne il ciclo mestruale è perlopiù assente.

Bulimia Nervosa: sono ricorrenti gli episodi di abbuffata caratterizzati dall’ingerire, in un periodo definito di tempo, una quantità di cibo significativamente maggiore rispetto alla norma. Ad accompagnarli, la sensazione di perdere il controllo durante l’episodio e la messa in atto di condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso come vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.

Disturbo da Binge-Eating: in questo caso le abbuffate non sono seguite da azioni compensatorie. Si accompagna spesso a sovrappeso o obesità e può associarsi alla sindrome metabolica.
Esiste poi un ampio gruppo di disturbi i cui sintomi non soddisfano tutti i criteri dei quadri descritti o per come essi si associano fra loro o perché si presentano con modalità e frequenza diverse. Non si deve tuttavia pensare non mettano a rischio la salute o siano meno problematici.

Oltre a rivolgersi al Pronto Soccorso della propria città è utile conoscere una mappa dei servizi e delle associazioni specificamente dedicate al trattamento dei Disturbi delComportamento Alimentare, consultabile al sito www.disturbialimentarionline.it o chiamando il Numero Verde SOS DA 800180969.

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